IL BAROCCO CHE UNISCE LECCE E MESAGNE

Serafino Scalera Agosto 13, 2025 836

Nel cuore del Salento, due chiese sembrano sorelle: la Basilica di Santa Croce a Lecce e la Chiesa di Santa Maria in Betlemme a Mesagne. Pur trovandosi in città diverse, condividono una sorprendente affinità. Entrambe furono edificate dai Padri Celestini, un ordine religioso che tra il Cinquecento e il Settecento lasciò un'impronta profonda nell’arte e nell’architettura della regione.

Le somiglianze che incantano sono numerose e affascinanti. Le due chiese presentano altari laterali in stile barocco, ricchi di decorazioni e dettagli che si rispecchiano l’uno nell’altro. Anche l’altare maggiore, realizzato in marmo intarsiato, è pressoché identico in entrambe le strutture. Accanto a ciascuna chiesa sorge un convento celestiniano, costruito con la stessa cura e nello stesso stile. Queste analogie non sono casuali: i Celestini condividevano una visione spirituale comune e desideravano che le loro chiese parlassero la stessa lingua, fatta di bellezza, luce e simboli religiosi. Così, pur distanti geograficamente, Santa Croce e Santa Maria in Betlemme sembrano dialogare tra loro, raccontando una storia di fede e arte che abbraccia tutto il Salento. La facciata della Basilica di Santa Croce è attribuita a diversi architetti, tra cui Giuseppe Zimbalo, detto “Lo Zingarello”. La sua firma artistica è evidente nei dettagli più fantasiosi: animali scolpiti, mascheroni e colonne che sembrano danzare. Secondo una leggenda, Zimbalo volle dimostrare che l’arte poteva superare i limiti imposti dalla religione, creando una facciata che fosse un vero spettacolo per gli occhi.

La Chiesa di Santa Maria in Betlemme è celebre per il cosiddetto “miracolo della luce”. Alcuni fedeli raccontano che, in particolari ore del giorno, la luce naturale entra da una finestra e colpisce l’altare maggiore con precisione, creando un’atmosfera mistica. Per molti, è un segno tangibile della presenza divina. I conventi adiacenti alle due chiese non erano soltanto luoghi di preghiera, ma anche vivaci centri di cultura. I Padri Celestini ospitavano artisti, studiosi e pellegrini. Si narra che tra le mura del convento di Lecce siano stati scritti testi religiosi e filosofici che influenzarono profondamente il pensiero dell’epoca.

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