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Mesagne. Marciapiedi dissestati, il Comune stanzia 50 mila euro In evidenza

marciapiedi rotti 1La città di Mesagne tra i vari problemi che l’assilla

ha anche quello dei marciapiedi rotti e scoscesi. Un gap che coinvolge l’intera città da nord a sud, da est a ovest. Per questo motivo l’Amministrazione comunale ha deciso di investire 50 mila euro per la loro ristrutturazione. Per la verità una modica somma confronto al lavoro che c’è da fare. Intanto, la gente continua a inciampare, a cadere e chiedere risarcimenti all’ente pubblico per i danni subiti. Come è accaduto, ad esempio, alcuni giorni fa in via Carmine dove una signora è inciampata ed è volata per terra. Sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118 i cui operatori hanno provveduto a soccorrere la donna e a trasferirla in ospedale per accertamenti. La signora ha subito la frattura di un polso e dovrà sottoporsi ad ulteriori accertamenti per i traumi riportati ad un ginocchio. I residenti di via Carmine più volte hanno segnalato in Comune questa situazione. Purtroppo senza ottenere nessun risultato. Tuttavia, la situazione di via Carmine è simile a quella che si riscontra nell’intera città dove sono tantissimi i marciapiedi rotti o inesistenti. “Su questo problema abbiamo pensato a due soluzioni”, ha spiegato l’assessore ai Lavoi pubblici, Roberto D’Ancona.marciapiedi rotti 2 “La prima – ha detto - è di individuare quali sono le maggiori necessità ed intervenire con il loro rifacimento. La seconda soluzione è di riprendere il vecchio progetto in cui il Comune fornisce ai privati il materiale necessario per pavimentare. Una forma di collaborazione, pubblico-privato, che ci aiuterebbe molto”. In ogni modo, nel rifacimento dei marciapiedi, alla luce della particolare sensibilità acquisita negli anni, bisogna porre una maggiore attenzione al mondo dei disabili abbattendo le barriere architettoniche esistenti. “Certamente – ha confermato l’assessore - bisogna lavorare per abbattere le barriere architettoniche, comprese quelle create dai pali dei servizi, come Enel e Telecom, ed altri. Una volta fatto ciò bisogna invogliare il cittadino a muoversi a piedi, in piena sicurezza, senza che incorra nel rischio di cadere o di non poter passare sul marciapiede”.  

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