La salma di Armel ancora ferma a Castrovillari

Luglio 05, 2022 279

Cosi come promesso è stato piantumato a Mesagne, nella piazzetta Iqbal Masih, un albero per ricordare la morte di Armel Dabrè deceduto in Calabria mentre eseguiva alcuni lavori di manutenzione. I suoi ex educatori e amici lo hanno voluto ricordare piantando un albero. La salma di Armel è ancora presso l’obitorio di Castrovillari in attesa che giungano le autorizzazioni dall’ambasciata di Roma del Burkina Faso per il suo rientro in Patria. Il fratello di Armel, Fabrice, ha inviato alla comunità di Mesagne, e in particolare ai suoi ex educatori, un messaggio di ringraziamento per quanto è stato fatto per loro dopo l’arrivo in Italia.

Com’è tristemente noto il giovane, che lavorava con un contratto non a termine, ma a tempo indeterminato per conto di un’impresa esterna del Brindisino, la Cmv, specializzata nelle costruzioni di carpenteria metallica e del montaggio e manutenzione degli impianti, impegnata appunto in un intervento di riqualificazione della centrale, sarebbe precipitato da un ponteggio cadendo su un nastro trasportatore: un volo e un impatto terribili che non gli hanno lasciato scampo, ed è deceduto praticamente sul colpo. La procura di Castrovillari ha ovviamente aperto un procedimento penale con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, al momento non è dato sapere se e quanti soggetti siano stati iscritti nel registro degli indagati, e l’inchiesta dovrà stabilire se l’incidente sia stato determinato dalle violazioni delle norme di sicurezza nel cantiere.

Intanto, il pubblico ministero titolare del fascicolo ha disposto l’autopsia sulla salma di Dabrè, che è stata effettuata lunedì 20 giugno all’obitorio di Castrovillari, dopodiché ha rilasciato il nulla osta restituendola nella disponibilità dei familiari. E per volontà della famiglia la salma di Armel tornerà per il funerale e la sepoltura nel Burkina Faso, a Lengha, nel sud est del Paese, dove vivono la mamma e altri sei fratelli del giovane, che era arrivato a Mesagne ancora minorenne, in fuga dalla fame, dalle guerre e dalle violenze che tormentavano, e tormentano tuttora, la sua terra.

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