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Approvato il bilancio del Comune di Mesagne con uno strascico di polemiche

consiglio-comunale-03-12-2013-1Il Consiglio comunale di Mesagne ha approvato il bilancio di previsione 2013 con 12 voti favorevoli, quelli dei consiglieri di maggioranza di centrosinistra, e 4 contrari, i voti della minoranza di centrodestra. Degni di nota alcuni interventi di esponenti della maggioranza di governo che sembravano appartenere allo schieramento opposto a causa dei diversi strali lanciati all’indirizzo dell’amministrazione comunale e del sindaco Franco Scoditti sull’asfitticità del bilancio.

Insomma un “fuoco amico” che ha avuto lo scopo di mettere il sindaco con le spalle al muro nella speranza, per molti vana, di uno scatto di reni di quest’Amministrazione nell’ultimo scorcio di legislatura. Sul banco degli imputati è salita sia la politica poco esaltante che si è vista a Mesagne in questa legislatura che l’efficienza della macchina amministrativa del Comune la cui discussa funzionalità è stata denunciata da vari consiglieri in interventi bipartisan. “Leggendo questo bilancio di previsione – ha esordito Pompeo Molfetta, capogruppo consiliare di Sel – posso dire che la politica ha fallito il suo obiettivo”. Stesse lamentele le ha rivolte all’apparato tecnico-amministrativo che “non ha saputo tenere sotto controllo la spesa pubblica”. Il riferimento, tra le altre cose, era a un contratto di erogazione di energia elettrica aumentato in maniera esponenziale senza che nessuno degli addetti ai lavori si accorgesse di nulla. Poi è toccato a quello che è ritenuto l’alfiere del centrodestra, il capogruppo di Nuova Italia popolare, Domenico Magrì, passare all’attacco ed evidenziare le carenze tecniche. consiglio-comunale-03-12-2013-2“La macchina amministrativa è lontana dai bisogni della città – ha detto – non c’è nulla che è stato portato a termine. Basta vedere le varie gare errate cui si è partecipato. A cosa serve elargire le gratifiche ai dipendenti quando poi non sono rapportate ai risultati raggiunti”. Il capogruppo ha, quindi, messo in evidenza sia alcuni costi discutibili del bilancio del Comune come, ad esempio, i 96 mila euro di canone spesi in un anno per l’utilizzo di una fotocopiatrice che la sua capacità di recuperare i crediti vantati. Anche il capogruppo di Noi centro con Ferrarese Gianfrancesco Castrignanò, orfano in Consiglio del dimissionario assessore Vizzino, ha chiarito che la “politica a Mesagne non ha saputo dare le risposte che i cittadini si attendevano a causa di alcune difficoltà interne alla maggioranza di governo”. Lo stesso capogruppo ha fatto notare che “nel momento in cui si chiedono sacrifici ai cittadini non si può abbandonare la nave dando le dimissioni. Noi, al contrario, dobbiamo presidiare le istituzioni”. Duro anche l’intervento di Giuseppe Semeraro, capogruppo di Forza Italia, che ha fatto notare come l’amministrazione Scoditti si è caratterizzata per la sua litigiosità. Poi è toccato all’assessore al Bilancio, Giancarlo Canuto, che ha ricordato ai presenti come “è facile parlare a vanvera senza leggere il bilancio”. Canuto ha fatto osservare che, purtroppo, ci sono consiglieri che non conoscono la differenza “tra le spese in conto capitale e le spese correnti”. Infine il sindaco Scoditti ha chiuso le assise dicendo che è “ingeneroso affermare che quest’amministrazione non ha fatto nulla in questi tre anni di legislatura. Nel 2013 abbiamo navigato a vista poiché non abbiamo avuto certezze dal governo nazionale”. 

Ultima modifica ilGiovedì, 05 Dicembre 2013 10:23

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