Mesagne: due tentativi di suicidio nella stessa ora

Luglio 30, 2015 4050

via roma vigili del fuoco davanti al comune di mesagneDue tentativi di suicidio si sono verificati ieri pomeriggio a Mesagne

messi in atto da due uomini con motivazioni completamente differenti: il primo a causa di un amore finito mentre il secondo, si è verificato presso il Comune, vittima della mancanza di lavoro e quindi di un reddito. Sul posto sono intervenuti polizia, carabinieri, vigili urbani, vigili del fuoco e le ambulanze del 118. In entrambi i casi gli interessati hanno desistito dal mettere in atto il disegno autolesionista e si sono lasciati andare tra le braccia dei soccorritori. Il primo episodio si è verificato intorno alle ore 17 nella zona industriale di Mesagne dove un uomo si è seduto in un terreno ed ha iniziato a urlare di volerla fare finita. vincenti natalino polizia e lassessore manuel marchionnaE’ stato lanciato l’allarme e sul posto è giunta un’ambulanza del 118, polizia e carabinieri che hanno iniziato a tessere con l’individuo una trattativa. Hanno così compreso il motivo del gesto. L’uomo era stato lasciato dalla sua ragazza e pertanto era caduto in uno strato di prostrazione psicologica che lo aveva portato a farla finita. Le parole espresse dalle forze dell’ordine e dagli operatori del 118 l’hanno convinto a lasciarsi andare alle loro cure. L’hanno preso e sottoposto a visita medica e vari accertamenti. Infine, l’hanno condotto in ospedale per altri accertamenti. Il secondo episodio è stato messo in atto, intorno alle ore 17, dal cinquantenne Natalino Vincenti con modalità scientifiche. L’uomo, infatti, ha scelto con premeditazione il giorno in cui in Comune c’era il Consiglio comunale. E’ salito al primo piano dove ha trovato una scala che ha poggiato u un terrazzo di circa quattro metri ed è salito. Da lì ha iniziato a gridare per attirare l’attenzione della gente riunita in Consiglio. Ha farfugliato qualcosa, ha accusato i politici di non aver rispettato le promesse fatte in campagna elettorale. Sul posto si sono precipitati oltre al sindaco, Pompeo Molfetta, e all’assessore Manuel Marchionna anche atri assessori, consiglieri comunali, gente presente in Consiglio, due squadre di vigili del fuoco con autoscala, vigili urbani, polizia, carabinieri e un’unità del 118. L’uomo ha giustificato il suo gesto a causa del mancato rispetto di alcune pseudo promesse che gli erano state fatte in campagna elettorale. Dopo due ore di trattative si è lasciato convincere dai vigili del fuoco ed è sceso. Con l’assessore Marchionna si è rifugiato nell’assessorato alle politiche sociali per discutere sul da farsi. Solo alcuni giorni fa Vincenti aveva manifestato la sua protesta davanti al Comune indossando un cartellone duple face, un uomo "sandwich". L'istanza è parsa chiara da ciò che aveva scritto sul manifesto coinvolgendo più livelli: dalla politica, al clero, alla giustizia. Il suo stato occupazionale è anemico. Nel suo breviario da collezione primavera-estate, ha invitato i politici ad andarsene, ha accusato i sacerdoti di assenza e addirittura ha invocato la "colpevolezza di omicidio" delle istituzioni. Natalino Vincenti non è nuovo a gesti clamorosi. Diversi anni fa era salito agli onori della cronaca perché voleva vendersi un rene per vivere.