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Mesagne: colonia di gatti tiene sotto scacco i residenti

gatto-e-tempietto-san-lorenzoOltre ai piccioni a preoccupare per la salute pubblica dei mesagnesi è una colonia felina che ha scelto il proprio habitat tra la piazzetta San Lorenzo e via Gorizia dove lasciano escrementi tra la disperazione dei residenti. Più volte i cittadini si sono rivolti sia al comando della polizia locale che all’ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Mesagne che, puntualmente, ha smistato agli uffici competenti le lagnanze, senza, tuttavia, ottenere nessun intervento pubblico.

Dunque la colonia di gatti presenti nei pressi del tempietto di San Lorenzo continua a far fare sogni agitati ai residenti a causa degli abbondanti escrementi che lasciano davanti agli ingressi delle abitazioni. Ogni iniziativa dei cittadini è stata vana poiché nessuno è intervenuto per risolvere il problema. “Per noi questa è davvero una situazione incresciosa – ha precisato Gianni – c’è chi giornalmente porta del cibo ai gatti che, naturalmente, non lasciano più questa zona giacché sono rifocillati a dovere. Più volte abbiamo segnalato questa situazione al Comune ma, oltre ad assistere a un passaggio di competenze tra i vari uffici, non è stato fatto nulla”. Una giovane signora, residente in via San Lorenzo, ha rilevato che “ogni mattina sono costretta a lavare il marciapiede perché pieno di escrementi. Per i bimbi piccoli questa sporcizia è pericolosa per la loro salute”. In alcune città questo problema è stato risolto con la collocazione dei ristogatti. Con la loro installazione si è eliminato il cibo per terra, o nelle ciotole rovesciate o piene d'acqua. Il ristogatto, infatti, è una mangiatoia che preserva il cibo da insetti e pioggia e serve acqua corrente grazie ad una bottiglia rovesciata. Ma è un vantaggio anche per i volontari che si occupano dei felini poiché è facile da pulire ed ha una piccola dispensa dove poter riporre una bottiglia d'acqua e croccantini o scatolette. “E per una volta – hanno concluso i cittadini –il Comune mettesse da parte l’alibi della carenza di fondi poiché il costo di questi ristogatti è basso confronto al grado di civiltà che la città riceve in cambio”.  

Ultima modifica ilLunedì, 23 Settembre 2013 08:57
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