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La politica mesagnese litiga per un matrimonio In evidenza

comune parcheggio della polizia localeA Mesagne non si è ancora spento l’eco del matrimonio degli

archeologi olandesi Jitte Waagen e Roos Meriam Walraven, avvenuto in città lo scorso 21 giugno, che le polemiche divampano. Ad animarle è stato prima il vice sindaco, Giancarlo Canuto, che ha sposato i due olandesi, che ha voluto fare notare come, al di la di tutte le polemiche, la città di Mesagne piace a molti, poi da Raffaele Depunzio di Progettiamo Mesagne. “La straordinaria occasione del matrimonio è solo la più eclatante di ripetute manifestazioni di affetto e di ammirazione verso la nostra città pienamente recuperata e resa godibile agli occhi di coloro che l’hanno visitata e vorranno visitarla ancora”, ha spiegato Canuto il quale ha ricordato l’orgoglio dei mesagnesi di portare in giro nel centro storico amici, parenti, turisti “leggendo nei loro sguardi e nei loro commenti la sorpresa e l’ammirazione verso ciò che scoprono e che non si aspettavano”. Quindi, il vice sindaco ha aggiunto: “A chi giova pur di colpire un’Amministrazione, una forza politica, un politico, screditare in continuazione Mesagne sui giornali e sui social network?”. E, provocatoriamente, ha commentato: “Se questi amministratori sono dei devastatori ci sarà anche qualcosa di devastato. E l’oggetto della devastazione sarebbe Mesagne, le sue bellezze, le sue ricchezze. Quindi non lotta politica sulle scelte compiute, magari discutibili come il ritardo censurabile nel riaprire, sia pure sotto prescrizioni, alla visione dei visitatori gli scavi di vico Quercia; oppure le difficoltà su Muro Tenente, ma denigrazione senza limite della città che pure dicono di amare più degli altri”. La provocazione di Canuto è stata accolta da Raffaele Depunzio, di Progettiamo Mesagne, il quale ha risposto che “nessuno ha voluto screditare Mesagne, la città è bella, non ci sono macerie, ed è troppo furbesco farsi scudo di essa per sfuggire alle responsabilità della cattiva amministrazione”. Il dirigente del movimento di opposizione ha aggiunto: “Il problema è la fruibilità dei beni archeologici, è la domanda di accessibilità alla cultura in senso lato cui i mesagnesi tutti anelano”. Poi ha sottolineato: “La sofferta vittoria, parziale, sulla necropoli di vico Quercia, conseguita grazie all’impegno di Mimmo Stella, di Bene Comune e anche per le iniziative politiche di Progettiamo Mesagne, ha una valenza simbolica straordinaria perché ha rappresentato la riconquista di un brandello della nostra civiltà”. Infine, Depunzio ha fatto notare come: “La cultura genera momenti di bellezza, ed è contagiosa, e libera le coscienze. Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno in questa landa desolata, in questo nostro Sud fatalista e indolente”.

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