La Regione Puglia al Salone del libro di Torino

Maggio 19, 2022 382

KURUMUNY al Salone internazionale del Libro di Torino con le nuove produzioni e tre incontri dedicati a CARMELO BENE nel ventennale della sua morte.

Il 21 e 22 maggio, nello stand della Regione Puglia, presentazione delle tre nuove pubblicazioni che la casa editrice salentina, in collaborazione con l’Accademia Mediterranea dell’Attore e il Centro Studi Phoné, ha dedicato al genio del teatro, anche con la nascita della nuova collana “beniana”

Sabato 21 maggio, ore 11.00

“Nota Bene” di Piergiorgio Giacchè,

un’antologia di scritti scelti proposti dall’autore, amico e collaboratore di Bene:

un viaggio a ritroso lungo vent’anni

Intervengono l’autore, Lorenzo Ferrero, Franco Perrelli e Armando Petrini

Sabato 21 maggio, ore 20.00

Carmelo Bene e altre eresie” a cura di Franco Ungaro,

un percorso di inedite connessioni tra il più importante artista pugliese del Novecento e figure eretiche del Sud come Franco Cassano, Vittorio Bodini, Ernesto de Martino

Intervengono il curatore e Stefano De Matteis

Domenica 22 maggio, ore 16.30

“Dentro ‘l mal de’ fiori” di Alessio Paiano,

prima lettura critica integrale del poema “impossibile” di Bene

Intervengono l’autore e Jordi Valentini

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Kurumuny ritorna al Salone internazionale del Libro di Torino, la cui XXXIV edizione si svolge dal 19 al 23 maggio al Lingotto Fiere. Nel più importante appuntamento italiano legato al mondo dell’editoria, la casa editrice salentina porta le sue ultime produzioni, romanzi e saggi oltre a testi di etnomusicologia, sempre all’insegna del dialogo fra tradizione e modernità, fra poetica della terra salentina e suo rinascimento. Così accanto alle collane storiche Kurumuny ne presenta di nuove, dedicate alla narrativa, alla poesia, alla world music. Tra queste, partecipando al Salone nello stand REGIONE PUGLIA (Padiglione OVAL, U138-V137), Kurumuny presenta le due ultime collane nate negli ultimi mesi e dedicate ad autori pugliesi ancora da scoprire ed approfondire: Declaro, tesa alla ripubblicazione dell’opera di Antonio L. Verri (1949-93), scrittore di Caprarica (Le) tra i protagonisti indiscussi dello scenario culturale salentino del secondo Novecento, e Beniana, dedicata a Carmelo Bene, nel ventennale della sua morte.

E sarà proprio al genio del teatro, al il più importante artista pugliese del Novecento, che Kurumuny dedicherà il suo focus a Torino, con tre incontri che vedranno la partecipazione di alcuni dei maggiori esperti conoscitori di Carmelo Bene.

Il 21 e 22 maggio, sempre nello stand della Regione Puglia, si terranno infatti le presentazioni delle tre nuove pubblicazioni che la casa editrice salentina, in collaborazione con l’Accademia Mediterranea dell’Attore e il Centro Studi Phoné, ha dedicato al grande attore, regista, drammaturgo e poeta pugliese, con l’intento di rinnovare il dibattito sulla sua opera, aprendosi anche ai contributi delle nuove generazioni di studiosi e indagando in maniera sempre più capillare la poetica di un autore che continua ancora oggi ad affascinare e sconcertare il pubblico.

Il primo appuntamento è per sabato 21 maggio alle ore 11.00.  Sarà lo stesso Piergiorgio Giacchè, amico e collaboratore di Bene, a presentare il suo ultimo libro, “Nota Bene”, edito per la nuova collana Beniana. “Nota Bene” (Kurumuny 2022, pag. 210, 16.00 euro) è un’antologia di comunicazioni, conversazioni, articoli e appunti dedicati a Carmelo Bene dopo la sua morte, dal 2002 al 2022. È una raccolta di scritti “d’occasione” (ovvero tratti da convegni, conferenze, interviste, prefazioni e perfino programmi di sala) che nasce dall’esigenza di “vuotare il sacco” di una personale ostinazione e di una ininterrotta interrogazione. Mille domande che non si aspettano nessuna risposta “impossibile”, ma che testimoniano al contrario l’unica ricerca “possibile” che si può fare sull’arte e la parte di un genio del teatro: quella di sondare la sua alterità e rispettare la sua altezza, per poi cercare di far discendere dalla sua Eccezione le perpendicolari che accadono in ogni scena, ovvero le Regole che riguardano anche gli attori diversi da Bene e perfino gli spettatori divisi su Bene.

L’incontro vedrà la contestuale presentazione anche del libro “Carmelo Bene” di Armando Petrini (Carocci, 2021). Oltre agli autori, intervengono il compositore Lorenzo Ferrero, che per Bene ha scritto, tra l’altro, le musiche del film “La cena delle beffe”, e il docente universitario Franco Perrelli.

Sempre sabato 21 maggio ma alle ore 20.00 sarà la volta di Carmelo Bene e altre eresie”, libro a cura di Franco Ungaro, realizzato in collaborazione con l’Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce, per la collana Pensieri meridiani di Kurumuny.

Carmelo Bene e altre eresie” (Kurumuny 2022, Pensieri meridiani, pag. 184, 15.00 euro) contiene i contenuti, rielaborati e arricchiti da Ungaro, di una sessione di lavoro tenutasi novembre lo scorso a Copertino (Le). Il tema “Carmelo Bene e altre eresie”, nell’ambito dell’incontro seminariale “Che fare del Sud?”, ha permesso di scoprire traiettorie comuni o parallele, connessioni sorprendenti e inedite di Carmelo Bene con figure eretiche del Sud: Franco Cassano, Vittorio Bodini, Ernesto de Martino, Vittore Fiore e i tanti eretici espressi dalla cultura meridionale. Questo volume raccoglie gli stimolanti e originali interventi di Francesco Ceraolo, Franco Chiarello, Stefano De Matteis, Antonio Errico, Piergiorgio Giacchè, Simone Giorgino e Franco Vitelli. A questi si aggiungono sei interviste di Franco Ungaro a una serie di personalità (Matteo Bavera, Goffredo Fofi, Miguel Angel Valdivia, Orodè Deoro, Luigi Presicce, Roberto Latini) il cui percorso, in forme e tempi diversi, ha incrociato quello di Carmelo Bene, aprendo un dialogo anche sull’idea di una possibile/impossibile eredità artistica. Carmelo Bene e altre eresie” rappresenta un’“autobiografia collettiva”, una consapevolezza nuova sulle sfide culturali che attendono il Sud.

Oltre al curatore interverrà all’incontro il docente universitario Stefano De Matteis.

Domenica 22 maggio alle ore 16.30 presentazione di “Dentro ‘l mal de’ fiori. Il poema impossibile di Carmelo Bene” (Kurumuny 2022, Beniana, pag. 312, 18.00 euro) di Alessio Paiano, pubblicato per la nuova collana Beniana di Kurumuny, a cura del Centro Studi Phoné, diretta da Stefano Cristante e Simone Giorgino.

“Dentro ‘l mal de’ fiori è la prima lettura critica integrale, totalmente inedita, de ’l mal de’ fiori (Bompiani, 2000), ultima opera pubblicata in vita da Bene e unica prova destinata esclusivamente alla forma poetica. Un poema sotto ogni aspetto ‘eccessivo’, nel linguaggio, nel contenuto e persino nel layout editoriale, in cui prende corpo la formula ‘lorenzaccia’ del “rovinare le rovine”: è la sfida impossibile di ‘scrivere la voce’, restituendo una sconcertante polifonia che chiama a raccolta tutte le ossessioni della sua ricerca (Shakespeare, Pinocchio, l’Adelchi, Dante, Leopardi ecc.). Per comprendere l’operazione bisognerà rovesciare un assunto dello stesso Bene: come da attore non ha mai smesso di essere poeta, così da poeta non smetterà i panni dell’attore. Viene qui proposto il primo commento integrale a un capolavoro assoluto della letteratura contemporanea, una chiave di accesso per gli appassionati e gli studiosi di Bene e della poesia in genere.

Oltre all’autore interverrà all’incontro, il docente universitario Jordi Valentini.

Azzurra De Razza

Addetto stampa KURUMUNY

Cell. 3387755897 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

KURUMUNY è una casa editrice attiva dal 2004 che opera in Grecìa salentina, un’isola linguistica ellenofona situata nel cuore del Salento. KURUMUNY in grico significa “germoglio di ulivo”, omaggio alla pianta simbolo del territorio pugliese e metafora del lavoro portato avanti dalla casa editrice.

Tra i principali campi di interesse figurano il racconto dei territori attraverso le testimonianze orali dei popoli che li abitano, la documentaristica e le scienze sociali. La disponibilità del vasto archivio sonoro e di immagini di Luigi Chiriatti, ricercatore fin dagli anni Settanta, fondatore della casa editrice e oggi direttore artistico del festival La Notte della Taranta, ci ha permesso di specializzarci in ambiti quali l’etnomusicologia grazie alle monografie sui grandi cantori del Salento, o di indagare a fondo riti e miti del Sud Italia. Il racconto di un mondo altro, l’attenzione agli ultimi, la microstoria, costituiscono l’imprinting fondamentale alla base del lavoro che svolgiamo quotidianamente.

Oggi Kurumuny ha ampliato i suoi orizzonti d’interesse e pubblica romanzi e saggi oltre a testi di etnomusicologia, così da mantenere aperto il dialogo fra tradizione e modernità, fra poetica della terra salentina e suo rinascimento. Così accanto alle collane storiche ne sono nate di nuove dedicate alla narrativa, alla poesia, alla world music. Kurumuny pratica un’editoria lenta, di qualità. Ogni libro rappresenta il frutto di un processo condiviso, un’opportunità unica di crescita e conoscenza per un’umanità nuova e in movimento.

Dettagli su www.kurumuny.it

Il Centro Studi Phoné, fondato nel febbraio del 2018 dal sociologo Stefano Cristante, dallo studioso di letteratura Simone Giorgino e dal regista e attore Simone Franco, è dedicato al più importante artista pugliese del Novecento, la cui opera di attore, scrittore, drammaturgo e cineasta costituisce un patrimonio di straordinaria importanza per la storia culturale, teatrale e letteraria del secolo scorso. Il Centro Studi si propone di diffondere e rileggere la produzione teatrale, cinematografica e letteraria di Carmelo Bene e di esplorare in profondità i suoi rapporti con i principali fermenti artistico-letterari del Novecento europeo, a partire dallo studio dei rapporti fra questo straordinario artista e la sua terra d’origine; e si propone, inoltre, di fornire anche ai più giovani e ai non specialisti gli strumenti necessari per una consapevole riscoperta della propria identità culturale.

L’Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce, diretta da Franco Ungaro, svolge attività permanente di formazione e perfezionamento per attori e attrici presso l’ex Convitto Palmieri di Lecce. In collaborazione con il Polo bibliomuseale e il Museo Castromediano di Lecce, realizza il progetto ‘Un teatro perBene’ finalizzato alla valorizzazione della figura e delle opere di Carmelo Bene attraverso seminari, pubblicazioni e convegni (il più importante si è tenuto nel 2021 a Copertino con una sessione di lavoro dedicata a ‘Carmelo Bene e altre eresie’. A Carmelo Bene è stato dedicato il booklet Amor morto pubblicato nel 2020 da Kurumuny.

 

Piergiorgio Giacchè

NOTA BENE

TITOLO: Nota Bene

AUTORE: Piergiorgio Giacchè

ANNO: 2022

COLLANA: Beniana

FORMATO: 16x22,5 cm.

ISBN: 9788898773268

PAGINE: 210

PREZZO: 16.00 euro

«Un’antologia finalmente vuol dire, alla lettera, “raccolta di fiori”, che – come si sa – sono un nonnulla rispetto alle Opere di Bene. Proporre ovvero portar fiori è appena un gesto di devozione, che ha senso solo se serve a confermare l’affezione e/o a rinnovare l’attenzione verso le opere e le operazioni di Bene.» [P.G.]

Questo libro è un’antologia di comunicazioni, conversazioni, articoli e appunti dedicati a Carmelo Bene dopo la sua morte, dal 2002 al 2022. È una raccolta di scritti “d’occasione” (ovvero tratti da convegni, conferenze, interviste, prefazioni e perfino programmi di sala) che nasce dall’esigenza di “vuotare il sacco” di una personale ostinazione e di una ininterrotta interrogazione. Mille domande che non si aspettano nessuna risposta “impossibile”, ma che testimoniano al contrario l’unica ricerca “possibile” che si può fare sull’arte e la parte di un genio del teatro: quella di sondare la sua alterità e rispettare la sua altezza, per poi cercare di far discendere dalla sua Eccezione le perpendicolari che accadono in ogni scena, ovvero le Regole che riguardano anche gli attori diversi da Bene e perfino gli spettatori divisi su Bene.

Illustrazione di copertina di Miguel Angel Valdivia.

Piergiorgio Giacchè (Perugia 1946) antropologo, ha condotto ricerche sulla devianza, sulla questione giovanile, sulla partecipazione politica e la politica culturale e, in particolare, sulla cultura teatrale contemporanea. Ha insegnato Antropologia del teatro e dello spettacolo all’Università di Perugia e attualmente è docente di Oralità e Performance presso la Scuola di specializzazione in Beni demo-etno-antropologici. È stato membro del comitato scientifico dell’International School of Theatre Anthropology diretta da Eugenio Barba. È stato, per volontà di Carmelo Bene, il primo presidente della sua fondazione postuma, “L’Immemoriale” (dal 2002 al 2005). Ha curato con Goffredo Fofi gli atti del convegno Per Carmelo Bene (Roma, 1995). Autore del saggio Carmelo Bene. Antropologia di una macchina attoriale (Milano 1997, II edizione 2007), ha pubblicato, fra l’altro, Una nuova solitudine (Roma, 1981), Lo spettatore partecipante (Milano, 1991), L’altra visione dell’altro. Una equazione fra antropologia e teatro (Napoli, 2004), Ci fu una volta la sinistra (Roma, 2013).

 

Alessio Paiano

DENTRO ’L MAL DE’ FIORI

Il poema impossibile di Carmelo Bene

TITOLO: Dentro ’l mal de’ fiori. Il poema impossibile di Carmelo Bene

AUTORE: Alessio Paiano

ANNO: 2022

COLLANA: Beniana

FORMATO: 16x22,5 cm.

ISBN: 9788895161310

PAGINE: 312

PREZZO: 18.00 euro

La prima lettura critica integrale, totalmente inedita, de ’l mal de’ fiori, ultima opera pubblicata in vita da Bene e unica prova destinata esclusivamente alla forma poetica.

 

’l mal de’ fiori, poema ‘eccessivo’ in tutti i sensi, dal contenuto al layout del volume, conferma la formula beniana del «rovinare le rovine», come aveva scritto in Lorenzaccio: non il disprezzo inflessibile nei confronti di un’intera tradizione letteraria – cosa che Bene ravvisa nelle nuove avanguardie, per questo automaticamente da lui accantonate – ma un dialogo inedito che prosegue il confronto già avvenuto coi grandi nomi del teatro o della letteratura (i vari drammi di Shakespeare, poi Pinocchio, l’Adelchi, ecc.).

L’anno di uscita del poema, il 2000, amplifica la provocazione sfacciata di un’opera dalle dimensioni anomale, apparentemente inaccessibile per il suo estremismo linguistico e gli infiniti riferimenti a opere del passato (con particolare riferimento alle arti figurative).

Per comprenderne l’operazione bisognerà rovesciare, per simmetria, un assunto dichiarato dallo stesso Bene: come da attore non ha mai smesso di essere poeta, così da poeta non smetterà i panni dell’attore, di cui il poema rappresenta l’ultimo lascito. Il lavoro proposto rappresenta il primo commento critico a un capolavoro assoluto della letteratura contemporanea, una chiave di accesso per gli appassionati e gli studiosi sia del genio beniano che della poesia in genere.

Il volume è organizzato in quattro sezioni così suddivise:

’l mal de’ fiori o poema dell’inorganico

Questa prima sezione introduttiva ripercorre la storia editoriale dell’opera, dalla sua ideazione fino alla sua completa realizzazione nel 2000. Fin da subito viene proposta una mappatura delle influenze poetiche e dello stile poetico dello scrittore, compiendo un confronto con le scritture precedenti di Bene e di altri autori a cui si ispirava. Si entra quindi nel testo vero e proprio con l’analisi del Proemio, in cui è da subito evidente il legame con la dottrina e la letteratura mistica, come avvenuto più volte nelle opere precedenti di Bene.

«Ahi l’amore! l’amore facchino»

Il secondo capitolo, il più corposo, è incentrato sul nucleo fondante del poema, cioè un progetto di riscrittura del Rigoletto di Giuseppe Verdi. Una volta analizzati i propositi dell’autore, inizia la sezione «Anatomie», un caso emblematico di mescolanza dei generi in cui Bene inserisce nozioni appartenenti al campo medico.

La celebrazione dell’inautentico

Nelle ultime sezioni del mal de’ fiori Bene chiude la sua versione di Rigoletto e apre una riflessione sull’arte figurativa, compiendo un vero e proprio percorso all’interno della storia dell’arte italiana.

Explicit

Quest’ultima sezione offre un’analisi dettagliata, verso per verso, della poesia finale del mal de’ fiori, che riassumendo e chiudendo il percorso ideato dall’autore, si può considerare l’ultimo lascito letterario di Carmelo Bene.

Illustrazioni di copertina di Alberto Giammaruco.

 

L’autore

Alessio Paiano è nato a Pavia nel 1992. Laureato in Lettere Moderne presso l’Università del Salento, la sua tesi di laurea triennale sulle varie edizioni di Pinocchio di Carmelo Bene è risultata vincitrice della I edizione del Premio Nazionale Campi Salentina dedicato agli studi sull’artista pugliese. Nel 2017 si laurea in Filologia Moderna con un’analisi filologico-esegetica del poema ’l mal de’ fiori, ultima opera edita dallo stesso autore nel 2000. Ha conseguito il master in Didattica dell’italiano lingua non materna (L2) presso l’Università per Stranieri di Perugia.

È segretario del Centro Studi Phoné, nato per lo studio e la diffusione dell’opera di Carmelo Bene. È stato redattore del Centro di Ricerca PENS dell’Università del Salento; suoi contributi sulla poesia contemporanea appaiono su vari litblog e riviste scientifiche. Vive a Torino, dove insegna.

CARMELO BENE

e altre eresie

a cura di

Franco Ungaro

TITOLO: Carmelo Bene e altre eresie

CURATORE: Franco Ungaro

ANNO: 2022

COLLANA: Pensieri meridiani | 09

FORMATO: 16x22,5 cm.

ISBN: 9788898773688

PAGINE: 184

PREZZO: 15.00 euro

Quali le domande e le sfide che Carmelo Bene continua a lanciarci? E quali domande possiamo rivolgere a Carmelo Bene, se assumiamo il punto di vista del Sud? Cosa rappresentano il Sud e il Salento nel suo immaginario? E ha senso oggi interrogarlo con questa prospettiva? Cos’è il Sud del Sud dei santi? Quali i punti di contatto tra Carmelo Bene e la schiera degli eretici meridionali? E chi sono gli eretici meridionali?

Su questi interrogativi si è tenuta a Copertino (Le) l’1 novembre 2021, una sessione di lavoro “Carmelo Bene e altre eresie” nell’ambito dell’incontro seminariale “Che fare del Sud?” che ha permesso di scoprire traiettorie comuni o parallele, connessioni sorprendenti e inedite di Carmelo Bene con figure eretiche del Sud: Franco Cassano, Vittorio Bodini, Ernesto de Martino, Vittore Fiore e i tanti eretici espressi dalla cultura meridionale.

Questo volume raccoglie gli stimolanti e originali interventi di Francesco Ceraolo, Franco Chiarello, Stefano De Matteis, Antonio Errico, Piergiorgio Giacchè, Simone Giorgino e Franco Vitelli. A questi si aggiungono sei interviste di Franco Ungaro a Goffredo Fofi, all’attore Roberto Latini, agli artisti Luigi Presicce, Orodè Deoro e Miguel Angel Valdivia, al collaboratore e amico di Carmelo, Matteo Bavera, tutte personalità che nel loro percorso in forme e tempi diversi hanno incrociato Carmelo Bene e con le quali si è dialogato anche sull’idea di una possibile/impossibile eredità artistica.

Nella consapevolezza di come non si è ancora ragionato abbastanza su Carmelo Bene e il Sud e non sia ancora emerso un comune ritrovarsi sull’idea di “Sud eretico”, altro dalle convenzioni usate e abusate della questione meridionale, inchiodate tutte ai paradigmi dello sviluppo e del sottosviluppo, del Nord tecnologico e del Sud arretrato, delle maggioranze e delle minoranze; questo volume rappresenta un’“autobiografia collettiva”, uno scambio sincero di doni e di esperienze da custodire nel tempo e nel tempio, dove le parole, le conoscenze, le intuizioni e le visioni degli uni vengono condivise ed elaborate dagli altri, come una consegna di testimone fra generazioni, come una consapevolezza nuova sulle sfide che attendono il Sud e che saranno soprattutto sfide culturali.

Illustrazione di copertina di Samuel Mele.

Il curatore

Franco Ungaro vive a Lecce. È stato direttore dei Cantieri Teatrali Koreja sino al marzo 2015. Nel 2016 è stato incaricato come consulente internazionale del Teatro Nazionale Macedone e consulente artistico del Teatro San Domenico di Crema. Attualmente dirige l’Accademia Mediterranea dell’Attore con la quale realizza progetti di formazione, produzione e promozione per e con le giovani generazioni.

Oltre a numerosi articoli su quotidiani e riviste come «Nuovo Quotidiano di Puglia», «La Gazzetta del Mezzogiorno», «Corriere del Mezzogiorno», «Hystrio», «Il manifesto», ha pubblicato Dimettersi dal Sud (2006), Lecce sbarocca (2011), Vado a Lecce (2015), A Est del palcoscenico (2021).