Il Comune di Mesagne si costituisce parte civile per lo sversamento illecito di liquami

Marzo 04, 2026 1032

Il Comune di Mesagne torna a schierarsi in difesa del proprio territorio e del patrimonio ambientale costituendosi nuovamente parte civile in un procedimento penale che riguarda un grave episodio di inquinamento. La decisione è stata formalizzata con apposita delibera della commissaria straordinaria Maria Antonietta Olivieri, che ha conferito mandato all’avvocatura comunale affinché rappresenti l’ente nel processo. Secondo quanto emerge dagli atti, l’indagine trae origine da un blitz dei carabinieri, che documentarono lo sversamento di liquami nella rete fognaria cittadina da parte di un’azienda con sede sul territorio comunale. Le verifiche portarono al deferimento all’autorità giudiziaria del legale rappresentante della ditta. Il decreto di citazione a giudizio, notificato il 16 dicembre 2025 e firmato dal giudice Antonio Negro del Tribunale di Brindisi, contesta all’imputato la violazione dell’articolo 137, comma 1, del decreto legislativo 152/2006. L’accusa riguarda lo scarico non autorizzato di acque reflue — miste a materiale che solidificandosi produceva melma bianca e grigia — immesse nella condotta comunale tramite una pozzetta situata nell’area aziendale. Tale condotta avrebbe provocato l’intasamento del corpo ricettore e la fuoriuscita all’esterno delle acque provenienti anche da altre aziende limitrofe, con conseguenze dannose per le infrastrutture pubbliche e per l’ambiente. I fatti contestati si sarebbero protratti fino al 24 luglio 2024. Nel decreto il giudice ha individuato il Comune quale persona offesa dal reato. La vicenda era già stata segnalata attraverso una denuncia presentata alla stazione locale dei carabinieri dal responsabile dell’ufficio Patrimonio comunale, che aveva rilevato danni alle opere pubbliche e possibili profili di inquinamento ambientale derivanti dallo scarico illecito. Alla luce di tali elementi, l’amministrazione ha ritenuto necessario partecipare attivamente al procedimento penale per tutelare i propri interessi e quelli della collettività. La costituzione di parte civile consentirà infatti all’ente di chiedere il risarcimento dei danni subiti e di sostenere le proprie ragioni in sede processuale. Con la delibera adottata, è stata inoltre conferita procura speciale all’avvocata Luana Nacci, appartenente all’Avvocatura civica comunale, incaricata di rappresentare e difendere l’ente nel procedimento. La scelta dell’amministrazione straordinaria viene letta come un segnale di continuità nella difesa della legalità e dell’ambiente, nonché come una presa di posizione netta contro comportamenti ritenuti lesivi del territorio. La costituzione di parte civile, infatti, non ha soltanto valore formale: rappresenta un atto concreto con cui l’ente locale ribadisce la volontà di contrastare ogni forma di abuso che possa compromettere la sicurezza ambientale e il patrimonio pubblico. In attesa degli sviluppi giudiziari, la vicenda si inserisce nel più ampio quadro delle attività di controllo e vigilanza sul rispetto delle normative ambientali, tema sempre più centrale per le amministrazioni locali e per le comunità che rappresentano.

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