63° ROTARY PER I CASTELLI. Castello Normanno Svevo – ORIA Domenica 22 febbraio 2026

Febbraio 09, 2026 777

63° ROTARY PER I CASTELLI

Castello Normanno Svevo – ORIA Domenica 22 febbraio 2026

Storia-Arte-Solidarietà     giornata ProPolioPlus

 

Ore 9,00 raduno parc. p.zza Municipio v.Epitaffio, caffè al bar “ilPiacere”

Ore 9,15 disponibile pulmino per spostamento al Castello fino alle 9,50

Ore 10.00 visita Castello Normanno Svevo (aperto eccezionalmente per il Rotary) accompagnati dal prof.G.D’amico - storico

Ore 11,30 visita “Parco archeologico Montalbano” a ridosso del castello accompagnati dal prof. Paul Arthur- Un.Salento- presidente SAMI

Ore 12,30 sala convegni palazzo Martini Carissimo: Saluti Autorità Civili e Rotariane presenti

presentazione progetto “Rotary per i castelli”

 

Prof.P.Arthur “scavi al complesso bizantino-longobardo del IX-XI sec parco Montalbano”

Prof G.D’Amico “Il castello Normanno-Svevo di Oria”

Visita al Museo Archeologico dei Messapi palazzo Martini Carissimo Ore 14,00 pranzo agriturismo “La casina dei Nonni”

Ore 16,30 visita al Santuario “S.Cosimo alla Macchia” Oria

Contributo per l’intera giornata(colazione,pulmino, visite, pranzo, ) eu.50,00

Contributo solo colazione ,pulmino, visite eu 10,00 Si prega prenotare entro il 18 febbraio 2026

Si preferisce bonifico iban: IT19T0526279210CC0720171154 BPP Facecchia Francesco Rotary per i Castelli 63° giornata castello Oria

Per informazioni e prenotazioni telefonare Franco Facecchia 3470112052

Maria Lucia Carone 3209223444 Oria

 
   

 

Il l castello di Oria occupa il colle del Vaglio, la parte più alta della città, a circa 166 m s.l.m., su un'area abitata sin dai periodi più remoti. Infatti quest'area era occupata dalla acropoli messapica, che

 

probabilmente si dotò di mura intorno al VI secolo a.C. come è ancora in parte visibile qualche centinaio di metri più in basso in Piazza Cattedrale.

Considerata l'importanza strategica del territorio di Oria (che divideva spesso con diverse sfumature di dominio i territori bizantini da quelli dei Longobardi), pur senza prove archeologiche si deve presumere l'esistenza di un primo nucleo fortificato già in età altomedievale. In seguito (XI secolo), vi dovette essere una qualche forma di difesa/controllo dell'abitato e del territorio effettuato dai normanni che infeudarono la città. Probabilmente a tale primo nucleo del castello oritano è riferibile il torrione di forma quadrata, inglobato poi in parte in strutture di epoche successive.

Numerose modifiche subì il maniero in età federiciana (1225-1233), al punto che generalmente viene denominato "castello svevo"; alcune fonti locali vogliono che lo stesso "Stupor mundi" edificò il castello, in realtà è più realistico pensare che Federico II lo ampliò e lo modificò secondo nuove esigenze di residenza: sappiamo infatti che in occasione del suo matrimonio con Isabella II di Gerusalemme il castello ospitò numerosi ospiti d'onore. Altre importanti modifiche furono effettuate nel periodo angioino a cui vanno riferite le torri cilindriche dette "del salto" e del "cavaliere". L'originario mastio normanno-svevo fu pesantemente riadattato, come d'altronde tutta la struttura, anche nel corso del XV-XVI secolo adattandolo alle nuove esigenze difensive, nate con l'adozione delle armi da fuoco, e dotandolo quindi di numerose cannoniere in parte ancora oggi visibili. Infine è stato oggetto di integrazioni, restauri e ricostruzioni tra Ottocento e Novecento: nel corso del 1897 il castello devastato dal tornado che investì la città di Oria.

Numerose volte il castello ha dovuto resistere ad assedi, come quello di Manfredi, o agli assalti di Giacomo Caldora (1433), di Pietro de Paz (1504) che non riuscì a prendere la rocca. Il castello

ospitò, oltre agli invitati al matrimonio di Federico II, anche la regina Maria d'Enghien (1407), il suo sposo Ladislao re di Napoli (1414), la principessa Isabella di Chiaromonte e il re Ferrante d'Aragona (1447); un episodio molto importante per l'epoca è la partenza di Alfonso II di Napoli da Oria per liberare Otranto dai Turchi (1480). Anche in tempi recenti è stato meta di personalità e studiosi italiani e stranieri quali: Maria Josè di Savoia, Margaret d'Inghilterra, il cardinale Tisserant, principi di casa d'Asburgo, Theodor Mommsen, Paul Bourget, Ferdinand Gregorovius.

Il 15 dicembre 1933 il Comune di Oria cedette il Castello alla famiglia Martini Carissimo, ricevendone in cambio Palazzo Martini, poi adibito a Sede Municipale. I Martini Carissimo restaurarono il castello con l'ausilio dell'architetto Ceschi. In considerazione dello sforzo profuso dalla famiglia Martini Carissimo, il Re d'Italia Vittorio Emanuele III, volle conferire a questa famiglia, già conti e Patrizi di Benevento, il titolo di Conti di Castel d'Oria.

Nel 2007 il castello è stato acquistato dalla società Borgo Ducale S.r.l., da allora, per vari problemi, il castello non è stato più riaperto al pubblico se non in rare occasioni.

Il maniero ha forma di triangolo isoscele, con il vertice, costituito dalla torre detta dello Sperone, rivolto a Nord. Vi è poi il mastio (probabilmente normanno-svevo) e due ulteriori torri cilindriche: "del salto" e "del cavaliere".

Ultima modifica il Lunedì, 09 Febbraio 2026 11:42