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Due colpi di pistola alla porta della palestra. Salvo il proprietario

portone_palestra_con_fori_pallottoleSerata di fuoco a Mesagne e non certo per la temperatura meteorica bensì per un raid criminale che è stato portato a segno nella tarda serata di venerdì a colpi di pistola. Ben due colpi esplosi da una calibro 9. La vittima, Gianluca Amoruso di 39 anni, è il proprietario di una nota e frequentata palestra di Fitness.
Chi ha sparato l’ha fatto ad altezza d’uomo con la consapevolezza che la pallottola poteva colpire qualcuno che era ancora nella struttura. Nello specifico lo stesso proprietario che era seduto proprio dirimpetto l’ingresso e che solo la fortuna ha voluto che l’ogiva fosse bloccata dal fascione della porta. L’altra ogiva ha infranto il vetro della porta d’ingresso e si è conficcata nella parete, a pochi centimetri dalla sua testa. Tanta paura all’interno della palestra con la segretaria che ha accusato un malore. E’ stato dato subito l’allarme e sul posto è giunta una volante della polizia. Il killer, però, ha fatto perdere le tracce anche se all’inseguimento si è messo lo stesso proprietario della palestra. La scena dell’atto intimidatorio è stata ripresa da una telecamera di videosorveglianza. Dai fotogrammi si è visto che il malvivente indossava una felpa di colore scuro con cappuccio. Su queste immagini stanno lavorando le forze dell’ordine. Amoruso ha dichiarato alla polizia che non ha mai ricevuto nessuna richiesta estorsiva. D’altronde gli incassi di una palestra non sono poi così astronomici. Piuttosto potrebbe trattarsi di un atto intimidatorio maturato in un ambito personale del giovane. In ogni modo chi ha sparato era consapevole che poteva uccidere. E questa è una circostanza grave, anzi gravissima che gli investigatori hanno posto come primo obiettivo nelle indagini. Pur non escludendo altre piste. Il magistrato che sta seguendo la vicenda è D’Agostino. I fatti si sono verificati alle 22,10 di venerdì in via Romagna dove è ubicata la palestra “G. Fit Club” di Gianluca Amoruso di Brindisi. Il giovane, che è componente della commissione provinciale della Federazione calcio e cura il settore giovanile scolastico, ha preparato atleticamente, per un certo periodo, anche la squadra del “Boys Mesagne”. Quattro anni fa ha acquistato a un’asta pubblica presso il Tribunale di Brindisi la struttura di via Romagna dove, con enormi sacrifici, ha impiantato una palestra. Venerdì sera alle 22,10 un individuo è arrivato a piedi davanti all’ingresso della palestra proveniente da via Basilicata. Si è posato sul capo il cappuccio del giubbino e poi si è piazzato davanti alla porta: ha preso la mira ed ha esploso due colpi. Con passo deciso si è allontanato da via Val d’Aosta. All’interno dell’atrio in quel momento c’era il proprietario, seduto di fronte l’ingresso, e la segretaria che stava fumando una sigaretta proprio a lato del portoncino per cui si è accorta di una figura umana ma non ci ha fatto caso. A pochi metri c’era anche un’altra dipendente della palestra. Un proiettile ha sfiorato Amoruso e si è conficcato nella parete. Il vetro rotto e la paura hanno fatto cadere di mano la sigaretta alla giovane segretaria che subito dopo, quando ha preso consapevolezza che si era trattato di una pallottola, ha avuto un malore. Sul posto è giunto in pochi minuti un ispettore capo della polizia di stato seguito a ruota dai colleghi. Gianluca Amoruso subito dopo l’esplosione dei colpi è uscito in strada ma non ha visto nessuno. In via Romagna è giunta anche la polizia scientifica che ha rilevato le impronte lasciate durante il raid criminale. Ieri mattina Amoruso ha formalizzato la denuncia presso il locale commissariato. Serata di fuoco a Mesagne e non certo per la temperatura meteorica bensì per un raid criminale che è stato portato a segno nella tarda serata di venerdì a colpi di pistola. Ben due colpi esplosi da una calibro 9. La vittima, Gianluca Amoruso di 39 anni, è il proprietario di una nota e frequentata palestra di Fitness. Chi ha sparato l’ha fatto ad altezza d’uomo con la consapevolezza che la pallottola poteva colpire qualcuno che era ancora nella struttura. Nello specifico lo stesso proprietario che era seduto proprio dirimpetto l’ingresso e che solo la fortuna ha voluto che l’ogiva fosse bloccata dal fascione della porta. L’altra ogiva ha infranto il vetro della porta d’ingresso e si è conficcata nella parete, a pochi centimetri dalla sua testa. Tanta paura all’interno della palestra con la segretaria che ha accusato un malore. E’ stato dato subito l’allarme e sul posto è giunta una volante della polizia. Il killer, però, ha fatto perdere le tracce anche se all’inseguimento si è messo lo stesso proprietario della palestra. La scena dell’atto intimidatorio è stata ripresa da una telecamera di videosorveglianza. Dai fotogrammi si è visto che il malvivente indossava una felpa di colore scuro con cappuccio. Su queste immagini stanno lavorando le forze dell’ordine. Amoruso ha dichiarato alla polizia che non ha mai ricevuto nessuna richiesta estorsiva. D’altronde gli incassi di una palestra non sono poi così astronomici. Piuttosto potrebbe trattarsi di un atto intimidatorio maturato in un ambito personale del giovane. In ogni modo chi ha sparato era consapevole che poteva uccidere. E questa è una circostanza grave, anzi gravissima che gli investigatori hanno posto come primo obiettivo nelle indagini. Pur non escludendo altre piste. Il magistrato che sta seguendo la vicenda è D’Agostino. I fatti si sono verificati alle 22,10 di venerdì in via Romagna dove è ubicata la palestra “G. Fit Club” di Gianluca Amoruso di Brindisi. Il giovane, che è componente della commissione provinciale della Federazione calcio e cura il settore giovanile scolastico, ha preparato atleticamente, per un certo periodo, anche la squadra del “Boys Mesagne”. Quattro anni fa ha acquistato a un’asta pubblica presso il Tribunale di Brindisi la struttura di via Romagna dove, con enormi sacrifici, ha impiantato una palestra. Venerdì sera alle 22,10 un individuo è arrivato a piedi davanti all’ingresso della palestra proveniente da via Basilicata. Si è posato sul capo il cappuccio del giubbino e poi si è piazzato davanti alla porta: ha preso la mira ed ha esploso due colpi. Con passo deciso si è allontanato da via Val d’Aosta. All’interno dell’atrio in quel momento c’era il proprietario, seduto di fronte l’ingresso, e la segretaria che stava fumando una sigaretta proprio a lato del portoncino per cui si è accorta di una figura umana ma non ci ha fatto caso. A pochi metri c’era anche un’altra dipendente della palestra. Un proiettile ha sfiorato Amoruso e si è conficcato nella parete. Il vetro rotto e la paura hanno fatto cadere di mano la sigaretta alla giovane segretaria che subito dopo, quando ha preso consapevolezza che si era trattato di una pallottola, ha avuto un malore. Sul posto è giunto in pochi minuti un ispettore capo della polizia di stato seguito a ruota dai colleghi. Gianluca Amoruso subito dopo l’esplosione dei colpi è uscito in strada ma non ha visto nessuno. In via Romagna è giunta anche la polizia scientifica che ha rilevato le impronte lasciate durante il raid criminale. Ieri mattina Amoruso ha formalizzato la denuncia presso il locale commissariato.

 

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