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Mesagne. Domenica le primarie del centrodestra In evidenza

urna elettoralePer la prima volta nella sua storia politica locale

la coalizione di centrodestra di Mesagne deve fare ricorso al metodo delle primarie per scegliere il proprio candidato sindaco. La sfida tra Carmine Dimastrodonato e Walter Zezza si svolgerà domenica 24 marzo dalle ore 8 alle ore 22. Il seggio elettorale sarà collocato nella “Sala di vetro” del parco “Potì”. Alle urne saranno chiamati sia i simpatizzanti di centrodestra sia coloro che fanno parte dei partiti che la compongono. Al momento sono sette le sigle: Forza Italia, Lega, Direzione Italia, Fratelli d’Italia, Movimento nazionale per la sovranità, Idea e Mesagne democratica. Ognuno di questi partiti esprimerà una propria lista, cui dovrebbe aggiungersi un’ottava sigla che farà riferimento al candidato sindaco prescelto. Le prossime consultazioni del 26 maggio sono riuscite a riformare un centrodestra che in questi anni di legislatura Molfetta è stato piuttosto assente sia in Consiglio comunale, con la sola presenza di Carmine Dimastrodonato, sia sui grandi temi che si sono dibattuti in città. La débâcle si era verificata nella scorsa consultazione elettorale quando per il centrodestra scese in campo, come candidato sindaco, Sabrina Didonfrancesco appoggiata da Forza Italia e Noi con Salvini. Ottenne 867 voti, il 5,44%, non sufficienti a far scattare un consigliere. Andò meglio all’altra lista di centrodestra, Emilio Guarini sindaco, che fu appoggiata da Civico 26, Progettiamo Mesagne, Fratelli d’Italia, Movimento politico Schittulli e Mesagne per Guarini sindaco. La coalizione ottenne 2.519 voti, il 15,80%, riuscendo a far sedere in Consiglio il candidato sindaco, Emilio Guarini. Tuttavia, dopo il successo della legislatura Incalza il centrodestra non era riuscito a consolidare l’elettorato. Le divisioni interne, prima, e la perdita del suo leader, il sindaco incalza, poi, avevano contribuito a far naufragare un’alleanza nata all’insegna del cambiamento. Così, nel 2015 l’elettorato aveva punito il centrodestra giunto diviso alla competizione elettorale. E siamo giunti al 2019 quando sull’onda della sfiducia del sindaco Molfetta, con la chiusura anticipata di un anno della legislatura, il centrodestra ha ritrovato l’interesse a ricompattarsi e provare a correre per “riprendersi” Palazzo dei Celestini caduto nelle mani del centrosinistra, prima col sindaco Franco Scoditti e poi con Pompeo Molfetta. “Il cambiamento non può essere interpretato dai soliti noti, le nostre idee non possono camminare sulle gambe di vecchi politici, di chi ha già avuto, in un passato più o meno recente, la possibilità di sterzare senza, tuttavia, farlo”, ha chiosato Walter Zezza che durante gli incontri di coalizione ha notato “molto interesse, confronto e condivisione da parte di tutti i partecipanti a tenere unita la coalizione di centrodestra”.  

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