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Mesagne, gestita male dal Comune l'operazione "Die hard"

comune ingressoLa mancata costituzione di parte civile del Comune di Mesagne nel processo “Die hard” con il rito abbreviato contro 9 esponenti della criminalità organizzata ha acceso il dibattito politico. Neanche le giustificazioni avanzate dal sindaco Scoditti che ha scaricato su un gap di comunicazione con la Dda di Lecce la causa della mancata costituzione ha pacato gli animi.

“La risposta del sindaco, ancora una volta, è l'allegoria dell'andazzo costante di questa infelice amministrazione: superficiale, incompetente e arrogante”, hanno spiegato i capigruppo consiliare Giuseppe Semeraro, Pdl, Carmine Dimastrodonato, Mesagne Incalza, e Domenico Magrì, Nip. Per i partiti di minoranza “inaccettabili” sono le lezioni di moralità, impartite dal primo cittadino, sull'argomento della legalità. “Siamo assolutamente consapevoli dell'importanza della questione e per questo riteniamo che sia giusto evidenziare pubblicamente errori, disattenzione da parte dell'amministrazione, senza mai ingenerare la cultura del sospetto”, hanno chiarito le tre forze politiche che hanno voluto fare notare come “anche questa volta” hanno avuto ragione a sollevare il problema poiché hanno fatto emergere “aspetti organizzativi e di controllo precari”. “Per intenderci, e senza voler sollevare polemiche inutili che poco giovano alla città in questo momento storico – hanno osservato – ci sarebbe da chiedersi in che modo l’Amministrazione comunale ha verificato lo stato dell’arte del procedimento "Die hard" nel lungo periodo che va dal 7 settembre 2012, data della prima comunicazione della Dda di Lecce, al 22 maggio 2013, data dell'ultima comunicazione”. Per le opposizioni è prioritario comprendere cosa è accaduto in questa vicenda. “Se effettivamente – hanno sottolineato - come ha affermato il sindaco, sono state fatte diverse verifiche, visto il risultato che poi ha portato a non costituirsi parte civile nei confronti di un cospicuo numero di imputati”. Secondo il Pdl, Mesagne Incalza e Nuova Italia popolare l’Amministrazione comunale si sarebbe potuta costituire parte civile anche nel rito abbreviato poiché l'udienza era stata fissata successivamente alla suddetta comunicazione della Dda di Lecce del 22 maggio 2013 e pur essendo già stata emessa l'ordinanza che stabiliva il rito abbreviato per alcuni degli imputati. “Riteniamo che su tale argomento, come peraltro su qualsiasi altro affare amministrativo, non possano essere ammesse leggerezze di alcun tipo e le nostre azioni e sollecitazioni devono essere intese come utili a limitare ed evitare errori futuri e non frutto di congetture e pregiudizi", hanno fatto notare i tre partiti di opposizione. Semeraro, Dimastrodonato e Magrì hanno concluso mettendo in evidenza che “non vi sono questioni che non possono essere trattate pubblicamente e che devono essere chiarite nelle segrete stanze. Tutto deve avvenire alla luce del sole, agendo sempre nella massima trasparenza. Solo così a vincere saremo tutti. Tutti insieme”. 

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