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Congelato passaggio gestione acqua irrigua da Consorzi di Bonifica ad AQP

2018-12-04 170732E’ quanto deciso dalla riunione dei capigruppo, nella seduta che ha preceduto il Consiglio regionale della Puglia, nel corso della quale sono state ascoltate le delegazioni di Coldiretti Puglia e dell’Associazione Nazionale delle Bonifiche, alla presenza dei Presidenti della Giunta regionale Michele Emiliano, del Consiglio, Mario Loizzo e dell’Assessore all’Agricoltura regionale, Leonardo Di Gioia.

“Il Presidente Emiliano ha addirittura sollevato dubbi di legittimità costituzionale nell’affidamento del servizio irriguo dai Consorzi di Bonifica ad AQP”, ha spiegato il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, a capo della delegazione degli agricoltori che sin dalla prima mattinata sono arrivati a Bari, provenienti da tutte le province pugliesi per presidiare la seduta del Consiglio regionale pugliese e scongiurare l’affidamento della gestione dell’acqua irrigua ad AQP. Tanti gli striscioni e i cartelli portati al presidio ‘Giù le mani di AQP da acqua irrigua’, ‘Fuori AQP da cabina di regia acqua’, ‘Agricoltori cittadini pugliesi di serie B’, ‘NO al caos pilotato su Consorzi di Bonifica’, ‘Politica gattopardesca’, ‘I debiti dei consorzi di bonifica commissariati non li abbiamo fatti noi’, ‘20 anni di commissariamento NO ai Ponzio Pilato’.

“In sintesi data la complessità del tema e le notizie strumentali e poco rispondenti alla verità che sono circolate nelle ultime settimane – ha aggiunto il Presidente Muraglia – i capigruppo hanno deciso di rinviare la discussione della proposta di modifica della norma sui Consorzi di Bonifica commissariati, perché necessari ulteriori approfondimenti. L’abbiamo definito ‘caos pilotato’ perché si sta creando apposta confusione tra acqua e opere di bonifica. E’ scorretto illudere i cittadini pugliesi, affermando che con il passaggio della gestione dell’acqua dai Consorzi di Bonifica all’AQP non pagheranno più, perché i debiti dei 4 Consorzi causati da quasi 20 anni di commissariamento non spariranno per incanto e dovranno essere pagati. In realtà, considerato che gli agricoltori, i cittadini pugliesi che l’acqua la pagano regolarmente e già profumatamente, avranno l’aggravio del 10% di IVA in più sulle bollette, come già avviene per chi si approvvigiona dai pozzi attraverso l’ARIF. Gli stessi agricoltori/cittadini pugliesi sono, tra l’altro, chiamati a pagare gli oneri di contribuenza per le opere di manutenzione ordinaria, di cui beneficiano gratis gli urbani, senza che le opere siano realmente effettuate”.

Il debito non è stato creato dagli agricoltori – precisa Coldiretti Puglia - piuttosto dal lungo commissariamento dei 4 Consorzi Arneo, Ugento Li Foggi, Stornara e Tara e Terre d'Apulia che si stanno fondendo nel Consorzio di Bonifica del Centro – Sud che, in grave crisi economico-finanziaria, non sono stati più in grado di garantire la vitale attività di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio.

“Per regolarizzare i debiti pregressi dei singoli Consorzi in fase di fusione e soppressione, l’intervento finanziario della Regione appare indispensabile, atteso che infrastrutture e impianti non sono di proprietà dei Consorzi, e non possono in alcun modo ricadere sui consorziati, che non hanno contribuito alla gestione negli ultimi 20 anni, oneri creati da gestioni commissariali e quindi da amministratori nominati dalla Regione, che avrebbero dovuto operare nel rispetto di indirizzi regionali”, ha precisato il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti.

Inoltre, per quanto riguarda le cosiddette anticipazioni, va sottolineato che la Regione, con legge 4/2003, impose ai Consorzi la sospensione dell’emissione dei ruoli di contribuenza disponendo, al contempo, che alla relativa copertura avrebbe provveduto la Regione stessa destinando le relative risorse in sede di bilancio.

“Chiediamo che alle promesse seguano i fatti, così come più volte anticipato dal Presidente Emiliano e dall’Assessore all’Agricoltura Di Gioia, affinché venga riconsegnata l’attività delcostituendo Consorzio di Bonifica del Centro – Sud all’autogoverno del mondo agricolo– ha concluso il Direttore Corsetti - stanziando risorse per fronteggiare la debitoria pregressa per 5 anni, coprendo le spese di personale che andrà riorganizzato e meglio qualificato e riavviando così le manutenzioni. Auspicando che il più volte rievocato Patto per il Sud sia effettivamente utile allo scopo, chiediamo che quanto annunciato, non da ultimo anche al convegno alla Fiera del Levante dall’Assessore Di Gioia, si concretizzi e che dei 50 milioni del Patto per la Puglia, vadano al Consorzio di Bonifica del Centro – Sud 14 milioni per  opere di manutenzione ordinaria e straordinaria”.

Il Direttore dell’Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue, Massimo Gargano, ha tenuto a precisare che “non è percorribile la soluzione proposta di ripartire le competenze della bonifica integrale tra istituzioni diverse quale il Consorzio di bonifica e l’AQP, separando la bonifica idraulica ossia la regolazione delle acque che verrebbe affidata al Consorzio, dalla gestione e utilizzazione delle stesse risorse idriche che verrebbe affidata all’AQP. Si ricorda che sul territorio spesso i canali assolvono, sia pure in tempi diversi, la duplice funzione di scolo e di adduzione a fini irrigui. L’integralità rappresenta una felice intuizione del legislatore del 1933, che viene costantemente riconosciuta come indispensabile e riproposta in tutte le regioni nelle leggi per il settore della bonifica”. Per Gargano si sono consolidate nel tempo “nuove ed inevitabili esigenze di manutenzioni ordinarie e straordinarie delle opere pubbliche di bonifica  che non possono e non debbono essere scaricate sugli utenti, i quali hanno, loro malgrado, subito nell’ultimo decennio innumerevoli danni per mancata manutenzione e oggi non possono soggiacere agli effetti di percorsi legislativi impraticabili e deleteri”.

Ultima modifica ilMartedì, 04 Dicembre 2018 17:10
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