Menu

Mesagne. Quattro ore di fila per riscuotere la pensione

poste italianeIl caso della signora ottantenne colta

da malore lunedì scorso davanti alla succursale dell’ufficio Postale di Mesagne, mentre aspettava il suo turno per riscuotere la pensione, ha fatto emergere una situazione di insostenibilità cui sono state sottoposte decine di persone che, nel primo giorno per riscuotere la pensione, hanno aspettato anche quattro ore per ricevere la spettanza. Gli utenti hanno chiesto più volte lumi agli impiegati di cosa stesse accadendo ma in cambio hanno ricevuto, secondo quanto hanno dichiarato, solo atteggiamenti di indifferenza. Da notare che la maggior parte delle persone che si recano in ufficio per riscuotere la pensione sono anziane e bisognevoli di buona accoglienza. Tuttavia, sembra che a generare i ritardi sia stato un difetto di funzionamento dell’App di prenotazione telematica del servizio pensioni. Tutto è iniziato intorno alle ore 4,00 del mattino di lunedì quando un signore, che da tempo svolge un servizio di volontariato per i pensionati, è arrivato davanti all’ufficio e, man mano che arrivano i pensionati, ha consegnato loro un biglietto in maniera tale da non creare confusione in ufficio. Una volta che alle ore 8,00 vengono sollevate le saracinesche il volontario chiama, in gruppi di cinque, i numeri in ordine di arrivo e una volta nell’ufficio gli utenti prendono il numero ufficiale di chiamata dal totem giallo. Lunedì non è andata così poiché gli impiegati dopo aver pagato qualche pensione hanno bloccato l’erogazione di quelle tradizionali. A passare avanti a tutti sono stati coloro che avevano prenotato giorno e ora del ritiro della pensione utilizzando l’apposita App. Con l’App messa a disposizione da Poste Italiane è possibile richiedere il ticket elettronico. Quest’ultimo permette al cittadino di prenotare in mobilità il proprio biglietto per la fila in ufficio postale. L’App consente all’utente di programmare per tempo la visita e presentarsi in ufficio a ridosso dell’appuntamento. I vantaggi sono relativi sia alla riduzione dei tempi di attesa che ad un minor afflusso di persone presso l’ufficio postale. “Ma stiamo scherzando – ha spiegato un nonnino ottantenne – mi vedete con una diavoleria del genere in mano mentre prenoto il mio turno? Questi strumenti informatici vanno bene per i giovani ma non per noi che abbiamo problemi di vista, di tremore, di comprensibilità del sistema”. Ed ha aggiunto: “Io sono arrivato alle 8,30 e mi sono pagato alle 11,50. E per farmi pagare ho protestato poiché mi volevano dare solo un acconto di 400 euro. Anche il Postamat era fuori servizio. Io come faccio a pagare le utenze se mi danno solo una parte della pensione?”. Inoltre, un gruppo di pensionati ha lamentato i modi sgarbati con cui sono stati “scaricati” dagli impiegati. “Non ci hanno fornito nessuna spiegazione e sono stati molto sgarbati”, hanno spiegato. Dall’ufficio regionale di Poste italiane hanno confermato l’incidente accaduto alla signora ottantenne fuori dalla sede aziendale, nulla invece per ciò che riguarda il ritardo nell’erogazione della pensione agli anziani presenti. Tuttavia, Poste italiane ha anche invitato i pensionati a sottoscrivere presso gli uffici un servizio completamente gratuito che offre un libretto su cui depositare la pensione, una carta libretto per il prelievo e un’assicurazione contro gli scippi o i furti fino a un massimale annuo di 700 euro.  

Ultima modifica ilMercoledì, 03 Luglio 2019 13:12
Torna in alto