Una dannata vendemmia da dimenticare In evidenza

Settembre 20, 2016 2654

vendemmia 2016 1Solo qualche settimana fa la vendemmia si preannunciava da favola.

Con prodotto sano e grado zucchero alto. Gli agricoltori gongolavano al sol pensiero di poter avere una produzione maggiore dello scorso anno che, in termini economici, significava un po' di respiro per le aziende. Sono bastati, però, oltre 200 millimetri di pioggia caduta in provincia, in oltre una settimana, per degenerare e compromettere completamente la campagna vinicola 2016. Così, quella che sembrava una campagna viticola a 5 stelle si è trasformata in un incubo. Fortunatamente si è avuta una settimana in cui il sole ha avuto il sopravvento sulle nubi e ha permesso ai viticoltori di tagliare le uve per cercare di salvare il salvabile. Da ieri le condizioni meteo sono nuovamente peggiorate e in questa settimana si aspettano altri piovaschi. "Prima dell' inizio delle piogge torrenziali, avevamo lavorato nelle cantine di Cellino e di Lizzano circa 50 mila quintali di uve di altissimo livello sanitario: dallo Chardonnay, al Fiano, alla Falanghina, al Vermentino, al Primitivo, al Merlot, al Cabernet, al Syrah, ottenendo vini di altissimo livello sia aromatico che organolettico", ha precisato Angelo Maci, presidente di cantine Due Palme di Cellino San Marco. Da mercoledì 14 settembre, dopo le piogge torrenziali e sino a domenica 18 settembre i soci della cantina hanno conferito oltre 74 mila quintali di uve nella sola sede di Cellino San Marco, con una media giornaliera di circa 15 mila quintali al giorno, esattamente il doppio rispetto alla consuetudine. "A questo punto siamo stati costretti a programmare due giorni di chiusura dello stabilimento di Cellino per consentire al mosto la sua fermentazione alcolica e liberare i vinificatori, per accogliere negli stessi altre uve", ha spiegato con rammarico Maci. Nella sede di Lizzano, nello stesso periodo, sono state conferite circa13 mila quintali di uve. "Siamo stati costretti a programmare due giorni di chiusura dello stabilimento di Cellino S. Marco per liberare i vinificatori e accogliere nuovo mosto proveniente dalle uve ancora in vigna - ha esordito Nicola Scarano, responsabile tecnico della Due Palme -. La causa della congestione dei conferimenti, è stata la necessità di raccogliere prematuramente le uve che di solito maturano dopo la seconda decade di settembre". Ecco perché in cantina sono state "eseguite selezioni massime per separare le uve di migliore qualità. Ad oggi possiamo tranquillamente dire che il 45% delle uve conferite le riteniamo ottime sotto l'aspetto sanitario, un 40% discrete ed il rimanente 15% di scarsa qualità". La stessa situazione di Cellino la si trova in diverse altre cantine sociali del territorio brindisino e nelle aziende private. "Tuttavia, nonostante l'incalzante aumento delle muffe possiamo dire che il 40% delle uve Negroamaro già raccolte, è di ottima qualità", ha concluso il tecnico. Grazie agli sprazzi del bel tempo il grado è aumentato giorno dopo giorno e sul Negroamaro si è attestato, mediamente, su 18 gradi babo. La chiusura dei conferimenti delle cantine a causa della congestione dei conferimenti, è stata registrata in tutto il Salento. Purtroppo le piogge di ieri pomeriggio e quelle attese per oggi non promettono nulla di buono. Così, ai viticoltori non resta altro da fare che mettersi in fila, con ogni mezzo di trasporto disponibile, e munirsi di tanta pazienza per raccogliere e conferire le uve in una vendemmia in cui non ci sono orari. "Dall’alba al tramonto nelle campagne, con i piedi nel fango e torturati dalle zanzare, mentre nelle cantine si sono inseriti i turni notturni sia per i cantinieri sia per gli enologi al fine di vinificare immediatamente le uve", ha concluso il presidente Maci. Il tempo, non solo metereologo, in questa dannata vendemmia sarà quello che farà la differenza tra un vino sciatto e un buon prodotto.