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Plenilunio minacciato di perdere il lavoro. Presenta una denuncia ai carabinieri

plenilunio_giovanniDopo alcuni giorni di stress la psiche ha ceduto e il giovane disabile mesagnese si è recato dai carabinieri e ha raccontato le vessazioni psicologiche di cui era rimasto protagonista. Tutto ha avuto inizio alcuni giorni fa quando una telefonata anonima era giunta al telefonino di Giovanni Plenilunio, disabile psichico al cinquanta per cento, con la quale era stato minacciato di perdere la borsa lavoro avuta per sei mesi dal Comune di Mesagne se non avesse ritirato una denuncia, presentata tempo fa per uno scherzo di cattivo gusto che gli era stato fatto da ignoti individui in nome del presidente del consiglio comunale. Altre telefonate mute erano giunte subito dopo all’utenza privata della madre.

Così, in preda a uno stress psichico, Plenilunio si è recato dai carabinieri, nonostante l’interlocutore gli avesse consigliato di non farlo, ed ha raccontato l’episodio. Nella speranza che i suoi detrattori possano essere individuati e assicurati alla giustizia. Per i militari non dovrebbe essere difficile riuscire a risalire all’utenza da cui è partita la telefonata minatoria poiché Plenilunio ha fornito delle precise indicazioni temporali sull’episodio. “Se credono che con le minacce m’intimoriscono si sono sbagliati” ha spiegato Plenilunio determinato a non mollare e andare avanti fino a quando saranno individuati coloro che hanno messo in atto questo disegno intimidatorio. Dunque ieri mattina Giovanni Plenilunio si è recato presso la stazione dei carabinieri di Mesagne e al maresciallo ha raccontato tutti gli episodi intimidatori che ha subito a partire dal 6 fino al 14 luglio. “La prima telefonata è stata la più agghiacciante – ha ricordato Plenilunio – poiché una voce, che non ho riconosciuto, mi ha detto: “Se vuoi rimanere a lavorare per cinque mesi togli la denuncia. Se no perdi il posto””. Poi l’interlocutore avrebbe aggiunto: “E’ inutile che ti rivolgi ai carabinieri tanto non risaliranno mai a questa telefonata e passerai per bugiardo”. Plenilunio, proprio per il suo stato di disabilità, dal 3 luglio scorso ha iniziato a lavorare presso il cimitero di Mesagne con la mansione di addetto alla pulizia del verde pubblico. Per i carabinieri non dovrebbe essere particolarmente difficile verificare le telefonate che sono giunte all’utenza del Plenilunio e accertarne la provenienza. Lo devono sia al giovane disabile che all’opinione pubblica. Altrimenti chiunque può decidere di mettere in atto una tale strategia ai danni delle fasce deboli della comunità. La vicenda, che ha fatto riferimento Plenilunio nella precedente denuncia, è quella verificatasi nel mese di novembre 2010 quando insieme ad alcuni amici si erano autotassati per fare operare, da un veterinario, una cagnetta, abbandonata in strada, per salvargli la vita. A Plenilunio era giunta, successivamente, una comunicazione da parte del “Presidente del Consiglio comunale di Mesagne” con la quale si voleva gratificare il gesto umanitario di Plenilunio, e degli altri cittadini, con l’erogazione di un contributo pari a 500 euro messo a disposizione dall’amministrazione comunale. Il tutto, però, si rivelò essere una burla. E qui era scoppiato il giallo poiché la missiva era stata scritta e postata con carta intestata, verosimilmente, del Comune di Mesagne. Plenilunio si è fatto assistere dall’avvocatessa Paola Andriola.

 

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