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Attentato ad Amoruso: ecco le 4 piste

palestra-g-fit-via-romagnaSono frenetiche le indagini sulla vicenda dell’atto intimidatorio portato a segno ai danni del brindisino Gianluca Amoruso proprietario a Mesagne della palestra “G – Fit Club” in via Romagna dove venerdì sera un individuo ha esploso due colpi di arma da fuoco all’interno della struttura.

Il tutto ad altezza d’uomo e con la consapevole certezza che i proiettili potevano trovarsi sulla traiettoria di qualcuno. Su queste constatazioni e su tante altre si è svolto ieri mattina presso la Procura della Repubblica di Brindisi un summit tra gli investigatori e il sostituto procuratore, Marco D’Agostino, titolare delle indagini. Gli investigatori non si sono presentati in Procura a mani vuote, tutt’altro. Tra le mani avevano diverse tracce che, con un po’ di fortuna ma soprattutto con l’instancabile collaborazione da parte dei cittadini, potrebbero portare a risolvere il caso. Ci sono buone speranze che questo prima o poi possa avvenire. L’analisi dei fatti. Dopo il raid di venerdì notte e l’avvio delle prime indagini adesso è il tempo della riflessione investigativa che, nei prossimi giorni, potrebbe sfociare in alcune azioni e atti. Intanto la prima riflessione è che non è detto che il killer ha sparato per uccidere. Se così fosse, alla luce delle tristi precedenti casistiche, il killer sarebbe entrato nella struttura e avrebbe sparato al suo obiettivo con la certezza di portare a termine il compito ricevuto. In ogni modo resta l’efferatezza del gesto e la cognizione che sulla traiettoria del proiettile, che peraltro aveva sfiorato l’Amoruso, potesse trovarsi inconsapevolmente qualche individuo presente all’interno della palestra. In questo quadro, da brivido, gli investigatori oltre a trovare il killer vogliono comprendere chi ha ordinato l’azione e arrestare il mandante. Poi c’è un’altra pista che è quella del racket. Anche se pochi ci credono gli investigatori non l’hanno mai tralasciata. Non aver ricevuto richiesta di denaro, cioè il pizzo, è insignificante poiché in questi casi le richieste sono giunte anche dopo un po’ di tempo dall’azione delittuosa. C’è, ancora, la terza pista che è quella legata alla vita privata del giovane che, per la verità, sembra essere piuttosto limpida e serena senza nessun grillo per la testa. Peraltro la ragazza di Amoruso dovrebbe essere una delle due ragazze presenti nella struttura all’ora dell’attentato e che è rimasta scioccata. Infine ci potrebbe essere una quarta pista legata all’attività sportiva del giovane. E forse questa potrebbe rivelarsi, alla fine, una delle piste privilegiate. In ogni modo queste vicende hanno creato in città un certo allarme sociale. Adesso sono davvero troppi gli episodi delinquenziali che si stanno ripetendo con un’inarrestabile sequenza. Un’attività messa in campo dalla malavita che potrebbe delegittimare il ruolo delle istituzioni e quindi dello Stato. Ecco perché lo Stato ha il dovere di intervenire con forza e decisione. Con l’intelligence e non con un’invasione di forze di polizia che la gente ha etichettato come “passerelle”. Cioè azioni che non servono a incidere sulla criminalità. Se così non sarà allora a Mesagne sull’anti mafia avrà vinto l’anti Stato.

 

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