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Oggi i funerali di Carmelo, la città riflette su questo dramma del lavoro

cimitero chiesa funeraleUn dramma legato alla mancanza di lavoro si è consumato ieri mattina a Mesagne dove un uomo, Carmelo Ignone di 57 anni, ha posto fine alla sua vita impiccandosi nel vano scala dell’abitazione. A ritrovarlo è stata la moglie avvisata da una nipote che poco prima aveva ricevuto un sms con il quale lo zio gli aveva preannunciato la tragica decisione.

In pochi minuti sul posto è giunta un’ambulanza del 118 i cui sanitari hanno potuto solo constatare il decesso. Poco dopo in casa sono arrivati i poliziotti del locale commissariato che hanno avviato le indagini. La moglie ha consegnato agli agenti un biglietto che il marito gli aveva scritto prima di mettere in atto il suo progetto e lasciato su un mobile. In esso era scritto che senza lavoro aveva perso la sua dignità di uomo Il corpo è stato ispezionato dal medico legale il quale ha confermato il decesso per arresto cardiocircolatorio dovuto al trauma subito. Il sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Brindisi, Antonio Costantini, non ha quindi disposto l’autopsia ed ha fatto riconsegnare la salma alla famiglia. I funerali si svolgeranno questa mattina alle 10,30 presso la chiesa del cimitero comunale in forma strettamente privata. Inutile dire che questa morte ha segnato la città che si è unita al dolore della famiglia Ignone. La notizia della morte di Carmelo ha lasciato la città sgomenta. Il sindaco Franco Scoditti e l’assessore alla Solidarietà sociale, Lino Guglielmi, appena sono stati informati della tragedia sono andati a casa per porgere alla famiglia le condoglianze dell’intera città. “Era un uomo di grande dignità – ha ricordato il sindaco – non è mai venuto in Comune per chiedere un aiuto economico, per spiegare il suo disagio, per lamentarsi di un qualcosa”. Quindi ha aggiunto: “E’ l’ennesimo dramma che si è consumato per mancanza di lavoro. La situazione in città è difficile, piuttosto critica con poche vie d’uscita. Per chi si trova senza lavoro, in età ultra quarantenne, è un dramma perché il mercato del lavoro è saturo. Una criticità che al Sud è maggiormente accentuata”. Anche l’assessore alle Attività produttive, Luigi Vizzino è costernato da questa morte inaspettata. Conosceva bene l’uomo. “E’ un'altra vittima innocente immolato sull'altare della crisi economica, produttiva e occupazionale – ha spiegato - un gesto estremo, inconsulto e ingiustificato, che affonda le sue radici nell'assoluta mancanza di prospettive di lavoro, di reddito e persino di speranza nel futuro”. Quindi ha invitato la comunità a stringersi attorno alla famiglia. “Deve farlo non solo per una partecipazione solidale ma anche per avviare una profonda riflessione sui fattori di disagio di una società che non riesce ad ascoltare il silenzio assordante della marginalizzazione di tanti disoccupati espulsi da processi produttivi. Figli della crisi economica e produttiva, privati anche della dignità di essere considerati cittadini meritevoli di considerazione e attenzione”. Per Vizzino i Comuni, i sindacati e le parrocchie devono essere presidi di ascolto e di attenzione. “Occorre impegnarsi - ha precisato - nella costruzione di solide prospettive produttive e occupazionali. Alla politica non può e non deve essere richiesta una "risposta alla domanda individuale di lavoro". E’ necessario, però, che la stessa promuovi il territorio e le sue vocazioni per farlo divenire attrattivo di nuovi investimenti produttivi e, quindi, di nuove occasioni occupazionali”. Infine l’assessore vorrebbe che questa morte “non sia archiviata come l'ennesima vittima della crisi ma sia di stimolo alle coscienze individuali e collettive perché il nostro Paese non pianga più la morte tragica di altri suoi figli”. 

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