Mesagne. Finite le indagini sulle bici scomparse, i conti non tornano In evidenza

Settembre 15, 2016 1964

bici di proprietà comune di mesagneIl mistero estivo della sparizione delle venti biciclette

acquistate nel 2005 dal Comune di Mesagne per un progetto di bike sharing è stato, quasi, svelato. Delle venti bici quindici, secondo il Comune, sono state individuate e rientrate mentre per altre cinque si è in attesa della restituzione. Se mai avverrà. L'Amministrazione comunale il 14 aprile 2005, sindaco Mario Sconosciuto, avviò un progetto di mobilità sostenibile grazie all'imput giunto dall'associazione Cicloamici dal titolo "Mesagne vivibile a piedi e in bicicletta". L'obiettivo del progetto era di incentivare e promuovere l’utilizzo della bici come mezzo di trasporto urbano per incrementare significativamente la percentuale di veicoli a due ruote rispetto a quelli a 4 ruote. Per tale occasione furono acquistate venti biciclette per un costo di 2 mila 828 euro; Inoltre furono progettate e realizzare una serie di infrastrutture, piste ciclabili, itinerari cicloturistici, noleggio bici, atte a favorire e rendere più sicuro il trasporto in bicicletta fuori e dentro la città; Fu promosso il cicloturismo su Mesagne, il suo territorio e il territorio circostante. Infine c'era l'intenzione, che tale rimase, di creare continuità di tipo culturale, progettuale, organizzativo e strumentale che potesse garantire la continuazione del programma al di fuori dei limiti finanziari e temporali previsti nel progetto. Solo che, incomprensibilmente, il 9 giugno 2005, cioè due mesi dopo la delibera che assegnava le bici a un progetto di bike sharing, "il responsabile del servizio Ambientale provvide a consegnare 7 biciclette ai vari responsabili degli uffici per essere utilizzate dal personale dipendente". Tre biciclette furono consegnate al comando della polizia municipale, e 1 ciascuna ai Lavori pubblici, Affari generali, Ecologia e Ambiente, e Urbanistica. Nessuno, però, aveva detto che le bici potevano essere portate a casa, e non collocate nelle quattro rastrelliere acquistate, a fine lavoro. Così, le bici da un uso pubblico divennero di appannaggio privato. Le restanti 13 biciclette furono inizialmente depositate nei locali dell'ex mattatoio e successivamente in alcuni locali di vico Cantelmo al fine di essere messe a disposizione, attraverso un'operazione di noleggio, a turisti che ne avessero avanzato richiesta. Due delle tredici bici furono assegnate, a seguito di richiesta inoltrata dall'Isbem il 19 marzo 2007. Di queste 1 fu rubata. Delle 11 rimaste nel 2014, ben sette anni dopo, la dipendente che prese servizio allo Iat ne trovò solo quattro. Per cui all'appello mancano 7 bici oltre le 7 consegnate agli uffici comunali. "I dipendenti comunali ed i possessori delle bici risultati da atti presso gli uffici sono stati invitati a riconsegnare le bici in loro possesso, ed attualmente sono ritornate indietro nella disponibilità dell'Amministrazione comunale 6 biciclette, e si è in attesa della riconsegna di ulteriori 5 bici", ha concluso il sindaco Pompeo Molfetta. Una ricostruzione piuttosto confusa e incompleta quella fatta dal Comune di Mesagne. Infatti delle 20 bici acquistate bisognerebbe sottrarre quella rubata perciò dovrebbe averne in carico 19. All'appello, però, mancherebbero altre bici, svanite nel nulla. A questo punto non resta che riprendere le carte e rendere la materia maggiormente trasparente.  

Ultima modifica il Giovedì, 15 Settembre 2016 08:13