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Mesagne. La commissaria Cicoria scopre altri crediti non riscossi In evidenza

cicoria erminiaIncredibile ma vero. Il Comune di Mesagne è creditore

di somme importanti per immobili concessi in comodato gratuito di cui, però, non riesce ad incassare le utenze, come gas e i servizi idrico-fognante. Inoltre, è creditore anche dei fitti di alcuni locali di piazza di Commestibili. Elusioni ed evasioni “scoperte”, è il caso di dire, dal commissario prefettizio, Pasqua Erminia Cicoria, che li sta facendo emergere. Costi non pagati dai relativi conduttori di immobili che ricadono sul resto della popolazione. In alcuni casi i crediti risalgono addirittura al 2009. Possibile che negli ultimi nove anni nessuno si è accorto di queste “sofferenze” al fine di intervenire per riscuotere il dovuto? C’è il caso, ad esempio, di una scuola materna il cui immobile è stato concesso in comodato gratuito di cui, però, fin dal 2009 non sono stati pagate, e di conseguenza riscosse, le utenze del gas e idriche per un importo che supera le 35 mila euro. Naturalmente senza interessi. Insolvenze e sofferenze che la commissaria Cicoria sta cercando di colmare emettendo delle ordinanze di pagamento. Così, a Mesagne si va facendo strada un movimento di pensiero che gradirebbe un periodo di commissariamento ben più lungo al fine di mettere in ordine i conti. In questo modo si attuerebbe il vecchio adagio di chi “si paga meno di tasse se pagano tutti”. Dunque, continuano ad arrivare nelle residenze dei debitori del Comune le ordinanze di pagamento. Come quella ricevuta da una cooperativa che ha in gestione la struttura dell’ex scuola materna del rione Papa Sisto in cui è presente un “Centro educativo per l’infanzia e le famiglie” attraverso il quale sono garantiti il servizio di asilo nido, scuola materna, supporto alla genitorialità, babysitteraggio; il contratto sottoscritto con il Comune prevede, al punto 5, che sono a carico del concessionario, tra le altre, le spese relative alla utenze dei locali e spazi concessi. Il debito verso il Comune ammonta a 35.661,51 euro, di cui euro 12.032,05 per fornitura idrica e fognaria ed euro 23.634,46 per fornitura di gas naturale. All’interno della struttura c’è anche un’associazione che utilizza un locale e che dovrà versare la sua quota di debito, nella misura del 40% dei costi. La cooperativa ha siglato un accordo con il Comune che prevede il rimborso del debito in 24 rate mensili dell’importo di euro 1.092,20. Poi c’è il caso di due strutture di piazza dei Commestibili concessi in uso per sei anni e di cui non è stato mai pagato il relativo canone di fitto. Due locali commerciali di cui l’ente non ha riscosso i fitti degli ultimi 10 mesi per un importo complessivo di 3 mila euro. Su questi immobili il Comune non ha richiesto nessuna polizza fidejussoria a garanzia del pagamento. Pertanto in mancanza dell’integrale pagamento l’ingiunzione fiscale costituisce, ai sensi di legge, titolo esecutivo e precetto, e pertanto si procederà all'esecuzione forzata. Ed ancora il Comune è debitore di un anno di fitto di una struttura presente nella villetta degli Innamorati per un importo complessivo di 4.464 euro. Su questo immobile, il cui contratto scade a giugno, c’è una polizza fidejussoria che il Comune può incassare a saldo del proprio credito. I gestori hanno fatto sapere di non aver pagato il canone di fitto poiché hanno sostenuto spese che vanno al di sopra del credito e hanno chiesto al Comune la compensazione. Il termine entro cui dovranno essere pagate queste somme è il prossimo 28 aprile.

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