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Il Café Nedina è in vendita, il Comune non ha i soldi per acquistarlo

caffe nedina con necropoli invisibileLo stabile che ospita il “Café Nedina” di Mesagne, al di sotto del quale c’è la necropoli messapica, è in vendita. Il prezzo richiesto è di 300 mila euro. La proposta di acquisto è stata formulata dalla famiglia proprietaria e inviata in Comune. La decisione di vendere lo stabile all’ente pubblico è maturata all’indomani delle polemiche scoppiate in città circa la scarsa fruibilità del bene culturale dovuta agli orari di apertura e chiusura del bar.

Il Comune, da parte sua, non ha i fondi necessari da investire nell’acquisto dell’immobile. “Posso confermare che il proprietario ha inviato in Comune una nota con cui ci ha informati che è disponibile a vendere la struttura – ha spiegato l’assessore alla Cultura, Maria De Guido – però di questi tempi di crisi come si fa a giustificare una tale spesa”. Quindi l’amministratrice ha aggiunto “per noi resta l’idea dell’esproprio del bene”. Tuttavia, la proposta di vendita fatta al Comune potrebbe nascondere una precisa strategia legale per sottrarsi a un eventuale esproprio. Come dire “ti ho proposto l’acquisto ma hai rifiutato. Quindi, legalmente, sono a posto”. Intanto in città infuria la polemica sulla permuta che il Comune anni fa ha fatto per acquisire l’area della necropoli. Un passo, certamente, lungimirante dell’allora amministrazione ma claudicante poiché a sostegno non fu stilata nessuna convenzione che potesse regolare la fruibilità dell’area che oggi resta visibile solo attraverso i vetri, ormai opacizzati, del “Café Nedina”. Proprio su questi passaggi, che le opposizioni di governo hanno bollato come in “chiaroscuro”, si è concentrata la loro attenzione poiché stanno preparando un esposto, con annessa documentazione, da inviare al ministro per i Beni culturali, Massimo Bray. Il sospetto delle minoranze è che il Comune, durante le fasi della permuta, non è stato tutelato abbastanza. Sospetti che il proprietario, Giovanni D’Aloisio, ha voluto fugare. “Sulla necropoli si è parlato e si è scritto di tutto- ha esordito D’aloisio – però devo dire che nessuno ha detto a cosa abbiamo rinunciato quando abbiamo venduto l’area della necropoli al Comune. In particolare abbiamo dovuto rivedere il nostro progetto di restauro dell’immobile poiché ho donato al Comune un metro e mezzo di area. Questo perché l’idea progettuale originaria era quella che doveva essere costruita una scala attraverso la quale poter visitare la necropoli”. D’Aloisio ha infine precisato: “A causa di questa nostra donazione gratuita il progetto di restauro del Nedina ha subito una variante e noi abbiamo rinunciato al soppalco per lasciare l’area a disposizione del Comune. Poi l’allora amministrazione fu sfiduciata e del progetto originario non se ne fece più niente”. Oggi la necropoli si può vedere solo attraverso i vetri che, però, sono opacizzati e non permettono più la visione del bene storico. “Sono in corso delle comunicazioni col proprietario, e con la Soprintendenza, al fine di ricevere garanzie circa la fruizione del bene in orari adeguati alla presenza di turisti” ha precisato l’assessore De Guido che ha concluso “parlare di gestione scriteriata è quantomeno inopportuno e, soprattutto, non corrisponde alla verità dei fatti che invece parla di un impegno costante e su innumerevoli fronti”.  

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