L’ONTOLOGIA DEL BAROCCO A MESAGNE: ESISTE, NON ESISTE O PENSA SE STESSO?
Esiste davvero il Barocco a Mesagne, o ci troviamo di fronte a un’architettura ideale e inafferrabile, sospesa tra l’Iperuranio platonico e l’Atto Puro di Aristotele? O forse è proprio Mesagne a custodire l'esempio per eccellenza del Barocco o del Neobarocco in tutta la provincia? È questa, goliardicamente, la domanda filosofica fondamentale, quella capace di far vacillare persino Cartesio nei suoi dubbi metodici, che sorge spontanea di fronte a una realtà che sembra esulare dal semplice divenire dei passi. A Mesagne il barocco viene nominato, elogiato, teorizzato e inserito perfino nei pieghevoli promozionali, eppure la perplessità persiste. Ci si chiede se la Chiesa Madre sia autenticamente barocca, se la Santissima Annunziata con le sue metamorfosi stilistiche possa definirsi tale, o se la Chiesa di Sant’Anna, incastonata come un gioiello accanto al Castello, sia un’opera barocca oppure una geniale allucinazione collettiva. Mentre i sapienti ragionieri si interrogano ed elaborano stringenti categorie storiografiche, Mesagne custodisce il suo capolavoro per eccellenza in un’immobilità quasi metafisica, attraverso un impianto monumentale indifferente al trambusto urbano, adagiato sul suo centro storico "a cuore" senza avvertire il minimo bisogno di dimostrare la propria esistenza al visitatore di passaggio. Come il Dio aristotelico, il Motore Immobile che «non pensa al mondo ma pensa se stesso», questa eccellenza monumentale gode ontologicamente della propria intima bellezza: è autosufficiente, appagata dalla propria forma e radicalmente indifferente al fatto che qualcuno decida di valorizzarla o meno. Che ci sia o non ci sia, in fondo, poco importa, esso è, e tanto basta alla sua perfezione legata alla maestosità del territorio pugliese. D'altra parte, se il Barocco nasce dall’angoscia seicentesca per l’infinito e dalla rovinosa caduta delle certezze geocentriche, la sua risposta non è mai stata la resa, bensì l’iperbole di forme e inganni ottici. Porsi la domanda sul Barocco a Mesagne significa spingersi ben oltre la semplice catalogazione stilistica per addentrarci nel Non Essere parmenideo in riferimento all'Essere.
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