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L'ombra del Tar sulla gestione dei rifiuti a Mesagne. E' guerra

corvaglia-giampieroC’è aria di battaglia legale tra l’Amministrazione comunale di Mesagne e l’Ati, Axa-Gial Plast, che ha in gestione la raccolta dei rifiuti in città. L’azienda ha intimato al Comune di ricorrere al tribunale amministrativo regionale se l’ente indirà una gara per assegnare il servizio ad altro gestore senza passare dall’Aro.

Infatti, l’amministratore unico di Axa Srl, Giampiero Corvaglia, (nella foto a sinistra) ha scritto al Comune che “pur assicurando l’integrale e regolare prosecuzione del servizio di raccolta rifiuti solidi urbani, per il periodo ordinato, preannunciamo ricorso al tar relativamente all’avvio di una procedura di gara negoziata per l’affidamento del servizio a nuovo gestore”. Per l’Axa Srl l’iter seguito dal Comune di Mesagne è, infatti, “illegittimo, nonostante il divieto espresso da una specifica legge regionale, di indire nuove gare nelle more dell’individuazione del gestore unico dell’Aro”. Infine Corvaglia ha diffidato il Comune di Mesagne “dal bandire qualsivoglia nuova gara di appalto, anche mediante procedura negoziata, preavvertendo che, in caso contrario, saremo costretti ad adire le vie legali per la tutela degli interessi dell’Ati”. E’ la storia di una lunga e travagliata vicenda iniziata con la decisione del Comune di Mesagne di prorogare, “a condizioni chiaramente svantaggiose”, hanno denunciato le opposizioni, il contratto di appalto originario del 2010. Una vicenda ancor più complessa dopo la costituzione dell’Aro 2 Brindisi sud, organismo che dovrà, o meglio dovrebbe, gestire il servizio per più Comuni all’interno dell’ambito di competenza. “Il silenzio ambiguo, nel quale si è chiusa l’amministrazione a due mesi dalla delibera di giunta dove si era assunta l’impegno di indire, nel breve periodo, una gara d’appalto per una nuova assegnazione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e l’abbandono indiscriminato di sacchetti di spazzatura, specie nelle periferie, tra l’indifferenza, lasciano presagire una situazione conflittuale fra il Comune e la stessa azienda appaltatrice”, hanno tuonato le segreterie politiche del Pdl, Nip, Nuovo Psi, La destra, Mesagne prima di tutto e i gruppi consiliari di Pdl, Nip e Mesagne Incalza. Il Comune di Mesagne, per quella proroga illegittima, è stato censurato dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, con delibera del febbraio 2013, e invitato a porre azioni in autotutela per ripristinare la legalità violata. ”Era proprio quello, a nostro avviso, il momento propizio per attivare le procedure per la gara d’appalto “riparatoria”, anticipando la costituzione formale dell’Aro ed evitando, così, di infilarsi in una situazione giuridicamente intricata”, hanno aggiunto i partiti di minoranza. Per le opposizioni l’Aro2 si è dimostrata sin dalla sua costituzione “dormiente ma soprattutto inadempiente nei confronti della legge regionale complicando la situazione per il Comune di Mesagne che è stato costretto, per garantire un servizio indifferibile, ad adottare con ordinanza sindacale una proroga tecnica, in attesa di procedere a una nuova gara d’appalto”. 

Ultima modifica ilDomenica, 08 Settembre 2013 10:41
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