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Furti nelle villette: due in carcere

commissariato_mesagne-Sono due gli arresti effettuati dalla squadra mobile di Brindisi nei confronti di altrettanti individui brindisini che nel settembre 2011 erano stati accusati di furto in alcune abitazioni residenziali extraurbane di Mesagne. Lunedì scorso i poliziotti hanno tratto in arresto i fratelli Francesco Coffa, di 31 anni, e Alessandro Coffa, di 29 anni per dare esecutività alla condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione così come era stato patteggiato durante il processo. Insieme a loro furono arrestati Luigi Iurlo, di 46 anni, e Alessandro Polito, di 31 anni. Ai quattro, all’epoca dei fatti, furono concessi gli arresti domiciliari.
I fatti risalgono al 23 settembre 2011 quando la banda di ladri cadde nella rete tesa dagli investigatori in seguito ai numerosi furti perpetrati nelle ville residenziali. Determinante all’arresto della banda fu il contributo fornito dai cittadini poiché le forze dell’ordine avevano individuato che i ladri viaggiavano a bordo di un’auto di colore giallo, presa a noleggio. Così, avevano diramato le caratteristiche a tutte le pattuglie presenti sul territorio di Mesagne e non solo. Nel pomeriggio del 23 settembre 2011, intorno alle ore 17, un’auto sospetta fu segnalata in contrada “Calderoni” una zona che si trova tra la provinciale per Latiano e la Statale 7. Sul posto erano state fatte convergere le volanti della polizia che riuscirono a individuare l’auto, una Fiat Panda, e a bloccarla non prima di aver dato inizio a un breve inseguimento durante il quale i quattro uomini che viaggiavano a bordo avevano cercato di disfarsi di un borsello contenente dei monili. I poliziotti, però, avevano diligentemente raccolto quanto lasciato in strada dai malviventi. Successivamente riuscirono a bloccare l’auto e dalla perquisizione del mezzo saltarono fuori altri monili simili a quelli recuperati e una borsa di plastica con la spesa fatta a un supermercato dall’ultima vittima. Gli investigatori scoprirono subito dopo che poco distante era stata depredata una villetta di proprietà di due anziani coniugi che si stavano trasferendo in città. Gli stessi anziani avevano riconosciuto la refurtiva recuperata nell’auto dei brindisini. Il pubblico ministero, Giuseppe De Nozza, aveva disposto l’arresto dei quattro. Nel processo tutti e quattro hanno risposto del reato di furto aggravato, in privata dimora, in concorso come previsto, peraltro, dalla normativa in materia di sicurezza. Luigi Iurlo, che era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, rispose anche del reato di violazione degli obblighi imposti dal Tribunale. I quattro avevano risarcito le loro vittime. Un gesto che fu apprezzato dal giudice quando si trattò di patteggiare la pena. All’epoca dei fatti la polizia continuò a indagare per cercare di dare un volto ai ladri che avevano depredato alcune ville del litorale Adriatico e di San Vito. I sospetti erano sulla banda della Fiat Panda gialla su cui, però, non furono trovati riscontri. Sono due gli arresti effettuati dalla squadra mobile di Brindisi nei confronti di altrettanti individui brindisini che nel settembre 2011 erano stati accusati di furto in alcune abitazioni residenziali extraurbane di Mesagne. Lunedì scorso i poliziotti hanno tratto in arresto i fratelli Francesco Coffa, di 31 anni, e Alessandro Coffa, di 29 anni per dare esecutività alla condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione così come era stato patteggiato durante il processo. Insieme a loro furono arrestati Luigi Iurlo, di 46 anni, e Alessandro Polito, di 31 anni. Ai quattro, all’epoca dei fatti, furono concessi gli arresti domiciliari.I fatti risalgono al 23 settembre 2011 quando la banda di ladri cadde nella rete tesa dagli investigatori in seguito ai numerosi furti perpetrati nelle ville residenziali.Determinante all’arresto della banda fu il contributo fornito dai cittadini poiché le forze dell’ordine avevano individuato che i ladri viaggiavano a bordo di un’auto di colore giallo, presa a noleggio. Così, avevano diramato le caratteristiche a tutte le pattuglie presenti sul territorio di Mesagne e non solo. Nel pomeriggio del 23 settembre 2011, intorno alle ore 17, un’auto sospetta fu segnalata in contrada “Calderoni” una zona che si trova tra la provinciale per Latiano e la Statale 7. Sul posto erano state fatte convergere le volanti della polizia che riuscirono a individuare l’auto, una Fiat Panda, e a bloccarla non prima di aver dato inizio a un breve inseguimento durante il quale i quattro uomini che viaggiavano a bordo avevano cercato di disfarsi di un borsello contenente dei monili. I poliziotti, però, avevano diligentemente raccolto quanto lasciato in strada dai malviventi. Successivamente riuscirono a bloccare l’auto e dalla perquisizione del mezzo saltarono fuori altri monili simili a quelli recuperati e una borsa di plastica con la spesa fatta a un supermercato dall’ultima vittima. Gli investigatori scoprirono subito dopo che poco distante era stata depredata una villetta di proprietà di due anziani coniugi che si stavano trasferendo in città. Gli stessi anziani avevano riconosciuto la refurtiva recuperata nell’auto dei brindisini. Il pubblico ministero, Giuseppe De Nozza, aveva disposto l’arresto dei quattro. Nel processo tutti e quattro hanno risposto del reato di furto aggravato, in privata dimora, in concorso come previsto, peraltro, dalla normativa in materia di sicurezza. Luigi Iurlo, che era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, rispose anche del reato di violazione degli obblighi imposti dal Tribunale. I quattro avevano risarcito le loro vittime. Un gesto che fu apprezzato dal giudice quando si trattò di patteggiare la pena. All’epoca dei fatti la polizia continuò a indagare per cercare di dare un volto ai ladri che avevano depredato alcune ville del litorale Adriatico e di San Vito. I sospetti erano sulla banda della Fiat Panda gialla su cui, però, non furono trovati riscontri.

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