Mesagne e i fuochi d’artificio, Carella: “Una tradizione da ripensare per una comunità più consapevole” In evidenza

Luglio 17, 2026 600

Nel pieno dei festeggiamenti per la Santa Patrona, il consigliere comunale Vincenzo Carella torna a sollevare una questione che, negli ultimi anni, ha iniziato a farsi strada nella sensibilità di molte comunità: l’uso dei fuochi d’artificio come momento centrale della festa. Una tradizione radicata, certo, ma che secondo Carella oggi mostra tutti i suoi limiti, soprattutto in una città che si definisce attenta alla cultura, all’ambiente e alle persone più fragili.

Carella parla con chiarezza di uno spettacolo “culturalmente superato”, una pratica che si ripete identica a sé stessa e che, a suo avviso, non aggiunge valore alla celebrazione. Anzi, la trasforma in una sorta di “mezz’ora di costrizione”, fatta di rumori assordanti, fumo, inquinamento e un impiego di risorse economiche che potrebbe essere destinato a scopi ben più utili. Da tempo, infatti, ha scelto di non contribuire più economicamente al Comitato Festa Patronale: una decisione maturata dopo anni di offerte e spiegata con trasparenza, nella convinzione che finché parte dei fondi verrà destinata ai fuochi d’artificio, non sia possibile sostenere quella spesa con coerenza.

Il nodo centrale, per Carella, è proprio quello economico. Ogni botto, ogni minuto di spettacolo, rappresenta un costo che potrebbe essere convertito in un gesto di solidarietà: “Il costo di ogni singolo botto potrebbe sostenere un pasto per chi è in difficoltà”, afferma. Una metafora che rende immediato il senso dello spreco percepito e che invita a riflettere su come una festa possa essere celebrata senza rinunciare alla responsabilità sociale.

Da qui nasce l’appello all’Amministrazione comunale. In passato, le sue richieste non hanno trovato ascolto, ma Carella spera che il nuovo sindaco voglia aprire un confronto serio su questo tema, senza pregiudizi e con la volontà di immaginare una festa più moderna e rispettosa. Le alternative, del resto, non mancano: spettacoli di luci, luminarie artistiche, eventi culturali, performance, iniziative inclusive pensate per chi soffre i rumori e per gli animali. Soluzioni già adottate in molte città, capaci di coinvolgere la comunità senza generare impatti negativi.

Carella richiama anche il titolo di prima Capitale della Cultura di Puglia, un riconoscimento che dovrebbe tradursi in scelte coerenti con una visione culturale avanzata. Ripensare tradizioni che generano inquinamento e disagio, sostiene, sarebbe un segnale di maturità e attenzione verso un patrimonio che può evolversi senza perdere la sua identità.

Il consigliere conclude con una promessa: continuerà a portare avanti questa proposta con determinazione, nella speranza che questa volta l’Amministrazione voglia ascoltare, confrontarsi e trovare una soluzione condivisa. Una festa può essere un momento di comunità, di bellezza e di partecipazione: il modo in cui la si celebra, oggi più che mai, può diventare un segno di consapevolezza collettiva.

---------------
Per restare aggiornato con le ultime news del Gazzettino di Brindisi seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook. Puoi guardare i video pubblicati sul nostro canale YouTube. 
Per scriverci e interagire con la redazione contattaci

Ultima modifica il Venerdì, 17 Luglio 2026 07:09