C'ERA UNA VOLTA MURO TENENTE... In evidenza

Christian Napolitano Maggio 06, 2026 490

Avevo poco più di vent’anni nel 1999, quando distribuivo questi volantini per le strade di Mesagne e Latiano.
L’antico insediamento di Muro Tenente rischiava di essere cancellato dalle arature profonde, dal silenzio, dall’indifferenza. Sembrava quasi una battaglia impossibile. In pochi ci credevano davvero; molti guardavano altrove.
E invece, grazie alle battaglie condotte insieme al prof. Gert-Jan Burgers, a Mimmo Stella, Angelo Gaglione, Antonio D'Amico, Margherita Rubino, Rita Caforio, Marta Caliolo, Francesca Andriola, ai colleghi della Impact Archeologia, a tanti amici, studiosi, cittadini e amministratori che hanno avuto visione, Muro Tenente è diventato un Parco Archeologico.
Non solo: è stato riconosciuto come “core zone”, cioè area di maggiore importanza e protezione, nella nomina della Via Appia a patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.
Per arrivare fin qui ci sono voluti oltre 25 anni di lavoro, studio, ostinazione, battaglie culturali e anche spalle larghe davanti agli sbeffeggiamenti di chi non avrebbe scommesso un centesimo su questo luogo.
Proprio per questo, oggi mi piange il cuore vedere in quali condizioni siamo costretti a operare.
Mi piange il cuore perché chi lavora ogni giorno per far vivere questo luogo è costretto a farlo in condizioni non degne di un Parco Archeologico, né tantomeno di un sito inserito in un percorso riconosciuto dall’UNESCO.
Penso ad Antonio D’Amico, che continua a garantire presenza, cura e lavoro anche quando le condizioni sono tutt’altro che adeguate. Penso a chi è costretto a lavorare sotto la pioggia. Penso ai colleghi e alle colleghe che, in mancanza di strutture idonee, attendono i visitatori in auto. Penso alle scolaresche, ai turisti, ai gruppi che vorremmo accogliere come si dovrebbe, offrendo servizi, spazi, strumenti e condizioni all’altezza del valore di Muro Tenente.
E invece, troppo spesso, siamo costretti a supplire con la passione, con l’impegno personale, con la buona volontà a mancanze che non dovrebbero più esistere.
Il vero rischio, oggi, non viene più dalle arature profonde di un tempo, ma da un’aratura forse ancora più pericolosa: quella della miopia amministrativa, del provincialismo, dell’incapacità di riconoscere il valore di un patrimonio che dovrebbe unire e non dividere.
Fa male vedere che proprio dove servirebbero visione, cura e senso di responsabilità istituzionale sembrino prevalere logiche piccole, incapaci di comprendere la grandezza di ciò che questo luogo rappresenta.
Un patrimonio del genere non può essere trattato come una questione di campanile, né piegato a convenienze del momento. Muro Tenente non è un favore fatto a qualcuno. Non è una bandierina da piantare. Non è proprietà di una parte.
È memoria, identità, paesaggio, ricerca, futuro.
È un patrimonio che appartiene alle comunità di Mesagne e Latiano, alla Puglia, all’Italia, alla ricerca archeologica internazionale e oggi anche a una storia molto più grande, quella della Via Appia e dell’UNESCO.
Chi ha responsabilità pubbliche su questo luogo dovrebbe avere memoria del cammino fatto, rispetto per chi ci ha lavorato e visione per ciò che Muro Tenente può ancora diventare.
Perché Muro Tenente era un sogno irraggiungibile.
Poi è diventato realtà.
Ma certe congiunture non si ripetono all’infinito. L’incontro tra il lavoro scientifico del prof. Gert-Jan Burgers, l’impegno della Impact Archeologia, la presenza quotidiana di Antonio D’Amico e la passione di chi in questi anni ha creduto nel Parco è stato qualcosa di raro, forse irripetibile.
Se oggi Muro Tenente perde questa energia, questa competenza, questa rete di relazioni e di responsabilità, il rischio è enorme: non si perde solo una gestione, si perde una stagione intera.
E quando una stagione così finisce, ricostruirla diventa impossibile.
Per questo oggi non possiamo permettere che Muro Tenente venga trattato come se nulla fosse accaduto.
Difendere il Parco Archeologico di Muro Tenente significa difendere la nostra storia.
E anche la nostra dignità.

Ultima modifica il Mercoledì, 06 Maggio 2026 21:17