Menu

I carabinieri compiono 205 anni. Auguri In evidenza

carabinieri 205 anniversarioIeri 5 giugno ha avuto luogo, anche a Brindisi, la cerimonia celebrativa dei 205 anni della fondazione,

Carabinieri  auto1all’interno della sede del Comando Provinciale Carabinieri di via Bastioni San Giorgio, nel corso della quale sono stati premiati 35 militari in forza al Comando che si sono distinti per meriti speciali in operazioni di servizio di particolare pregio, che hanno permesso di stilare un bilancio positivo nell’ultimo anno, che ha visto: - una flessione del 12% dei delitti rispetto all’anno precedente; - una diminuzione dei furti del 12% e delle rapine del 38%; - fino all’85% dei reati commessi in tutta la provincia perseguiti dall’Arma dei Carabinieri ; - arrestare 650 persone e deferite in stato di libertà 2.641. Di esse, 271 sono cadute nella rete intessuta dall’Arma nella lotta allo spaccio di stupefacenti, che ha portato anche al sequestro di 956 kg tra droghe pesanti e leggere e di 424 piante di cannabis coltivate illecitamente; - sequestrare 130 armi e 3.066 cartucce illecitamente detenuti; - proiettare nei territori 23.455 servizi preventivi complessivi, nel corso dei quali sono state identificate quasi 220.000 persone. Il Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, in perfetta sinergia con le altre Forze dell’Ordine, contribuisce alla tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico in questa provincia. L’impegno profuso, finalizzato a potenziare la qualità dell’operatività su tutti i fronti, si è tradotto in attività di prevenzione e contrasto ai 11.631 delitti registrati, nel complesso, tra giugno 2018 e maggio 2019, che hanno subito una flessione del 12% rispetto all’anno precedente. I reati predatori sono diminuiti: del 12% i furti e del 38% le rapine, con una flessione più marcata dei furti con destrezza (-26%) e delle rapine compiute all’interno di abitazioni (-74%) e in danno di esercizi commerciali (-67%). In questo periodo l’Arma ha perseguito 9.345 delitti, con punte dell’85% dei reati commessi in tutta la provincia, arrestando 650 persone e denunciandone 2.641. Nella lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti sono state tratte in arresto 271 persone e sequestrati, complessivamente, 956 kg, tra droghe pesanti e leggere, e 424 piante di cannabis coltivate illecitamente. Inoltre, sono stati sequestrati 130 armi e 3066 cartucce illecitamente detenuti.carabnieri osto blocco 1 Il dispositivo messo in campo si è concretizzato nell’esecuzione di pattuglie e perlustrazioni che, nonostante il costante gravoso impegno in servizi di ordine pubblico, ha fatto registrare 23.455 servizi preventivi, nel corso dei quali sono state identificate quasi 220.000 persone a bordo di 96.027 veicoli; ne è seguito un forte impulso all’attività di controllo del territorio, pari a un aumento del 31% rispetto al passato. Nell’attività operativa del Comando Provinciale la prevenzione nella lotta alla criminalità rappresenta, quindi, la strategia privilegiata per combattere il suo sistema di potere, incidere sulle sue complicità, estirpare le coperture che creano cultura, prassi e contesti mafiosi. La lotta alle consorterie criminali del territorio è resa ancora più ardua soprattutto dai continui rimescolamenti dei gruppi malavitosi sempre alla ricerca della supremazia territoriale. I fenomeni criminali emergenti sono oggetto di una attenta pianificazione preventiva e, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria, repressiva. In tale contesto, nell’ottica dell’oculato utilizzo delle risorse di polizia disponibili, sono prioritariamente affrontati i fenomeni criminali che ledono i diritti fondamentali dei cittadini e che impattano con maggiore forza sulla percezione della sicurezza. Di fondamentale importanza è stata l’attività di diffusione della “cultura della legalità”: 12.800 studenti delle scuole pubbliche della provincia hanno partecipato agli incontri didattici nel corso dell’anno scolastico 2018-2019. Sono state effettuate 96 conferenze, in 61 istituti d’istruzione, nonché tre sono state le visite delle scolaresche nelle caserme dell’Arma. Nel settore investigativo, il Comando Provinciale di Brindisi è stato vigorosamente impegnato in un ampio numero di attività operative di spessore, di cui si traccia, qui di seguito, un sintetico quadro d’insieme: - 19 giugno 2018: i Carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, rispettivamente in carcere e ai domiciliari, emessa dal Giudice per Indagini Preliminari del Tribunale di Brindisi su richiesta della locale Procura della Repubblica, concordante con le risultanze investigative prodotte dai Carabinieri della Stazione di Oria, nei confronti di 10 persone (7 ristrette in carcere, 2 agli arresti domiciliari e una all’obbligo di dimora), di cui 4 recidive perché già condannate a giugno 2017 complessivamente a oltre 25 anni di reclusione per gli stessi reati, ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di svariati furti in abitazione e di auto-motoveicoli, nonché ricettazione dei relativi pezzi di ricambio ed estorsioni (soprattutto compiute con il metodo del c.d. “cavallo di ritorno”), commessi fra il febbraio 2017 e il marzo 2018 a cavallo delle province di Brindisi, Lecce e Taranto. carabnieri osto blocco 2È di questi giorni, la sentenza del G.U.P. del Tribunale di Brindisi che ha condannato, con il rito abbreviato, De Michele Maurizio alla pena di 9 anni e 2 mesi di reclusione, Cera Michele alla pena di 9 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione, Darimadea Emanuele alla pena di 3 anni e 10 mesi di reclusione, Castrovillari Giuseppe alla pena di 3 anni e 10 mesi di reclusione, Sasso Salvatore alla pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione e Galluzzo Antonio alla pena di 8 mesi di reclusione; i predetti hanno beneficiato dello sconto di 1/3 della pena per la scelta del rito, gli altri indagati hanno optato per essere giudicati con il rito ordinario; - 4 luglio 2018: i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni hanno tratto in arresto Turrisi Francesco, classe 1976, pluripregiudicato per numerosi reati contro il patrimonio, la persona e in materia di stupefacenti. L’uomo, verso la mezzanotte precedente, all’interno di un bar del luogo, ha esploso 5 colpi di pistola Cal 6,35 contro un 33enne pregiudicato del posto, al termine di un litigio, dandosi successivamente alla fuga. L’arma rinvenuta, risultata del tipo giocattolo, è stata modificata e pertanto idonea allo sparo, con 1 colpo inesploso ancora in camera di cartuccia. Nella circostanza, il Turrisi, che dopo la sparatoria si era nascosto a casa di un amico, fingendo un litigio con la moglie, si è sottratto per oltre quattro ore alle ricerche dei Carabinieri che nella notte hanno letteralmente messo a soqquadro la città di San Vito dei Normanni, eseguendo una decina di perquisizioni domiciliari e posto di blocco e di controllo. A seguito del tentato omicidio, il Turrisi, dopo essere sottoposto all’esame dello stub, ovvero il cosiddetto “guanto di paraffina”, teso a reperire tracce di nitrato di ammonio e materiale esplodente su epidermide e vestiti, è stato sottoposto a fermo d’indiziato di delitto e sarà a breve tradotto presso il carcere di Brindisi; - 5 luglio 2018: A Torre Santa Susanna, i Carabinieri della Stazione di San Donaci hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi nei riguardi di Calò Santo, 33enne del luogo. I reati contestati all’indagato sono 7 estorsioni di cui 3 tentate, 3 truffe e una violenza privata, reati commessi in un arco temporale che va dall’ottobre 2017 al febbraio 2018, nei riguardi di dieci donne residenti in varie regioni del territorio nazionale: Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Sardegna e Puglia. Il teatro virtuale degli eventi reato è stato quello dell’ambiente internet, dei social network e dei siti commerciali, nel cui alveo l’arrestato ha attirato nella trappola le sue vittime. Il modus operandi è stato sempre lo stesso, ha agito celando la propria identità sotto il nome di battaglia di “Emanuele”, presentandosi con un profilo rassicurante, sereno, che si attaglia ad un individuo che vive in solitudine, in cerca di amicizia e di una storia sentimentale di lungo periodo;carabnieri osto blocco 3 - 6 luglio 2018: i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi hanno tratto in stato di arresto, per detenzione al fine di spaccio di stupefacente in concorso, i brindisini Lonero Fulvio e Ferrero Massimo rispettivamente di 36 e 37 anni. I militari di pattuglia hanno sottoposto a controllo un’autovettura Honda che trainava un gommone nautico provvisto di motore, collocato su un apposito carrello, seguita a stretto contatto da una Fiat Marea. All’interno dei tubolari del gommone sono stati rinvenuti 245 involucri di varie dimensioni contenenti marijuana essiccata per un peso complessivo di 250kg. Gli ulteriori accertamenti espletati sul natante hanno fatto emergere che la polizza assicurativa del motore marino Yamaha montato sul gommone risulta intestata al conducente della Fiat Marea, Ferrero Massimo. Nei tubolari, inoltre, sono stati rinvenuti 3 diffusori per ambienti di essenze profumate al gelsomino, probabilmente per eludere eventuale attività con unità cinofile; - 18 luglio 2018: in Carovigno (BR) e Mesagne (BR), i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni (BR), collaborati nella fase esecutiva da personale del Comando Provinciale di Brindisi e dell’11° Reggimento “Puglia”, nonché da un elicottero del 6° Elinucleo e da unità cinofile hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi su richiesta della locale Procura della Repubblica – nei confronti di 15 soggetti (6 in carcere e 9 ai domiciliari), ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, nonché di reati in materia di armi e contro il patrimonio (prevalentemente furti in abitazione); - 25 luglio 2018: i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni, in collaborazione con i colleghi di San Donà di Piave (VE), hanno tratto in arresto Shahini Korado 23enne, di origine albanese, residente a Carovigno, sfuggito alla cattura la notte del 18 luglio precedente. L’uomo è stato localizzato in San Donà di Piave, grosso centro dell’area metropolitana di Venezia, dove aveva trovato rifugio, sistemandosi in un appartamento residenziale del centro città, ospite di una ragazza romena e di suoi connazionali. Nella sua camera, i militari hanno rinvenuto 2 dosi di cocaina, 3 telefoni cellulari, 8 grammi di marijuana e un bilancino di precisione; - 27 luglio 2018: presso lo scalo aereo di Roma Fiumicino, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Brindisi hanno notificato un “ordine di esecuzione per la carcerazione”, emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Lecce, nei confronti di Nure Gazmend, 39enne albanese. L’uomo giunto con volo proveniente dalla Spagna, luogo dell’estradizione, deve espiare la pena di 22 anni di reclusione, per l’omicidio di un connazionale (Kaja Luan) avvenuto in Fasano il 1° agosto 1998. All’epoca il grave fatto di sangue, per l’efferatezza con cui venne commesso, suscitò sgomento e viva preoccupazione nella comunità fasanese; - 4 agosto 2018: i Carabinieri della Stazione di Francavilla Fontana (BR) e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi, dott.ssa Tea Verderosa, che ha accolto la richiesta avanzata dal dott. Pierpaolo Montinaro, Pubblico Ministero presso la locale Procura della Repubblica, fondata sulle risultanze investigative rassegnate dall’Arma nei confronti di una coppia di scippatori ritenuti responsabili in concorso tra loro di 13 furti con strappo, commessi in Francavilla Fontana nel periodo ricompreso tra l’ultima decade di maggio e la prima decade di giugno. Tra le 13 vittime, anziane donne del luogo, vi sono 5 ultraottantenni e 4 ultrasettantenni; - 4 settembre 2018: i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Brindisi, che ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica, fondata sulle risultanze investigative rassegnate dalla Compagnia Carabinieri di Brindisi, nei confronti di Rillo Claudio, 23enne del luogo, per il reato di rapina aggravata commessa in Brindisi il 28 ottobre 2017, nonché di concorso in detenzione e porto illegale di arma comune da sparo. L’arrestato è uno degli esponenti di una delle due fazioni costituita tra gli altri da Maggi Michael e Lagatta Antonio contrapposta a quella riconducibile a Borromeo Antonio, Libardo Antimo ed altri, che si sono affrontate per il predominio nell’ambito della città nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2017. Infatti, la città in quel periodo è stata teatro di numerosi episodi criminali e attentati, commessi anche con l’uso di armi da guerra, un kalashnikov e con armi comuni da sparo. La complessa attività investigativa avviata nella circostanza aveva portato all’arresto nel mese di novembre 2017 di Pupino Diego 21enne e Ferrari Angelo 50enne, e successivamente in un appartamento del centro storico Rillo Claudio 22enne e Maggi Michael 23enne, nonché un favoreggiatore che li ha ospitati. È del mese scorso, la sentenza emessa dal G.U.P. del Tribunale di Brindisi che ha condannato i capi delle opposte fazioni Lagatta Antonio alla pena di 10 anni e 8 mesi di reclusione e 22.000,00 € di multa e Borromeo Antonio alla pena di 7 anni e 4 mesi di reclusione nonché 16.000,00 € di multa. Tra i gregari, che come i due capi hanno optato per il rito abbreviato, sono stati condannati Russo Lorenzo alla pena di 2 anni e 2 mesi di reclusione, Marra Tiziano alla pena di 3 anni di reclusione, Maggi Michael alla pena di 10 anni e 4 mesi di reclusione, Rillo Claudio alla pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione, Pupino Diego alla pena di 6 anni di reclusione, Truppi Damiano alla pena di 8 mesi di reclusione, Vantaggiato Vincenzo alla pena di 2 anni di reclusione e Romano Annamaria alla pena di 3 anni di reclusione; gli altri indagati hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario; - 20 settembre 2018: i Carabinieri di Francavilla Fontana (BR), a conclusione degli accertamenti relativi all’aggressione a presunto sfondo xenofobo sofferta da un 16enne della Guinea ospite di una struttura di accoglienza del luogo avvenuta nel pomeriggio del 9 settembre 2018, hanno proposto alla Procura della Repubblica di Brindisi l’irrogazione di un’idonea misura di sicurezza nei confronti di un 29enne del posto, censito in banca dati, affetto da “schizofrenia cronica e poliabuso di sostanze stupefacenti”; - 25 settembre 2018: i Carabinieri della Stazione di Ceglie Messapica, coadiuvati dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni, hanno tratto in arresto Pugliese Silvano, 49enne disoccupato, per tentato omicidio, estorsione aggravata dall’uso di armi, lesioni personali e porto abusivo di arma non da sparo, nei confronti di un 47enne titolare di un ristorante del luogo. Verso le ore 02:00, dopo un violento alterco, l’uomo ha aggredito con un coltello il ristoratore, allo scopo di costringerlo a corrispondere due mensilità arretrate alla convivente, lì impiegata quale cameriera, sferrandogli un fendente al collo, che gli ha procurato un taglio di 3 cm, dandosi successivamente alla fuga per le vie circostanti;carabnieri osto blocco 4 - 26 ottobre 2018: i Carabinieri della Stazione di San Michele Salentino hanno tratto in arresto Chirico Nicola classe 1968, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Corte d’Appello di Lecce. L’arrestato ha riportato la condanna in doppio grado di giudizio, alla pena di 12 anni e 10 mesi di reclusione in relazione ad un gravissimo episodio delittuoso di cui si è reso protagonista, la rapina a mano armata commessa unitamente ad altre persone, con volto travisato in tempo di notte e ai danni di due anziani coniugi in Brindisi. Era l’aprile del 2012, un imprenditore e la moglie rientravano a casa da una cerimonia, nella circostanza l’arrestato con i complici, travisati che si spacciavano quali militari della Guardia di Finanza fecero ricorso alla violenza fisica, provocando lesioni di rilevante gravità alla donna alla quale fu diagnosticato un trauma cranico facciale, un trauma toraco-addominale, ed un ematoma sudurale. Il bottino fu di soli 500€. Nell’occasione del ritrovamento del veicolo utilizzato, una Volvo XC 60 di colore scuro, venne trovato vario materiale nonché una rivoltella calibro 38, una pistola calibro 7,65 ed altra pistola calibro 40 tutte con matricola abrasa con i relativi proiettili. La sentenza di secondo grado emessa dalla Corte d’Appello di Lecce è dell’ottobre 2017; - 31 ottobre 2018: i Carabinieri della Stazione di Latiano hanno tratto in arresto in flagranza di reato Di Leo Sandro classe 1978 di Mesagne, impiegato presso il Comune di Latiano, per il reato di truffa aggravata continuata ai danni dell’Ente pubblico presso il quale era alle dipendenze. Il 40enne impiegato nell’ufficio attività produttive, già in passato era stato oggetto di provvedimenti disciplinari in relazione all’attività espletata quale dipendente del Comune. Attraverso il monitoraggio condotto dai militari è stato analizzato un rappresentativo spaccato temporale delle attività dell’indagato, che ha permesso di appurare le condotte illecite attuate, concretizzatesi nel non rispetto degli orari di servizio stabiliti; - 10 novembre 2018: i Carabinieri della Stazione di Brindisi Centro, a conclusione dei primi accertamenti, relativi ad alcuni episodi di bullismo e di marginalizzazione perpetrati nei riguardi di uno studente 17enne del luogo, fatti accaduti nel tardo pomeriggio del 5 novembre 2018, hanno deferito in stato di libertà, per violenza privata e la diffamazione, un 18enne e un 20enne entrambi di Brindisi. La ricostruzione dettagliata dell’evento, resa possibile dalla disamina delle immagini di un video, nonché dall’escussione testimoniale di alcune persone, ha delineato esattamente i fatti avvenuti nella piazza adiacente a viale Commenda che hanno visto quale soggetto passivo il minorenne, fatto oggetto, da parte dei due indagati, di comportamenti connotati da arroganza e prevaricazione, nonché altamente lesivi dei diritti e della dignità di ogni individuo. Comportamenti, che si sono manifestati sia con insulti omofobi, sia con azioni violente, intolleranti e derisorie. Gli atti discriminatori perpetrati al minore sono stati ripresi con uno smartphone e le immagini diffuse sul social network “instagram”, successivamente rimosse; - 17 novembre 2018: nella frazione di Tuturano di Brindisi, in Torchiarolo (BR) e Galatone (LE), i Carabinieri della Compagnia di Brindisi, collaborati nella fase esecutiva dal personale del Comando Provinciale di Brindisi, nonché da un elicottero del 6° Elinucleo CC di Bari, dai Carabinieri del Nucleo Cinofili di Modugno (BA) e dai Carabinieri del neo costituito Squadrone “Cacciatori” del Gargano, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere - emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi su richiesta della locale Procura della Repubblica - nei confronti di 6 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante specifica di averne commercializzato ingenti quantità. Oltre 250 kg di marijuana e mezzo chilo di cocaina sequestrati durante le indagini. Sono stati i primi in ambito nazionale a escogitare l’originale ed efficace sistema di trasbordo di ingenti quantitativi di stupefacente dalle coste albanesi al Salento, inserendolo nei tubolari di un gommone, unitamente ad alcuni diffusori di essenze profumate al gelsomino per eludere il fiuto dei cani antidroga. Sono in corso numerose perquisizioni con l’impiego di oltre 80 Carabinieri, tra cui quelli del neo costituito Squadrone Carabinieri “Cacciatori” del Gargano, unità cinofile e un elicottero. Fondamentale, nell’avvio dell’indagine, il ruolo svolto dalla Stazione Carabinieri di Torchiarolo, con una perquisizione effettuata alla fine del dicembre dello scorso anno, all’interno dell’officina e dell’abitazione di uno degli indagati; - 14 dicembre 2018: a Taurisano (LE), i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni e della Stazione di Latiano (BR), collaborati dai militari della locale Arma, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce, nei confronti di un 52enne residente a Taurisano (LE), per i reati di maltrattamenti in famiglia aggravati e violenza sessuale. Le azioni sono state perpetrate dall’uomo continuativamente nei riguardi della figlia oggi 29enne, dal 1995 al 2010. L’attività investigativa condotta dalla Stazione Carabinieri di Latiano, con l’attivo supporto dei colleghi di Taurisano, è scaturita dalla denuncia-querela presentata il 20 giugno 2018 dalla vittima presso quegli uffici, a seguito della quale è emerso che dal rapporto incestuoso la donna nel 2011 ha partorito una bambina che fino al luglio scorso ha convissuto con il padre/nonno presso la casa di quest’ultimo in un contesto socio-familiare di estremo degrado. La minore, unitamente ad un bambino avuto dalla donna da un precedente matrimonio, attualmente si trova presso una casa famiglia in provincia di Brindisi; - 14 gennaio 2019: i Carabinieri della Compagnia di Brindisi hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto – emesso dal Pubblico Ministero di turno della locale Procura della Repubblica, dott. Francesco Carluccio, che ha concordato con le risultanze investigative rapidamente prodotte dai militari dell’Arma – Piero Martucci, 20enne del luogo, nullafacente, censurato per reati in materia di droga e contro il patrimonio, responsabile di aver esploso, nella notte di domenica 13 gennaio, 2 colpi d’arma da fuoco calibro 6.35 contro un 26enne del posto, anch’egli già noto alle Forze dell’Ordine, attingendolo ad una spalla e a una gamba; - 15 gennaio 2019: i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi hanno tratto in arresto in flagranza di reato i fratelli Mombello Adriano 48enne e Mombello Luigi 44enne, entrambi di Tuturano di Brindisi, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso. I fatti si sono verificati in contrada “Trullo” di Tuturano sulla strada provinciale 81. All’atto del controllo i due fratelli, già attinti in passato da vicende penali in materia di sostanze stupefacenti, sono apparsi particolarmente nervosi ed agitati, mostrando segni di insofferenza. Dalla perquisizione personale non è emerso nulla, pertanto unitamente all’autovettura su cui viaggiavano sono stati condotti all’interno del Comando Provinciale di Brindisi al fine di espletare approfondita perquisizione sul veicolo sul quale erano stati fermati, una Fiat Grande Punto di proprietà della moglie di uno dei due fratelli. Nel corso delle operazioni di perquisizione è stato individuato un doppiofondo appositamente ricavato in un’intercapedine della carrozzeria ove è installato il paraurti posteriore. L’accesso all’intercapedine avviene attraverso una fenditura creata sul paraurti posteriore, previa rimozione della targa e del relativo porta-targa. Nel doppiofondo sono stati rinvenuti 2 involucri sigillati con pellicola trasparente e racchiusi con nastro adesivo di colore rosso, contenenti il primo 65 grammi e il secondo 160 grammi di cocaina. Successivamente è stata effettuata una perquisizione nell’abitazione dei due arrestati in Tuturano, nel corso dell’esecuzione dell’attività è stata rinvenuta la somma contante di 14.930€ ritenuta provento dell’illecita attività di spaccio e pertanto sottoposta a sequestro; - 16 gennaio 2019: i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del Comando Compagnia di San Vito dei Normanni hanno tratto in arresto in flagranza di reato un 47enne commerciante del luogo, per detenzione di armi clandestine, detenzione illegale di munizioni e omessa denuncia di armi munizioni e materiale esplodente. In particolare, i Carabinieri che dalla sera del 10 gennaio scorso stanno conducendo le indagini relative al ferimento di un negoziante di Ostuni, attinto da un colpo di arma da fuoco di piccolo calibro proprio mentre si trovava nelle adiacenze dell’abitazione del commerciante, hanno effettuato tutta una serie di perquisizioni domiciliari nei confronti di una cerchia di soggetti facenti parte del circuito relazionale del ferito. Nell’ambito di queste attività, le perquisizioni effettuate nei confronti dell’indagato hanno consentito di rinvenire in suo possesso un vero e proprio arsenale, composto da armi da fuoco lunghe e corte regolarmente denunciate, due armi clandestine nonché da una notevole quantità di munizionamento non dichiarato. Infatti, le attività di polizia giudiziaria che nelle ultime ore hanno interessato sia l’abitazione sia l’attività commerciale dello stesso, hanno consentito di individuare proprio all’interno del negozio, una botola ben occultata e posizionata nell’antibagno che garantisce l’accesso ad un locale seminterrato. All’interno del locale oltre alle attrezzature per la fabbricazione di munizionamento, sono state rinvenute centinaia di cartucce di vario calibro, non dichiarate. In totale tra l’abitazione e l’attività commerciale sono complessivamente nel numero di 15 le armi rinvenute. 10 di queste (3 fucili e 7 pistole) regolarmente denunciate, sono state ritirate dai Carabinieri cautelativamente ai sensi dell’art. 39 T.U.L.P.S. (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza). Tale norma persegue la finalità di prevenire la commissione dei reati e in generale dei fatti lesivi per la sicurezza di tutti i cittadini. Per quanto concerne le rimanenti 5 armi, tra le quali un fucile privo di matricola e punzonatura, un revolver privo di marca e 3 Katane giapponesi (tipiche spade dei Samurai), è scattato il sequestro penale, così come per le 200 cartucce di diverso calibro rinvenute sia nell’abitazione che nell’attività commerciale dell’indagato; - 17 gennaio 2019: Carabinieri della Stazione di San Michele Salentino hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi un uomo 29enne della zona. Nella notte di sabato 12 gennaio scorso, verso le ore 03.30, la pattuglia della Stazione di San Michele Salentino in servizio perlustrativo nel territorio ha notato, nel transitare dalla contrada San Giacomo contermine con il territorio del comune di San Vito dei Normanni, fuoriuscire del fumo nero dalla finestra anteriore del capannone della ditta RAM Ceramiche. Il rogo avrebbe potuto sortire conseguenze ben peggiori per la presenza di prodotti chimici altamente infiammabili, utilizzati nei lavori edili e di ristrutturazione, a seguito dei fumi tossici che si sarebbero potuti sprigionare. Le fiamme hanno distrutto completamente la cabina di un autocarro Iveco cassonato e danneggiato a causa del forte calore, un altro automezzo parcheggiato nelle adiacenze, nonché l’impianto elettrico del magazzino. Il danno economico sarebbe potuto essere maggiormente rilevante, se non vi fosse stato il tempestivo intervento di attivazione da parte dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco intervenuti successivamente con due autobotti, una da Brindisi e l’altra da Ostuni. Risolutiva è stata anche l’iniziativa dei Carabinieri che alle prime avvisaglie dell’incendio, hanno svegliato e messo in sicurezza nel cuore della notte una donna residente nell’appartamento contiguo al capannone, nella considerazione dell’immanente pericolo; - 21 gennaio 2019: I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni, nel corso di un posto di controllo alla circolazione stradale, hanno tratto in arresto in flagranza di reato Morelli Francesco Pio, 28enne di Ceglie Messapica, per detenzione al fine di spaccio di sostanza stupefacente. I fatti sono accaduti nel corso della notte allorquando i militari dell’aliquota Radiomobile hanno intimato l’alt ad una Opel Agila, nella circostanza hanno notato il finestrino posteriore sinistro del veicolo abbassarsi e l’occupante identificato per l’arrestato sporgere il braccio e lanciare sul manto stradale un involucro subito repertato dagli operanti. All’interno dell’involucro in plastica sono state rinvenute 23 dosi di cocaina, comunemente dette “cipolline” per un peso di 7 grammi e una dose di hashish del peso di 2 grammi. Nell’auto oltre all’arrestato erano presenti altri tre giovani che sono stati perquisiti con esito negativo. Le perquisizioni espletate nei rispettivi domicili hanno portato al rinvenimento di 4 grammi di hashish all’interno della stampante nell’appartamento del conducente l’autovettura, un 19enne di Ceglie Messapica, mentre nell’abitazione dell’arrestato è stato rinvenuto sul tavolo del salone un rotolo di nastro isolante e due bustine in plastica, materiale analogo a quello utilizzato per il confezionamento della cocaina. Stupefacente e materiale rinvenuto sono stati sottoposti a sequestro. Il 19enne cegliese è stato deferito in stato di libertà per detenzione al fine di spaccio di stupefacente. Nel corso delle operazioni Morelli Francesco Pio, appreso del provvedimento di arresto adottato nei suoi confronti, ha pronunciato una serie di frasi minacciose e oltraggiose all’indirizzo degli operanti e pertanto è stato anche deferito per oltraggio e minaccia a Pubblico Ufficiale; - 2 febbraio 2019: i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni hanno tratto in arresto su ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi, su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha concordato con le risultanze investigative prodotte dai militari dell’Arma, il sorvegliato speciale della pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno Luigi Franceschini, 40enne del luogo. L’uomo che annovera una serie di precedenti penali per reati in materia di spaccio di stupefacenti, contro la persona e il patrimonio, con il volto travisato da un passamontagna e il cappuccio del giubbino, il 3 gennaio scorso, si è introdotto nel supermercato “DOK” di via Cadorna in San Vito dei Normanni, dove, approfittando della momentanea assenza della cassiera, si è impossessato del denaro contenuto nel registratore di cassa, pari a 240,00€, dileguandosi a piedi per le vie adiacenti. Sulla scorta della visione delle immagini di videosorveglianza, estrapolate da alcune telecamere presenti lungo il tragitto effettuato dall’uomo prima e dopo la commissione del reato, proprio grazie alla qualità delle stesse, alla conoscenza del territorio, nonché delle persone d’interesse operativo, è stato possibile per i Carabinieri identificare senza ombra di dubbio il responsabile. L’arrestato è indagato per aver commesso con analoghe modalità, altri 3 furti all’interno della stessa attività commerciale, nei mesi di marzo, ottobre e novembre 2018. - 9 febbraio 2019: I Carabinieri della Compagnia di Francavilla Fontana hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Brindisi, su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha concordato con le risultanze investigative del reparto operante, nei confronti di Santoro Daniele, 38enne di Grottaglie (TA), De Tommaso Ciro, 44enne di Grottaglie e Olivieri Domenico, 53enne di Crispiano (TA), ritenuti responsabili di furti in abitazione in concorso, commessi in Villa Castelli il 12 dicembre 2017, Grottaglie il 13 gennaio 2018 e Modugno (BA) il 16 marzo 2018. - 15 febbraio 2019: i Carabinieri della Compagnia di Brindisi hanno effettuato un servizio al “alto impatto” finalizzato al controllo dei luoghi di aggregazione di soggetti islamici, per verificare il rispetto delle norme sia in materia di immigrazione clandestina e contrastare l’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché monitorare la minaccia terroristica. I militari, coadiuvati dalle unità antidroga del Nucleo Cinofili di Modugno (BA), hanno controllato un edificio ubicato lungo la via Provinciale per San Vito. Si tratta in sostanza di una struttura abitativa multifamiliare, costituita da 6 angusti appartamenti e alcuni box in cui erano stipati gli occupanti. Nell’ambito delle attività hanno tratto in arresto in flagranza di reato il reato di detenzione illegale di sostanza stupefacente il cittadino di origine nigeriana John Nosa 32enne, incensurato, irregolare sul territorio nazionale. L’arrestato nel corso della perquisizione domiciliare si è disfatto, gettandolo dalla finestra del bagno, di un pezzo di tubo in plastica al cui interno aveva occultato 40 grammi di marijuana, già suddivisa in dosi, che è stata immediatamente recuperata dagli operanti nel terreno attiguo alla struttura. In tale ambito è stata rinvenuta la somma contante di euro 120 in banconote di piccolo taglio, ritenuta provento dell’illecita attività di spaccio. Nel prosieguo delle attività operative è stata deferita in stato di libertà per lo stesso reato una cittadina nigeriana 39enne, incensurata, regolare sul territorio nazionale. Nel corso della perquisizione nell’angusto box in cui si era sistemata, è stata trovata in possesso di una busta in nylon occultata in una intercapedine del muro contenente complessivamente 25 grammi di marijuana, già suddivisa in dosi. Nelle adiacenze è stata rinvenuta la somma contante di euro 180 in banconote di piccolo taglio, ritenuta provento dell’illecita attività di spaccio. Nel corso delle operazioni è stato deferito in stato di libertà per il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale il 32enne arrestato, una cittadina nigeriana 29enne e deferiti in stato di libertà 4 cittadini ghanesi. Nel corso del servizio sono stati controllati complessivamente 50 soggetti extracomunitari e 18 tra ciclomotori, motocicli, autovetture e due furgoni tutti mezzi parcheggiati nello spiazzo antistante la struttura abitativa. Dagli accertamenti è emerso che i mezzi non sono provento di furto, ma sono risultati non in regola con la polizza assicurativa. La struttura, in pessime condizioni igienico-sanitarie, è stata segnalata al Servizio Igiene Salute Pubblica della locale Azienda Sanitaria, al fine di verificare la sussistenza delle normali condizioni igienico sanitarie e di pubblica incolumità. - 21 febbraio 2019: Nel corso della notte, i Carabinieri della Stazione di Ceglie Messapica (BR) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Mastro Mattia, 35enne del luogo, per il reato di incendio aggravato in concorso e danneggiamento seguito da incendio. Il provvedimento scaturisce dall’attività investigativa dei Carabinieri a seguito degli incendi di 5 autovetture verificatisi nella notte del 27 gennaio scorso tra le 4.00 e le 4.30. La tempestiva attività d’indagine effettuata dai Carabinieri che hanno esaminato le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti in zona e grazie alla conoscenza del territorio, nonché delle persone di interesse operativo della giurisdizione è stato possibile risalire a uno dei responsabili, Mastro Mattia, persona già gravata da censure penali per reati relativi allo spaccio di stupefacente. - 11 marzo 2019: svolta nell’indagine della “gambizzazione” avvenuta nel pomeriggio del 10 gennaio 2019 nei pressi del centro del paese da parte dei Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni (BR). Al termine di un’attività d’indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile unitamente al personale della Compagnia di Fasano (BR) e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Brindisi, sono state deferite in stato di libertà tre persone – tra cui la stessa vittima – per simulazione di reato, false dichiarazioni o attestazioni in atti dinanzi all’Autorità Giudiziaria e favoreggiamento personale, commessi in concorso tra loro. Nel corso delle attività, sono state rinvenute e sequestrate complessivamente 15 armi (4 fucili, 8 pistole e 3 katane) e 200 cartucce di diverso calibro non dichiarate. - 13 marzo 2019: i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di San Vito dei Normanni hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi, che ha accolto la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero presso la locale Procura della Repubblica, fondata sulle risultanze investigative rassegnate dall’Arma nei confronti di una guardia particolare giurata, dipendente dell’Istituto di Vigilanza I.V.R.I., ritenuta responsabile del reato continuato di peculato. La persona arrestata è Vincenti Francesco, classe 1958 di Brindisi, a cui è stato ascritto l’ammanco della somma di 2.115,00€. - 29 marzo 2019: i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Brindisi, al termine degli accertamenti, hanno deferito in stato di libertà per il reato di truffa un 30enne originario della Repubblica Popolare cinese. L’uomo, un operaio residente a Matera, negli uffici della Motorizzazione Civile durante l’esecuzione dei test per il conseguimento della patente di guida italiana, è stato sorpreso dal personale esaminatore intento a comunicare con l’esterno, grazie all’utilizzo di un auricolare, che è stato consegnato ai militari operanti. A riprova dell’efficacia del sistema utilizzato, all’esaminando è stato permesso di terminare la prova, infatti fino a quel momento aveva risposto correttamente a tutte le domande, invece dopo il sequestro dell’auricolare è stato rilevato che la totalità delle risposte fornite erano errate. L’auricolare è stato sottoposto a sequestro e l’uomo denunciato per truffa. - 30 marzo 2019: i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 31enne del luogo, per atti osceni in luogo pubblico. In particolare, i militari operanti su segnalazione di una privata cittadina effettuata sull’utenza 112, si sono prontamente recati nei pressi della scuola per l’infanzia “G. Rodari” di quella Via Carella dove hanno sorpreso un uomo che, parzialmente denudato, si stava masturbando nella sua autovettura, incurante del luogo abitualmente frequentato da minori e da persone in transito. I Carabinieri, in considerazione del luogo dell’intervento e l’elevata possibilità che l’uomo, oltre alla cittadina che ne ha segnalato il fatto lanciando l’allarme, potesse essere notato anche e soprattutto da minori, lo hanno subito fermato, riscontrando peraltro essere un soggetto già noto al personale operante per i suoi trascorsi giudiziari, nonché per i problemi di natura psichica più volte manifestati. L’azione criminosa è stata di fatto immediatamente interrotta e l’uomo arrestato. - 31 marzo 2019: i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana, al termine degli accertamenti, hanno deferito in stato di libertà una 32enne di origine nigeriana, per il reato di interruzione volontaria di gravidanza, entro dodici settimane di gestazione, senza ricorrere a strutture socio-sanitarie, in violazione dell’art. 18 L. 194/78. La donna, colta da emorragia nella sua abitazione di San Vito dei Normanni, ha richiesto l’intervento del 118 fornendo al personale sanitario, intervenuto in soccorso, l’anno di nascita differente da quello reale nel tentativo di dissimulare la sua identità. Il personale del 118, a causa delle reticenze della donna, avendo intuito che la medesima stesse nascondendo le cause dell’emorragia in atto, ha richiesto l’intervento dei Carabinieri che prontamente intervenuti l’hanno identificata compiutamente. Gli accertamenti diagnostici effettuati dai sanitari dell’ospedale civile “Camberlingo” di Francavilla Fontana, hanno acclarato che la donna era incinta da 12 settimane e che si era provocata autonomamente l’interruzione della gravidanza attraverso l’assunzione di farmaci abortivi, acquisiti in modo fraudolento, senza voler indicare le modalità di approvvigionamento. - 4 aprile 2019: i Carabinieri della Stazione di Latiano hanno eseguito nei riguardi di un 42enne del luogo, un’ordinanza applicativa delle misure coercitive personali dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati abitualmente dalla parte offesa. Il 42enne è indagato per i reati di maltrattamenti in famiglia aggravati, poiché ha maltrattato l’anziano padre, sottoponendolo in modo reiterato e frequente ad atti di violenza fisica morale e psicologica e ad un regime di vita insostenibile, tale da cagionare allo stesso sofferenze e paure, nonché uno stato di disagio continuo ed incompatibile con normali condizioni di esistenza. - 12 aprile 2019: i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Francavilla Fontana, nel corso di un’operazione di Polizia Giudiziaria finalizzata alla prevenzione e repressione dello spaccio di stupefacente, hanno tratto in arresto Padula Cosimo 23enne del luogo. Il giovane è stato fermato in contrada Donna Laura di Francavilla Fontana a bordo di una Fiat Panda di colore bianco, nel mentre si accingeva ad aprire il cancello della sua azienda agricola; la perquisizione del veicolo ha sortito esito positivo in quanto all’interno di una scatola di cartone sono state rinvenute 5 buste di cui 3 termosaldate, 1 sottovuoto e la quinta chiusa all’estremità con dello scotch, per un peso complessivo di oltre 5 chilogrammi, tutte contenenti stupefacente del tipo marijuana. Le operazioni di perquisizione sono state successivamente estese all’interno dell’azienda agricola che ha una superficie di 7 ettari interamente recintata con la presenza di vari fabbricati. In uno dei locali adibito a cucina, in un frigorifero non allacciato alla corrente elettrica, sono stati rinvenuti una busta con 487 grammi di marijuana, nonché 44 panetti di hashish, per un peso complessivo di 4 kg e 300 grammi. Nell’ambito dell’attività di perquisizione è stata rinvenuta una macchina confezionatrice di plichi sottovuoto, 3 bilancini di precisione, un taglierino e due confezioni con all’interno 130 buste in cellophane per confezionare sottovuoto. Sempre nel locale cucina, all’interno della cappa di aspirazione dei fumi, è stata rinvenuta una pistola semiautomatica marca Bruni calibro 7,65, munita di serbatoio contenente 5 proiettili, con la matricola punzonata. Lo stupefacente e i materiali rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro. - 14 aprile 2019: i Carabinieri della Compagnia di Fasano coadiuvati dai militari del Nucleo Investigativo di Brindisi e da quelli del Nucleo Cinofili, nel corso di un servizio per il controllo del territorio, nella frazione balneare di Savelletri di Fasano, hanno effettuato varie perquisizioni per la ricerca di armi e stupefacenti. Nell’ambito dell’attività, grazie al sensibilissimo fiuto del cane Jarno, in un terreno abbandonato e pertanto in cattivo stato di manutenzione, confinante con le prime aree perquisite, nelle adiacenze di un arbusto, celato tra la vegetazione, è stato rinvenuto un sacco di plastica di colore nero del tipo usato per la spazzatura, contenente ben 11 panetti di hashish, alcuni perfettamente sigillati, del peso complessivo di 1,1 Kg riportanti ciascuno un codice alfanumerico. - 14 aprile 2019: i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni, nel corso di attività preventiva, hanno individuato nelle adiacenze del centro commerciale Auchan di Mesagne un uomo aggirarsi con fare sospetto tra i parcheggi con un borsone a tracolla. Lo stesso è stato identificato in Della Magna Vincenzo, 38enne di origini partenopee, con a carico censure di natura penale per reati predatori. Il 38enne è stato tempestivamente fermato e controllato e contestualmente sottoposto a perquisizione personale e della sua autovettura, e trovato in possesso di una pistola revolver a salve, priva di tappo rosso, con la canna modificata e smerigliata, nonché 15 dosi di sostanza stupefacente del tipo hashish, per complessivi 22 grammi, un bilancino di precisione e la somma contante di 880€, composta da 44 banconote da 20€ false, il tutto sottoposto a sequestro. Chiesta contezza in relazione alla sua presenza e al possesso dell’arma giocattolo priva di tappo rosso, delle banconote e dello stupefacente, non ha saputo fornire plausibili giustificazioni. Tratto in arresto, dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di monete false. - 3 maggio 2019: i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Brindisi hanno eseguito un “decreto di applicazione della misura di prevenzione della confisca dei beni”, emesso dall’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Brindisi. Il provvedimento colpisce beni riconducibili ai coniugi Schiena Vincenzo 41enne e Fornaro Francesca 38enne, entrambi nullafacenti di Carovigno. Si tratta tre polizze vita “Posta Futuro Special Plus”, per un valore complessivo di 71.000,00€. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Penale del Tribunale di Brindisi, su richiesta di quella Procura della Repubblica, che ha concordato con le risultanze investigative rassegnate dall’Arma nell’ambito di mirata attività di indagine patrimoniale. Lo stesso ha dimostrato come gli investimenti finanziari effettuati dalla Fornaro si presentano non in linea con i redditi dichiarati dal nucleo familiare nelle corrispondenti annualità ai fini dell’imposizione fiscale, in quanto provento di reati contro il patrimonio commessi dal marito. Schiena Vincenzo, tra l’altro sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, è attualmente sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari colpito da ordinanza di custodia cautelare, per aver costituito una associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di assalti a sportelli automatici, commessi tra la Puglia e le Marche, in danno di svariati istituti di credito, uffici postali ed esercizi commerciali (tra cui, gioiellerie ed impianti di distribuzione di carburanti). - 7 maggio 2019: i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni (BR) e della Stazione di Mesagne (BR) hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi, che ha accolto la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero presso la locale Procura della Repubblica fondata sulle risultanze investigative rassegnate dai Carabinieri della Stazione di Mesagne nei confronti di Pier Luigi Rollo 29enne, ritenuto responsabile di concorso in tentata estorsione. Oltre all’uomo, sono stati arrestati su ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal GIP presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce, due fratelli residenti nel capoluogo salentino, che sono stati ristretti presso l’Istituto Penitenziario Minorile di Bari. I reati contestati sono il sequestro di persona, le minacce, la detenzione al fine di spaccio di stupefacente, la tentata estorsione. I due minori in concorso con il Rollo illecitamente hanno detenuto al fine di spaccio, imprecisati quantitativi di stupefacente del tipo marijuana, della quale hanno ceduto complessivamente in più circostanze nel gennaio 2018, 25 grammi al 48enne residente a Mesagne, dietro corrispettivo della somma di 250,00€, versata dall’assuntore con due rate rispettivamente di 125€ nel mese marzo, e di 155,00€ nel mese di aprile 2018, somma comprensiva di 30€ di interessi. In sostanza, i tre indagati, mediante minacce perpetrate anche attraverso più telefonate con i rispettivi cellulari, seguite da messaggi, pretendevano sostanzialmente dall’assuntore un ulteriore pagamento dello stupefacente ceduto nel 2018 e già pagato con gli interessi, minacciandolo che gli avrebbero sparato con una pistola calibro 9, nonché sequestrato un suo amico (evento che effettivamente hanno compiuto), al quale – se non avesse pagato – avrebbero tagliato un orecchio o un dito per recapitarglielo via posta. Infatti lo hanno privato della libertà personale per un certo tempo e trattenuto contro la sua volontà, minacciando di percuoterlo e di tagliargli un orecchio o un dito se la parte offesa non avesse consegnato loro la somma di 250,00€. Nel contesto è importante anche il ruolo ricoperto dal 29enne Rollo, il quale con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, ha in più occasioni minacciato la parte offesa sia mediante telefonate, che mediante messaggi intimidatori inviati attraverso WhatsApp. Nel corso dell’esecuzione dell’ordinanza, nell’abitazione dei minori, a seguito di perquisizione, sono stati rinvenuti 41 grammi di stupefacente, del tipo marijuana, nonché materiale per il confezionamento delle dosi e un bilancino di precisione, il tutto sottoposto a sequestro. Espletate le formalità di rito, i due minorenni sono stati associati nell’Istituto Penitenziario Minorile di Bari. Il provvedimento cautelare a carico di Pier Luigi Rollo è stato notificato nella Casa Circondariale di Lecce dove sta espiando dal 12 aprile scorso un cumulo pene di 10 anni di reclusione per reati contro la persona, il patrimonio, stupefacenti ed armi. - 8 maggio 2019: i Carabinieri della Compagnia di Fasano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi, che ha accolto la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero presso la locale Procura della Repubblica, fondata sulle risultanze investigative rassegnate dai Carabinieri della Sezione Operativa nei confronti di Ancona Luciano 61enne, e del fratello Ancona Cosimo 50enne. La vicenda è strettamente correlata alla gara d’appalto, effettuata il 24 gennaio 2019, indetta per le pulizie nel Comune di Fasano, in cui è risultata aggiudicataria una nuova ditta, rispetto a quella del quinquennio precedente. Il nuovo contratto, in ragione del taglio previsto rispetto al pregresso appalto, ha prodotto una decurtazione del 30% delle ore di lavoro. I due uomini sono stati arrestati per tentata estorsione, poiché volevano ottenere l’assunzione delle rispettive mogli in seno alla nuova società di pulizia, senza che a loro fosse praticata alcuna decurtazione sia di orario che di stipendio. Al fine di conseguire il loro obiettivo, hanno compiuto atti finalizzati a costringere il referente aziendale ad assumere le due donne a diverse condizioni da quelle proposte dall’azienda. La violenza e le minacce sono consistite nel presentarsi alla stipula del nuovo contratto unitamente alle mogli, comunicando che le stesse non lo avrebbero firmato, nonché rappresentando al referente aziendale con tono e modi minacciosi di voler dialogare direttamente con il titolare. In sostanza, i due pretendevano di imporre che il contratto fosse stipulato negli stessi termini del precedente. Nella circostanza Ancona Luciano nel rivolgersi al referente aziendale ha riferito di farsi latore con il titolare di tutta una serie di minacce molto gravi del tipo “…digli a…che vengo fino a Caserta a prenderlo e gli faccio male…”. Ancona Cosimo, in maniera spavalda, con atteggiamento contrariato, ha mostrato al suo antagonista, per intimidirlo, una pistola di piccole dimensioni, tenuta nella tasca del giubbotto. In sostanza, i fratelli Ancona molto conosciuti nell’area fasanese per via di pregresse vicissitudini di alcuni membri della loro famiglia, hanno attuato condotte connotate da intimidazione, minaccia e violenza, integrando i reati contestati. - 16 maggio 2019: i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni e della Stazione di Latiano, coadiuvati dai militari del Nucleo Cinofili Carabinieri di Modugno (BA), hanno operato una perquisizione nella storica dimora del clan mafioso torrese della famiglia “Bruno”, la masseria Canali di contrada “Canali” di Torre Santa Susanna. L’importante dimora quartier generale e simbolo del potere e degli affari della famiglia “Bruno”, luogo all’interno del quale la consorteria ha adottato importanti decisioni operative riguardanti le dinamiche criminali della Sacra Corona Unita nella provincia di Brindisi, è stata sottoposta a perquisizione. Presenti alle operazioni gli stretti congiunti dei fratelli Bruno, Andrea e Ciro, entrambi detenuti il primo per il 416 bis e per traffico di stupefacenti e il secondo per associazione per delinquere e omicidio. In libertà il fratello maggiore Bruno Giuseppe, presente alle attività di perquisizione. Quest’ultimo è stato subito allertato dal figlio, appena il giovane ha notato giungere i militari nella masseria. In quel frangente, ha avvertito telefonicamente e a gesti gli altri congiunti della scomoda presenza dei Carabinieri. È stato pertanto in quel lasso temporale che Bruno Giuseppe, uscito da una stalla con uno scatolone tra le mani, ha tentato velocemente di raggiungere una cisterna nel retro dei fabbricati della masseria con l’intento di occultarlo. Prontamente bloccato dai Carabinieri, nello scatolone che teneva stretto tra le mani, è stato rinvenuto un tesoro, 350.000,00€ in contanti, formato da tre mazzette sfuse in tagli da 20, 50 e 100 €, nonché 7 buste confezionate sottovuoto con all’interno banconote da 50,00€. In relazione all’ingente rinvenimento di denaro, che è stato sottoposto a sequestro, Bruno Giuseppe e gli altri congiunti presenti non hanno fornito alcuna plausibile motivazione ovvero documentazione probatoria. Nel corso delle operazioni, in un locale attiguo al luogo dal quale Bruno Giuseppe ha tentato di fuggire per occultare il denaro, è stata rinvenuta sia la macchina che il materiale per il confezionamento sottovuoto. Nell’ambito della perquisizione domiciliare, nell’abitazione dell’intestataria della masseria, moglie di uno dei fratelli Bruno detenuti, sono stati rinvenuti 7 vasi in ceramica di interesse archeologico, sottoposti a sequestro per gli ulteriori approfondimenti da parte dei militari dell’Arma della Tutela del Patrimonio Culturale. Sono in corso accertamenti finalizzati a stabilire la provenienza dell’ingente somma di denaro. - 17 maggio 2019: sotto adeguata scorta, dalla Compagnia Carabinieri di San Vito dei Normanni, è partita la somma contante di 350.000,00 € sequestrata nella giornata di ieri nella masseria Canali in contrada Canali di Torre Santa Susanna; il denaro è stato trasferito all’ufficio centrale delle poste di Brindisi. Le attività di trasferimento sono state precedute dal monitoraggio preventivo e dalla bonifica dell’itinerario e dei luoghi. A scortare il prezioso carico anche i Carabinieri in assetto delle A.P.I. (Aliquote di pronto Impiego) della Compagnia di Brindisi. Tutta l’attività è stata coordinata dalla Centrale Operativa del Comando Provinciale Carabinieri. La somma, giunta nell’ufficio postale di Brindisi alla presenza della direttrice, è stata conteggiata, verificata l’autenticità e sigillata. Nel pomeriggio il denaro è stato trasferito con analogo dispositivo del Comando Provinciale di Brindisi, in altra località fuori provincia. - 24 maggio 2019: i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Fasano hanno tratto in arresto su ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi su richiesta della locale Procura della Repubblica, che ha concordato con le risultanze degli investigatori, due fasanesi. Si tratta di Spano Domenico classe 1975 e Saponaro Francesco classe 1978. Lo Spano è indagato per tentato omicidio aggravato, perché ha esploso all’indirizzo del Saponaro, un colpo di arma da fuoco ad altezza del torace. Il proiettile tuttavia, ha raggiunto il braccio destro della vittima, che stava fuggendo, nella parte omero distale. Il ferimento, ha determinato nella parte offesa lesioni personali e una serie di fratture, tra cui quella dell’estremità distale dell’omero. Il presunto autore è anche indagato per aver portato in luogo pubblico l’arma successivamente utilizzata nel tentativo di omicidio, una pistola che non è stata rinvenuta. Il presunto movente del grave reato è da ricercare nel tentativo dell’esecutore di ottenere dalla vittima il pagamento di una somma di denaro, ammontante ad alcune migliaia di euro, della quale era creditore per avergli fornito in precedenza circa mezzo chilogrammo di cocaina. Lo stupefacente è stato venduto in più circostanze anche a credito, ed era presumibilmente destinato ad uso non esclusivamente personale da parte della vittima che, oltre per gli acquisti di stupefacente, è anche indagata per favoreggiamento personale. Tale ulteriore imputazione è dovuta al fatto che il Saponaro, interrogato dagli inquirenti, ha mentito sul luogo e sulle circostanze del ferimento, non rivelando, tra l’altro, l’identità dell’ autore del tentato omicidio in suo danno. Così facendo ha in ultima analisi eluso le investigazioni a carico del suo feritore consentendo a quest’ultimo di sottrarsi alle ricerche attivate dai Carabinieri. Il ferimento del Saponaro risale alla tarda serata del 14 marzo scorso, quando, lo stesso, dopo essere stato attinto da un colpo di arma da fuoco al braccio destro è stato accompagnato da un congiunto al pronto soccorso di Fasano e successivamente trasferito all’ospedale di Brindisi. Dalle versioni rese in Ospedale dalla vittima e da quelle fornite dal congiunto accompagnatore in caserma, sono subito emerse divergenze, frutto di una presunta concertazione tenutasi verosimilmente nel corso del trasporto del ferito al posto di primo intervento fasanese. Le dichiarazioni di entrambi, si contraddicono in relazione al luogo dell’evento e alle dinamiche dello stesso. L’accompagnatore, congiunto 42enne della vittima, è pertanto indagato per favoreggiamento personale continuato perché nel rendere ulteriori dichiarazioni ai Carabinieri di Fasano non ha rivelato l’identità, a lui nota, dell’autore del reato a cui ha personalmente assistito. A suo carico il GIP ha applicato la misura coercitiva personale dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. 

Torna in alto