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La protesta. Lunedì non pagheremo l'Imu perchè non abbiamo soldi In evidenza

imprenditori protesta comune di mesagne 9“Lunedì non pagheremo la seconda rata dell’Imu non perché non vogliamo ma perché non possiamo poiché le nostre aziende sono prossime allo sfascio finanziario”.

A dirlo sono stati gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani, gli agricoltori e i cittadini di Mesagne che ieri mattina hanno messo in atto una vibrante protesta che si è conclusa nell’aula consiliare dove hanno presentato al sindaco, Franco Scoditti, e all’assessore al Bilancio, Giancarlo Canuto, le ragioni del loro disappunto sia contro lo Stato che contro l’ente locale. Inoltre, gli imprenditori hanno chiesto al sindaco di consegnare al prefetto, in segno di solidarietà verso il loro disagio, la fascia tricolore istituzionale in segno di protesta e di ritirare la delibera consiliare con cui sono stati decisi gli aumenti. Sia sulla prima che sulla seconda proposta Scoditti ha detto che non è possibile poterlo fare. Inoltre, i rappresentanti istituzionali hanno chiarito di non poter mitigare nessuna tassa poiché le leggi statali, di fatto, lo impediscono. Una giustificazione che, tuttavia, gli imprenditori hanno rigettato in virtù di un concetto di buona gestione della cosa pubblica più volte invocato dai presenti. carriero bruno e franco scodittiA muovere la protesta sono stati gli imprenditori dell’Azim, l’Associazione imprenditori della zona industriale mesagnese. “Fare l’imprenditore, il commerciante, l’artigiano oggi non è facile – ha ricordato Bruno Carriero, presidente dell’Azim, al sindaco e all’assessore Canuto – possiamo definirci, senza rischio di retorica, di essere degli eroi dei nostri tempi. Abbiamo fatto un po’ di conti e possiamo dire, senza ombra di smentita, che il 71,50 per cento delle nostre entrate le versiamo allo Stato. Se siamo qui è perché siamo esasperati e nello stesso tempo fortunati per avere ancora il lavoro. Per quanto tempo ancora, però, non lo sappiamo”. Quindi la rabbia dei presenti, alcuni dei quali non hanno nascosto le lacrime, si è rivolta contro gli amministratori. “Vogliamo denunciare l’arroganza di quest’Amministrazione comunale – ha spiegato il presidente Carriero – cui più volte abbiamo chiesto di essere ascoltati senza mai riuscirci. Dovevamo mettere in atto questa manifestazione per essere ricevuti da quei delegati istituzionali che noi stessi abbiamo eletto per rappresentarci. La politica, secondo noi, deve prestare la massima attenzione alla città per evitare quella frattura che voi stessi, anche nell’ultimo Consiglio comunale, avete denunciato di vedere tra i cittadini e il mondo politico”. Quindi, in un clima piuttosto teso gli imprenditori hanno consegnato virtualmente le chiavi delle proprie aziende al sindaco Scoditti e all’assessore Canuto. “Da domani – hanno detto – dalle ore 4 alle 22 andate nelle nostre aziende a lavorare così vi rendete conto dei nostri sacrifici e dei nostri disagi”. Il sindaco Franco Scoditti ha cercato di stemperare i toni con un discorso di crisi generale ma gli animi dei presenti non l’hanno accettato e l’hanno rigettato al mittente. “La crisi in atto sta attraversando tutta l’Italia – ha spiegato Scoditti – non è solo un caso della nostra città. Purtroppo dal 2008 è iniziato il declino del nostro paese per cui non si possono fare esempio col passato”. Giustificazione che i presenti hanno respinto: “Vogliamo fatti concreti – hanno detto – non è più tempo di fare demagogia. Lunedì scade l’Imu e molti di noi non sono nelle condizioni di pagare”. Quindi, i manifestanti hanno invitato a una disobbedienza civile dettata esclusivamente da motivi economici. “Molti di noi hanno appena i soldi per mangiare. A fine anno chiudiamo tutto, prendiamo le valigie, come hanno fatto i nostri padri cinquant’anni fa, e ci spostiamo nel Nord Italia in cerca di lavoro”, ha confessato un giovane artigiano”.  

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