Il comune di Mesagne intima lo sgombero di un'abitazione

Dicembre 12, 2025 2592

Il Comune di Mesagne ha firmato un’ordinanza che dispone lo sgombero di un alloggio di edilizia residenziale pubblica situato in vico dei Cantelmo. Si chiude così una vicenda iniziata nel luglio del 2023, quando l’abitazione era rientrata nella disponibilità dell’ente dopo il decesso del precedente assegnatario. Durante un sopralluogo effettuato dagli uffici comunali, venne trovata all’interno una donna che occupava l’alloggio senza titolo insieme al nipote. Nei primi giorni successivi all’accertamento dell’illecita permanenza, i servizi sociali avevano tentato una mediazione offrendo ai due una sistemazione alternativa in una struttura di accoglienza per adulti in difficoltà. La proposta era stata inizialmente accettata, salvo poi essere rifiutata il giorno seguente.

Da quel momento erano partite una serie di diffide e tentativi di dialogo, anche considerando la precaria situazione economica della famiglia. Tuttavia, nonostante il tempo e le opportunità fornite, l’immobile non è mai stato liberato. Nel corso della vicenda è intervenuta anche l’autorità giudiziaria: il Tribunale di Brindisi, con sentenza del 10 ottobre 2025, ha condannato gli occupanti per occupazione abusiva di un alloggio Erp. Una decisione che ha rafforzato la posizione del Comune, già determinato a rientrare in possesso dell’appartamento per destinarlo ai nuclei aventi diritto presenti in graduatoria. L’ordinanza stabilisce ora che l’alloggio dovrà essere sgomberato entro sessanta giorni dalla notifica del provvedimento. Se i destinatari non provvederanno spontaneamente alla riconsegna delle chiavi, si procederà con lo sgombero coatto e con l’intervento della forza pubblica. Eventuali beni lasciati nell’appartamento saranno inventariati e custoditi per trenta giorni; trascorso tale termine, se non reclamati, saranno smaltiti a spese degli occupanti. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle politiche locali per l’edilizia popolare, con l’obiettivo di impedire che immobili destinati a famiglie fragili vengano occupati irregolarmente e sottratti alla loro funzione sociale.

Gli interessati avranno comunque la possibilità di impugnare l’ordinanza: è previsto un ricorso al Tar entro sessanta giorni e, in alternativa, un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni. Una decisione dunque complessa, maturata dopo oltre due anni di tentativi di mediazione, e che ora punta a ripristinare la regolarità nell’assegnazione degli alloggi pubblici sul territorio comunale.

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