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In grave difficoltà il settore agricolo brindisino

guglielmi emanuele nel suo carciofetoE’ in grave difficoltà il comparto agricolo della provincia di Brindisi

sferzato dalle normative da adottare per contrastare la pandemia del Covid-19 e gli eventi atmosferici che nelle ultime settimane hanno distrutto gran parte delle produzione orticole. In grave difficoltà, in particolar modo, il settore del carciofo dove la produzione, a causa delle gelate si è ridimensionata, le leguminose, i frutteti, i cereali e i mandorleti. Produzioni che sono state bruciate dopo aver avuto un inverno bollente. Vanificato, in pochi giorni, mesi di lavoro in campagna, con intere coltivazioni di carciofi, asparagi, bietole, finocchi, rape, cicorie e piselli pronte per la raccolta distrutte nei campi a causa dell’improvvisa e violenta ondata di maltempo. Non bastava l’emergenza Coronavirus, ora anche il clima pazzo ha dato il colpo di grazia all’agricoltura provinciale. Tuttavia, è allarme anche per le api, che sono state ingannate dal caldo e sono uscite dagli alveari. Ora rischiano di subire pesanti perdite. Lo sbalzo termico primaverile, infatti, ha colpito le campagne dopo un inverno che si è classificato come il secondo più caldo dal 1800 a livello climatologico facendo registrare una temperatura addirittura superiore di 2,03 gradi rispetto alla media di riferimento che ha favorito il risveglio della natura con l’anticipo delle primizie di stagione che sono andate distrutte. Tuttavia, a questo disastro climatologico c’è da aggiungere la difficoltà per gli agricoltori di poter raggiungere le aziende per lavorarci, a causa delle restrizioni imposte dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri e non interpretate correttamente da chi è preposto ai controlli. Il risultato è che, oltre agli imprenditori, ci sono pochi operai disposti a raggiungere le aziende per lavorarci. Il timore è di essere fermati, multati e denunciati per inosservanza dei decreti governativi. “Al momento, viviamo un grave disagio sociale che soltanto il buon senso ci potrà portare fuori”, ha spiegato l’imprenditore agricolo, Emanuele Guglielmi, con azienda in agro di Brindisi, che ha aggiunto: “da alcune settimane non riusciamo a reperire manodopera, vuoi per timore dei braccianti, ma soprattutto per le norme e i divieti legittimi imposti dalle istituzioni da cui, però, sono scaturiti fenomeni di inesata interpretazione da parte degli organi di vigilanza, trasformandosi in una vera e propria repressione”. Oltre a ciò, ci sono i danni che le gelate hanno causato.carciofeto-raccolta “Certamente – ha confermato Guglielmi – in alcune ore della notte le temperature sono scese ben sotto lo zero congelando le colture orticole: fave, piselli, ma anche la coltura del nostro territorio, il carciofo, che, nei campi dove era stata effettuata la raccolta dei primi carciofi, quelli che sono rimasti sulla pianta, che andavano raccolti successivamente, sono andati completamente distrutti”. Secondo l’imprenditore “si può azzardare una perdita del 60/70% della produzione, in un periodo intenso di produzione perché il carciofo oltre a essere consumato fresco alimenta le industrie agro alimentari del territorio. Non avendo carciofi non c’è nulla da trasformare, ma c’è una vistosa perdita di giornate lavorative”. L’inverno pazzo ha causato danni anche al comparto viticolo. Per Oronzo Pati, presidente della cantina sociale di San Pancrazio, il danno sulle varietà precoci si aggirerebbe intorno al 60%. “I vigneti, soprattutto quelli della prima epoca di maturazione e i nuovi impianti di barbatelle messe a dimora d’inverno che, a differenza dei vigneti, da poco germogliati, dove ancora non è possibile quantificare il danno poiché sono quasi del tutto seccati”, ha concluso il presidente Pati. 

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