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Mesagne. Si accende la querelle sui versamenti previdenziali degli amminisratori

comune di mesagne ingressoA Mesagne da mesi si dibatte, al momento solo animosamente

ma c’è chi giura che la querelle finirà nelle aule del tribunale, una vicenda legata al versamento, da parte del Comune, dei contributi previdenziali nei confronti di amministratori che rivestono la qualifica di liberi professionisti. Nell’occhio del ciclone previdenziale ci sono i professionisti che hanno rivestito ruoli di amministratori dal governo dell’ex sindaco Francio Scoditti a quello a guida del sindaco Pompeo Molfetta. Al centro della discussione c’è l’articolo 86 del Tuel 267/2000 che recita: “L’amministrazione locale prevede a proprio carico, dandone comunicazione tempestiva ai datori di lavoro, il versamento degli oneri assistenziali, previdenziali e assicurativi ai rispettivi istituti per i sindaci, per i presidenti di provincia, per i presidenti di comunità montane, di unioni di Comuni e di consorzi fra enti locali, per gli assessori provinciali e per gli assessori dei Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, per i presidenti dei consigli dei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti”. Dalla lettura del testo di legge non è del tutto chiaro se i contributi previdenziali possono essere pagati dai Comuni ad assessori, sindaci e vicesindaci senza che questi dichiarino che l’attività politica è prevalente rispetto a quella professionale, così come avrebbe fatto l’ex assessore Manuel Marchionna all’Ordine degli Avvocati. Per rendere chiara questa interpretazione sarebbe arrivata alla segreteria generale del Comune una lettera dell’Ordine degli Avvocati che specifica come la possibilità per il Comune di pagare gli oneri previdenziali per i propri iscritti nasce solo dopo che questi abbiano sospeso l’attività professionale. Tuttavia, non tutti i professionisti che hanno rivestito ruoli di amministratori hanno versato di tasca loro i contributi previdenziali, ma hanno fatto pagare il Comune che è arrivato a sborsare cifre vertiginose. Il primo a denunciare, nella passata legislatura, questa defaillance era stato l’attuale sindaco Toni Matarrelli. Poi negli ultimi giorni sono state presentate due interrogazioni dal consigliere del Movimento 5 stelle, Carlo Ferraro. Nel mirino del Comune sono finiti vari professionisti-politici che in questi anni non hanno fatto della politica il loro preminente lavoro professionale. Ferraro, infatti, ha chiesto “chi sono i consiglieri ed in particolare chi sono i professionisti, e la loro attività espletata, che hanno svolto il ruolo previsto dall’articolo 86 comma 1 e 2 del Tuel a far data dall’entrata in vigore dello stesso (anno 2000)”. Il consigliere pentastellato, inoltre, ha voluto sapere “se coloro che hanno usufruito di tali contributi previdenziali avessero le prerogative previste dal Tuel ovviamente nei modi e forme di legge e con documentazione agli atti del loro status che dava diritto ai contributi e presa d’atto da parte degli organi municipale”. Infine, il consigliere grillino ha chiesto al sindaco “quale attività è stata posta in essere per informare le autorità competenti della situazione”. La risposta del sindaco Matarrelli è chiara: “Non si conoscono – ha spiegato - le ragioni per cui le amministrazioni precedenti non si sono attivate per il recupero delle somme nonostante la questione sia stata già posta del sottoscritto nelle vesti di consigliere comunale più volte pubblicamente”.  

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