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Conserve Italia: da 20 anni ha portato sviluppo a Mesagne

conserve italia rossi enzoGrande festa ieri mattina a Mesagne, in provincia di Brindisi,

per i vent’anni di acquisizione da parte di "Conserve Italia" dello stabilimento messapico fondato dalla famiglia Campana. Dopo gli anni turbolenti dei lustri scorsi, lo stabilimento di Mesagne è diventato la punta di diamante di "Conserve Italia" in cui sono lavorati i pomodori pelati a marchio Cirio. Non ci sono stati licenziamenti grazie a una politica di ottimizzazione dei cicli produttivi. Ieri mattina, a fare gli onori di casa, c’era il presidente del gruppo "Conserve Italia", Massimo Gardini, e il suo vice, il direttore generale Pier Paolo Rosetti. Presente anche il direttore di stabilimento, Enzo Rossi. All’evento hanno partecipato il sindaco di Mesagne, Toni Matarrelli, l’arcivescovo di Brindisi, monsignor Domenico Caliandro, e vari esponenti politici e militari. “Conserve Italia” è una grossa realtà cooperativistica nazionale, con nove stabilimenti, e una delle poche aziende italiane che hanno acquistato all’estero. Il colosso emiliano, infatti, ha uno stabilimento in Spagna e due in Francia. Complessivamente, ha 14 mila soci che conferiscono oltre 600.000 tonnellate di frutta, pomodoro e vegetali, per realizzare prodotti a marchio Cirio, Valfrutta, Derby blue, Jolly Colombani e Yoga. Il fatturato del “Gruppo Conserve Italia” è di circa 900 milioni di euro e il sodalizio dà lavoro in Italia a circa 3.300 persone tra lavoratori fissi e stagionali, di cui 500 nel solo stabilimento di Mesagne.conserve italia lavoratrici 3 Negli ultimi anni il colosso emiliano ha effettuato investimenti per 500 milioni di euro, accedendo al credito bancario senza richiedere interventi pubblici. Infine, il management ha avviato una sperimentazione per il miglioramento genetico del pomodoro. Dunque, ha preso il via in questi giorni la campagna di raccolta e lavorazione dei pomodorini e del pomodoro pelato nello stabilimento di Mesagne, il secondo per dimensioni di tutta la Puglia, di proprietà del consorzio cooperativo bolognese “Conserve Italia”. Esteso per una superficie complessiva di 46.000 metri quadri - di cui 11 mila coperti -, lo stabilimento ha una capacità produttiva di 60.000 tonnellate annue di pomodoro e impiega durante la campagna circa 500 dipendenti tra fissi e avventizi. Per l’occasione, Conserve Italia ha provveduto all’assunzione di 380 lavoratori stagionali che saranno impegnati fino al termine della campagna. “In base al programma produttivo della campagna 2019 – ha spiegato il direttore dello stabilimento, Enzo Rossi, siamo pronti a lavorare a pieno regime 54.000 tonnellate di pomodoro, un quantitativo maggiore (+5,9%) rispetto allo scorso anno, in cui le tonnellate erano state 51.000”. La raccolta quest’anno è partita con una decina di giorni di ritardo, a causa dei problemi climatici: non si esclude l’eventualità di raccogliere pomodoro fino alla prima settimana di Ottobre. “Abbiamo acquisito lo stabilimento di Mesagne nel 1999 – ha dichiarato il direttore generale di “Conserve Italia”, Pier Paolo Rosetti – e da allora non abbiamo mai smesso di investire in questa realtà produttiva, scegliendo di valorizzare la produzione del pelato e dei pomodorini coltivati in questa straordinaria regione, attraverso un marchio leader sul mercato e dalla storia ultracentenaria come Cirio”. Il direttore ha, inoltre, fatto notare che “negli ultimi tre anni abbiamo messo in campo investimenti pari a 2 milioni di euro con l’obiettivo di migliorare l’efficienza, la sicurezza e la tracciabilità delle produzioni ammodernando i macchinari e acquistandone di nuovi, per aumentare la capacità produttiva del sito”. Lo stabilimento di Mesagne rappresenta un presidio occupazionale fondamentale per il territorio, generando un impatto economico annuale di circa 3,6 milioni di euro solo per gli stipendi e gli oneri fiscali, senza considerare l’indotto con i fornitori. Inoltre, in questo stabilimento ogni anno si producono circa 60 milioni di scatole nei diversi formati tra cui la polpa fine, ottenuta dalla lavorazione del “cuore” del pomodoro pelato, preparata con uno speciale procedimento che riproduce la polpa fatta in casa. Per il sindaco Toni Matarrelli “Conserve Italia” è un’azienda “all'avanguardia, che utilizza energia pulita, che è dotata di un codice etico a tutela dei lavoratori, che punta su ricerca e tecnologia per innalzare gli standard di qualità tanto del prodotto, quanto dei cicli di produzione”. Quindi il primo cittadino ha concluso: “Ancora una volta emerge un assunto incontrovertibile, anche oggi condiviso con il management di questa che è una delle cooperative più autorevoli e longeve d'Italia: la sinergia virtuosa tra investitori seri ed amministrazioni lungimiranti può solo portare benefici al territorio”. 

Ultima modifica ilGiovedì, 08 Agosto 2019 13:35
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