Segnaletica tracciata su suolo privato: multa annullata dal Comune di Mesagne In evidenza
Segnaletica stradale realizzata su un’area privata e una multa elevata come se si trattasse di suolo pubblico. È quanto accaduto a Mesagne, dove il Comune è stato costretto ad annullare, in autotutela, un preavviso di infrazione al Codice della Strada dopo aver riconosciuto un errore nella tracciatura della segnaletica orizzontale. Con una determinazione del dicembre scorso, il responsabile del servizio ha disposto l’archiviazione del preavviso di infrazione n. 23650/S/25, elevato il 14 ottobre 2025 dalla polizia locale per presunta sosta in area vietata ai sensi dell’art. 7, comma 14 del Codice della Strada. La sanzione era stata contestata alla proprietaria di un veicolo parcheggiato nello spiazzo antistante la propria abitazione. La cittadina, tuttavia, ha presentato istanza di annullamento in autotutela, sostenendo che l’area in questione fosse di natura privata e che la segnaletica di divieto fosse stata realizzata erroneamente dal Comune. Un’istanza che ha trovato pieno riscontro negli accertamenti successivi. Determinante, infatti, è stata la nota del 29 ottobre 2025 del responsabile dei Lavori Pubblici, che ha confermato la natura privata dell’area, identificata catastalmente, chiarendo inoltre che la segnaletica orizzontale di divieto era stata tracciata per errore dalla ditta incaricata. Nel provvedimento di annullamento si richiama l’art. 2 del Codice della Strada, che limita l’applicazione delle norme sulla circolazione alle sole aree ad uso pubblico. Viene inoltre esclusa la possibilità di assimilare lo spiazzo a una strada aperta al pubblico, mancando quegli “indici rivelatori” individuati dalla giurisprudenza per estendere le regole della circolazione anche a spazi privati di fatto aperti all’uso collettivo. Il Comune ha quindi riconosciuto che il verbale risultava viziato sotto il profilo sostanziale, con errori non sanabili, e che un eventuale ricorso avrebbe potuto comportare l’annullamento giudiziale della sanzione, con ulteriori costi a carico dell’Amministrazione. La decisione di procedere all’archiviazione in autotutela viene motivata anche alla luce della consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione, che impone alla Pubblica Amministrazione di annullare i propri atti quando emergano, successivamente, errori o illegittimità. Un caso che riaccende l’attenzione sulla necessità di una corretta pianificazione e verifica degli interventi di segnaletica stradale, per evitare disagi ai cittadini e contenziosi evitabili, e che conferma come l’autotutela rappresenti uno strumento fondamentale di garanzia, trasparenza e correttezza nei rapporti tra amministrazione e cittadini.
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