CREDI DI SAPERE? IN REALTÀ POTREBBE ESSERE L’EFFETTO DUNNING - KRUGER

Dicembre 12, 2025 677

Viviamo una fase di profonda trasformazione nel rapporto con la conoscenza. Se per i greci l’episteme era la ricerca della verità filosofica, oggi rischiamo di cadere nell’effetto. Dunning-Kruger, in buona sostanza una situazione in cui, fra l’altro, persone con scarse competenze in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità, credendo erroneamente di sapere tutto. Questa illusione nasce dall' assenza di abilità metacognitive che fa scaturire la fiducia cieca nelle informazioni reperite su internet, dove la fluidità dei testi e la loro apparente autorevolezza non garantiscono la veridicità dei contenuti. La rete, in questo senso, ricorda i sofisti dell’Atene classica: maestri di retorica capaci di persuadere senza necessariamente trasmettere conoscenza autentica. La nozione di affidabilità dipende dalla verifica fattuale, in assenza di tale meccanismo cognitivo nasce il rischio di confondere ciò che appare credibile con ciò che è realmente vero. È proprio questa illusione di sapere che descrive bene il nostro tempo: risposte ben confezionate che sembrano vere finché non se ne indagano i limiti. Internet non ci rende automaticamente meno intelligenti, ma può farlo se ci accontentiamo passivamente del primo risultato, senza esercitare spirito critico. La via d’uscita non consiste nel demonizzare la tecnologia, bensì nell’accrescere la nostra conoscenza e nel mantenere viva la capacità di verifica. Occorre comprendere le logiche della rete, i suoi punti di forza e le sue debolezze, e al tempo stesso coltivare competenze solide nelle materie di cui cerchiamo informazioni. Un approccio scientifico-critico esige la priorità a siti istituzionali (universitari, enti di ricerca, accademie) o a pubblicazioni scientifiche e culturali con un chiaro processo di peer review. In questo scenario, i siti istituzionali rappresentano l’unica fonte di conoscenza davvero sicura, sono gestiti da enti riconosciuti e responsabili, pubblicano dati derivanti da ricerche, statistiche ufficiali o atti normativi, e chi li cura risponde legalmente della correttezza delle informazioni. Fake news, deepfake si combattono con formazione e pensiero critico, ma anche con la capacità di distinguere tra ciò che è opinione e ciò che è conoscenza certificata. La vera trasformazione non dipende da internet, ma dalla nostra volontà di verificare, approfondire e non fermarci alla superficie. 

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