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Saviano non sparare su Mesagne ma vieni a visitarla

saviano_robertoLa città di Mesagne è insorta. Non solo contro i criminali che hanno ammazzato Melissa e ferite altre ragazze bensì contro quei media, a carattere nazionale e internazionale, che hanno descritto la città come il cenacolo di vita della mafia. La quarta mafia. Quella Sacra corona unita che ha trovato i natali grazie e Pino Rogoli.

La città ha detto basta a questa gogna mediatica poiché sono state nascoste le tante cose belle della città e messo in risalto solo un pugno di delinquenti in nome di una cronaca spinta. A Mesagne è stata offesa la gente civile, onesta e lavoratrice. Tra i detrattori c’è anche lo scrittore Roberto Saviano che, dalle pagine di un quotidiano nazionale, ha descritto Mesagne senza conoscerla e senza averla mai visitata. Ma solo per aver letto qualcosa da qualche parte. Uno scrittore che proprio a Mesagne, fino a qualche giorno fa, aveva numerosi fans.

Ed a Saviano ha risposto una giovane blogger mesagnese, Flavia Montanaro, scrivendogli una lettera aperta: “Caro Roberto Saviano – ha scritto Flavia - devo ammetterlo, ti ho sempre ammirato. Ma il tuo articolo su Repubblica, mi ha lasciato interdetta. E allora, visto che ti piace andare in giro ad incontrare la gente e a parlare, perché non vieni qui a Mesagne? Così la prossima volta che parlerai di noi e della nostra terra, lo farai perché ci avrai conosciuti. Tra poche vi dimenticherete di Melissa, ma noi mesagnesi no perché continueremo le nostre piccole grandi battaglie, perché noi non dimentichiamo. E siamo un po’ fissati con la legalità. E' bene che tu lo sappia. Magari, se deciderai di venire, chiedi pure che il tuo cachet venga destinato ad associazioni che si occupano di legalità. Mi pare una cosa giusta. Certa che ignorerai questa lettera ti invio i miei saluti”.

Un plauso alla dignità e onestà della gente mesagnese è giunto anche dal premier Mario Monti quando ha lodato i tanti giovani che ha visto in piazza. Gente che non lo ha fischiato come, invece, è accaduto in tante altre parti d’Italia. Gente che lo ha accolto con un calore umano particolare. Quel calore che la gente di Mesagne sa dare. Il Presidente Monti ha messo in evidenza che: “Ci dimentichiamo troppo spesso dello spirito di iniziativa e voglia di fare bene degli italiani e in cui emerge il nostro essere Nazione''. Monsignor Angelo Argentiero, parroco della Collegiata, ascoltando i giudizi sulla città espressi dai media, ha ricordato come: “Il Paese intero, il mondo, ha puntato l’orecchio su Mesagne che, sotto certi aspetti, è stata ancora una volta mortificata e vista con una luce che non è la sua. Si è detto e scritto di tutto e di più senza conoscere la storia ed il cuore di questa città. I mesagnesi si sono fatti sentire da tutto il mondo, anche dal Canadà. Sono giunti tanti messaggi da gente che non è mesagnese ma che idealmente si è voluta stringere attorno a noi. Domenica sera tutta la città ha voluto partecipare alla veglia di preghiera per Melissa e le altre ragazze che sono ricoverate in ospedale. Tanti, tantissimi giovani. Una città onesta e laboriosa. Questa è Mesagne”.

Un riferimento all’onestà della città l’ha fatto anche il presidente del Consiglio comunale, Fernando Orsini, quando nel discorso di commiato scritto per conto dei genitori di Melissa ha detto che: “Da sabato mattina tutte le italiane e tutti gli italiani per bene, la gente onesta e laboriosa di cui è pieno il nostro Paese ed anche la nostra Mesagne, quella gente che Melissa ha conosciuto e frequentato nella sua pur breve esistenza, ha pronunciato almeno per una volta il nome di Melissa”. Mesagne è una città viva e luminosa. Le tenebre di alcuni anni fa sono state diradate dal lavoro onesto dei mesagnesi che hanno fatto della legalità il loro vessillo di vita.

Ultima modifica ilMercoledì, 23 Maggio 2012 14:16
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