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Mesagne. Un cavillo potrebbe annullare l'ordinanza sulla gestione dei rifiuti

rifiuti-recuperati-dal-comuneE’ caos nella gestione dei rifiuti del Comune di Mesagne. Da una parte c’è il Comune che ha dovuto giustificare l’impasse relativo al passaggio della gestione dei rifiuti all’Aro, che, secondo il sindaco, non è dovuto a loro negligenza ma ai tempi tecnici della burocrazia, mentre dall’altra c’è l’azienda, che attualmente ha in gestione la raccolta, che ha intimato all’ente pubblico di ricorrere al Tar se sarà indetta una nuova gara di appalto.

E poi ci sono le opposizioni che hanno sollevato un cavillo legale sull’ordinanza sindacale della proroga della gestione dei rifiuti che se impugnata legalmente potrebbe invalidare il tutto. Insomma è un caos totale. “Non necessariamente il silenzio va interpretato come ambiguità e soprattutto come immobilismo amministrativo – ha spiegato il sindaco di Mesagne, Franco Scoditti - la vicenda legata alla raccolta dei rifiuti è costantemente seguita dall’Amministrazione. Un’attenzione testimoniata anche dall’ufficialità delle comunicazioni intercorse tra Comune, Axa-Gial Plast e Regione”. Il sindaco ha fatto notare che esiste una legge regionale che vieta di indire nuove gare di appalto in virtù della nascita degli Aro, gli Ambiti di raccolta ottimali. Il Comune di Mesagne, attraverso una ordinanza sindacale, ha prorogato, in data 28 giugno 2013, l’incarico alla ditta del servizio di raccolta dei rifiuti, in attesa dell’espletamento della procedura negoziata così come convenuto in conferenza dei capigruppo e deliberato dalla Giunta comunale. Una ordinanza che Domenico Magrì, capogruppo consiliare di Nuova Italia popolare, ha contestato: “La confusione regna sovrana nella giunta comunale, fra assessori e tecnici, tant’è che si continuano a fare figure pessime nei confronti della Regione, fra richieste di finanziamenti inviati dopo la scadenza e addirittura, come in questo caso, in documenti sensibili, come un’ordinanza sindacale, vengono commessi errori madornali come citare una articolo di legge abrogato da un anno dalla corte costituzionale”. Intanto lo scorso 31 luglio l’Axa-Gial Plast, l’Ati che ha in gestione la raccolta dei rifiuti, ha contestato al Comune il contenuto della proroga relativa all’eventualità di una nuova gara, preannunciando ricorsi amministrativi. Per cui il 5 agosto scorso gli uffici comunali di competenza hanno provveduto a spedire alla Regione e all’Aro tutto il materiale relativo alla vicenda, compreso il parere della Autorità di vigilanza. La risposta ufficiale della Regione è arrivata il 5 settembre e contiene il “perentorio diniego della Regione a indire una gara di appalto e il contestuale sollecito nei confronti dell’Aro ad accelerare i tempi per definire urgentemente la questione”, ha concluso il sindaco Scoditti. “L’Amministrazione comunale non ha perso tempo e si è occupata della vicenda valutando tutte le possibili soluzioni – ha chiarito l’assessore all’Ecologia, Rosanna Saracino – i mesi sono trascorsi nell’attesa della risposta, necessaria, da parte della Regione. Una risposta che non lascia spazio a dubbi. Esistono tempi tecnici indipendenti dalla volontà dell’Amministrazione comunale che sono strettamente legati ad altri organi che hanno potestà gestionale”. 

Ultima modifica ilMercoledì, 11 Settembre 2013 08:05
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