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Mesagne. A fuoco auto di spazzacamino, l'ombra del racket

via-francesco-vitaLa notte scorsa qualcuno ha dato fuoco all’auto di uno spazzacamino. E’ accaduto a Mesagne dove, per cause ancora in fase di accertamento, è stato appiccato il fuoco al furgone di uno spazzacamino di etnia albanese. Il mezzo è andato distrutto.

Danni sono stati causati anche all’abitazione, di un noto imprenditore agricolo, davanti alla quale il mezzo era posteggiato. Sul posto è giunta una squadra dei vigili del fuoco, del comando provinciale di Brindisi, e una volante del locale commissariato. I vigili, dopo aver domato le fiamme, hanno messo in sicurezza la zona. Gli agenti non hanno trovato elementi che possano accertare la causa dolosa dell’incendio. Tuttavia, la dinamica dello stesso e alcune testimonianze in mano agli investigatori farebbero propendere per un evento intimidatorio. L’episodio si è verificato dopo la mezzanotte di mercoledì davanti al civico 2 di via Francesco Vita, una parallela della più nota via Brindisi. Qui è regolarmente posteggiato in strada un furgone Fiat Scudo di proprietà di un albanese di 51 anni che vive con la sua famiglia in un’abitazione che dista pochi metri dal parcheggio. Intorno alla mezzanotte alcuni residenti avrebbero udito un’auto che si è fermata nei pressi del furgone e pochi secondi dopo è ripartita velocemente. Subito dopo si è sentito il crepitio delle fiamme. I residenti sono usciti in strada e hanno notato che il furgone era avvolto dalle fiamme. Così, hanno lanciato l’allarme. Sul posto sono arrivati sia una volante che una squadra dei vigili del fuoco. In particolare questi ultimi hanno lavorato a lungo per circoscrivere l’incendio che, in ogni modo, si era esteso anche all’abitazione attigua danneggiandola. Infatti, due tapparelle delle finestre sono state bruciate e la stessa cosa è toccata alla facciata. L’abitazione è di proprietà di un noto imprenditore agricolo estraneo alla vicenda. I poliziotti hanno cercato qualche traccia che potesse stabilire la causa dell’incendio ma non hanno trovato nulla. In ogni modo qualche elemento utile alle indagini potrebbe giungere da alcune telecamere di videosorveglianza presenti in zona che avrebbero ripreso, almeno, la dinamica dell’incendio. Su questa circostanza, però, gli investigatori non si sbottonano. Nel furgone dello spazzacamino erano conservati tutti gli attrezzi di lavoro che sono andati distrutti. Il movente dell’incendio potrebbe essere ricercato o in qualche faida interna a soggetti che svolgono lo stesso mestiere oppure potrebbe inquadrarsi in un ambito ben più ampio e abbracciare il racket delle estorsioni: italiano o albanese. Un ventaglio d’ipotesi e congetture su cui stanno lavorando gli investigatori.  

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