Verso una filosofia del Sud. Alla scoperta del pensiero filosofico salentino

Luglio 19, 2025 1522

A partire da oggi  sabato 19 luglio 2025, inauguriamo una serie di cinque articoli, uno a settimana per cinque sabati consecutivi, dedicati ai filosofi salentini contemporanei che hanno contribuito a delineare un pensiero critico e creativo, capace di dialogare con la realtà storica, scientifica, spirituale e antropologica del nostro tempo. Questo percorso vuole esplorare le voci del Sud non come periferia del pensiero, ma come centro pulsante di riflessione profonda, capace di generare una filosofia concreta e relazionale, radicata nella terra e aperta al mondo. Attraverso figure come Mario Castellana, Giovanni Papuli e altri, riscopriremo un pensiero che nasce dall’intreccio tra tradizione e contemporaneità.

Iniziamo il nostro viaggio attraverso il pensiero filosofico salentino con un pensatore di fama internazionale, il filosofo Mario Castellana, figura di riferimento nella riflessione contemporanea sulla complessità. Filosofo profondo e acuto. Amico del Gazzettino di Brindisi, spesso, in virtù della nostra amicizia, scrive  per  la nostra testata articoli di grande valore e competenza. È per noi motivo di piacere poter iniziare questo percorso con una figura così significativa.

Mario Castellana è nato l’8 dicembre 1949 a Martina Franca (TA). Laureato in Filosofia con lode nel 1972, ha dedicato la sua carriera allo studio dell’epistemologia e della filosofia della scienza. Ha insegnato in diverse università italiane, tra cui l’Università del Salento e poi abilitato alla prima fascia nel settore della logica e filosofia della scienza

Ha sviluppato un pensiero filosofico originale che si radica nell’epistemologia storica e nella visione della scienza come espressione culturale spirituale e antropologica. Il suo approccio rifiuta la concezione dogmatica del sapere e promuove una riflessione aperta sulle forme della conoscenza scientifica. Il concetto di epistemologia debole rappresenta uno dei fulcri della sua ricerca non come negazione della razionalità, ma come consapevolezza della sua storicità, dei suoi limiti e delle sue trasformazioni. La scienza in questa prospettiva non è dominio tecnico sul mondo, ma pensiero critico e creativo che interroga il reale e dialoga con l’umano. Castellana ha evidenziato come la matematica possa essere intesa non solo come linguaggio della precisione, ma come forma poetica del pensiero che fa cantare il reale. I suoi studi su autori come Bachelard, Cavaillès, Lautman, Poincaré, Enriques, mostrano come la razionalità scientifica possa coesistere con la complessità dell’esperienza umana.

Il suo pensiero si estende anche al rapporto tra scienza e spiritualità riconoscendo nella fede una dimensione che non contrasta con la ricerca razionale, ma che può integrarsi in una visione profonda del senso. La filosofia diventa così strumento di apertura e dialogo capace di connettere identità, alterità, memoria e futuro

Castellana ha collaborato con numerose istituzioni nazionali e internazionali tra cui l’Università del Salento, l’Università di Bari, la Facoltà Teologica Pugliese, il Centro Federigo Enriques di Livorno e l’Istituto per gli Studi Filosofici di Napoli. La sua attenzione per la dimensione storica della scienza e per la pluralità dei livelli del reale ha trovato risonanza anche nel dialogo con Mauro Ceruti, che ha curato la prefazione al suo volume Briciole di complessità. Tra la rugosità del reale (Studium, 2022). Un testo in cui Castellana affronta la complessità non solo come chiave interpretativa, ma come modello etico ed esistenziale, radicato nel territorio e aperto al mondo. Il manuale di Storia della Filosofia, Abbagnano-Fornero, adottato dalla stragrande maggioranza dei licei italiani, cita Mario Castellana tra gli autori contemporanei che hanno contribuito alla riflessione filosofica sulla scienza e sull’epistemologia. Nella sezione dedicata alla filosofia della scienza, Castellana viene menzionato per il suo contributo alla cosiddetta Scuola meridionale di epistemologia, espressione coniata da Ludovico Geymonat, e per il suo lavoro su Gaston Bachelard, Federigo Enriques e il pensiero della complessità. Il manuale riconosce il valore delle sue ricerche storiche e teoretiche, che si collocano nel solco di una filosofia concreta e relazionale, attenta alla dimensione storica del sapere scientifico. Oltre nel manuale sopra descritto, Mario Castellana viene citato da Ludovico Geymonat nella sua corposa opera Storica del Pensiero Filosofico e Scientifico,  in particolare nel settimo volume, dedicato al Novecento.  Anche Geymonat riconosce il contributo di Castellana alla filosofia della scienza italiana, soprattutto per il suo lavoro sull’epistemologia francese e su autori come Gaston Bachelard e Federigo Enriques. Con l’editore Hermann Editions di Parigi ha curato due opere della storica della scienza Hélène Metzger, morta ad Auschwitz nel 1944; ha anche curato  le Voci Matematica per l’Enciclopedia Treccani contribuendo al rilancio epistemologico del pensiero di Federigo Enriques.

A livello internazionale è stato membro del Laboratoire Pensée des sciences dell’École Normale Supérieure di Parigi, co-direttore della collana Pensée des sciences con Charles Alunni e membro dei Séminaires de Mathématique et de Philosophie. Ha inoltre collaborato con l’Atelier Bachelard, l’Università Nicolaus Copernicus di Toruń (si tratta di un’importante università polacca, con sede a Toruń, nota per le sue ricerche in ambito scientifico e umanistico), le riviste Revue de synthèse (fondata nel 1900 da Henri Berr, è una rivista francese dedicata alla storia intellettuale, all’epistemologia, alla filosofia e alle scienze sociali. Mira a promuovere riflessioni interdisciplinari tra filosofia, storia della scienza e storia generale),  Revue des Questions Scientifiques (è una rivista belga di lunga tradizione, fondata nel XIX secolo, che pubblica articoli di filosofia della scienza, teologia, storia e scienze naturali. È nota per il suo approccio critico e interdisciplinare).

Il suo lavoro come curatore editorialista e autore ha dato vita a una produzione articolata che attraversa logica, scienza, metafisica, etica e spiritualità con l’obiettivo di promuovere una filosofia della conoscenza capace di ascoltare il reale e di trasformarlo con intelligenza e compassione.

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