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A Mesagne oltre 6 mila anziani ultra sessantacinquenni. Il Piano operativo

anzianiA Mesagne c’è una particolare attenzione al pianeta anziani poiché vi sono circa 6 mila ultra sessantacinquenni.

Con questo dato si è aperto il convegno dell’associazione“Civico 26” dedicato ai problemi degli anziani. “Non basta più la normale amministrazione delle risorse, la buona disponibilità ad ascoltare, bisogna aggredire la situazione anticipando gli interventi perché cambi la mentalità e il modo di porsi della collettività nei confronti dell’anziano e viceversa”, ha spiegato Emilio Guarini, presidente di“Civico 26”, il quale ha chiarito che se l’Amministrazione comunale di Mesagne nel gestire i fondi a favore degli anziani parte dalle assegnazioni di bilancio dell’anno precedente “e ci si limita a distribuire le risorse, queste saranno sempre e comunque insufficienti”. Per Guarini“bisogna invece tracciare un piano di azione pluriennale, che sia reale e che descriva chiaramente la direzione verso cui si vuole andare e quello che si intende e si può fare. In altre parole, bisogna partire dai bisogni, pur nella consapevolezza che la coperta è corta per cui qualcosa rimarrà inevitabilmente scoperto”. Ecco perché “Civico 26” sta pensando a un “Piano operativo sociale per gli Anziani” di Mesagne.“Pensiamo a un processo virtuoso di educazione all’invecchiamento e soprattutto di coinvolgimento culturale e fisico dell’anziano in ogni occasione possibile –ha precisato il presidente - un obbligo autoimposto per l’Amministrazione comunale di stabilire, in ogni provvedimento o atto di governo della città, il livello di coinvolgimento dell’anziano”. Per raggiungere questi obiettivi l’associazione pensa all’istituzione di “un coordinatore politico dedicato al comparto dell’inclusione sociale degli anziani autosufficienti, che risponda direttamente al sindaco”. La formula può anche essere quella di un team composto da un consigliere delegato, che si avvarrebbe della struttura dell’assessorato per le Politiche e la Solidarietà Sociali, di un funzionario amministrativo e di un organismo consultivo costituito da 5 o 6 membri in rappresentanza delle comunità di anziani presenti sul territorio. “E’ chiaro che pensiamo a un piano che poggia sulla capacità, la determinazione, la linearità dell’Amministrazione comunale ma anche su un’evoluzione culturale – ha fatto rilevare Guarini - non ci adagiamo sulla situazione esistente, spesso mortificante. Possiamo fare molto di più di quello che oggi sembra appagarci. Possiamo essere produttori di nuova cultura, di nuova solidarietà, di nuove opportunità di dialogo tra le generazioni”. 

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