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Lo sfogo del consigliere D'Ancona dopo i furti: "Ma che Stato è questo? "

dancona roberto“Ma che Stato è questo? Lavoriamo e paghiamo uno Stato che riesce a mantenere solo se stesso. Uno Stato che è divenuto antagonista dei cittadini”. Lo sfogo è quello del consigliere comunale di Sinistra, Ecologia e Libertà, Roberto D’Ancona, pochi minuti dopo aver appreso di una serie di furti perpetrati a Mesagne, tra cui uno ai danni di una parente.

“Tagliare i fondi alla sicurezza è la cosa peggiore che uno Stato può fare – ha spiegato il consigliere – sabato pomeriggio dopo aver subito il furto in casa abbiamo telefonato alla stazione dei carabinieri dove abbiamo appreso che gli uffici erano chiusi poiché aperti solo in determinati orari, questo perché bisogna risparmiare, anche sul fronte della sicurezza. La pattuglia per il controllo del territorio entrava in servizio alle ore 20. Perciò ci siamo rivolti al commissariato, fortunatamente aperto, dove abbiamo trovato altra gente in attesa per denunciare i furti subiti. La pattuglia è arrivata nella nostra abitazione intorno alle ore 21. Il ritardo è derivato dai tempi tecnici necessari a espletare le formalità ed effettuare i vari sopralluoghi nelle abitazioni di tutte le vittime”. Quindi il consigliere comunale ha aggiunto: “Andare su e giù per trovare qualcuno cui denunciare il furto, aspettare l’arrivo degli agenti per diverse ore ha messo una tristezza dentro, un’umiliazione che si è aggiunta a quella per il furto subito, per aver trovato la propria abitazione violata. Sentimenti che allontanano i cittadini dallo Stato”. D’Ancona non ce l’ha con le forze dell’ordine, il cui lavoro conosce bene e apprezza, ma contro il sistema. La sua rabbia è contro uno Stato che si è allontanato dai suoi cittadini. “Inutile dire che sono arrabbiato con questo sistema che permette queste devianze – ha spiegato il politico – purtroppo ci siamo resi conto che siamo soli a combattere questa dura lotta. Quando il governo ha tagliato i fondi necessari alla sicurezza, all’istruzione e alla sanità resta poco da fare per arginare le criticità che derivano da questo discutibile modo di fare politica”. 

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