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Mesagne. Bisogna professionalizzare le piccole imprese o sono fuori

zona pip“Sono penalizzate le piccole e medie imprese di Mesagne

a causa della nuova legislazione entrata in vigore lo scorso 18 ottobre”. Ad affermarlo è l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Mesagne, Roberto D’Ancona, che ha spezzato una lancia a favore delle tante imprese locali che non riescono più a farsi affidare i lavori a causa della mancanza dei nuovi requisiti entrati in vigore con le piattaforme Mepa e Sua. Centinaia di migliaia di euro in lavori che il Comune sta affidando a imprese che giungono non solo da fuori città ma addirittura da fuori regione. Per non parlare dei risvolti occupazionali. L’equazione è semplice: zero commesse meno posti di lavoro. “Negli ultimi anni l'Amministrazione Molfetta ha rimesso in moto la macchina delle manutenzioni e dei lavori pubblici affidando lavori sugli impianti tecnologici, infissi, rivestimenti, lastricati solari, strade, marciapiedi e tanto altro”, ha chiosato l’assessore D’Ancona che ha tenuto a sottolineare come “ingenti somme di denaro investite a beneficio delle strutture pubbliche e del patrimonio, nel suo complessivo, ma che vanno anche a beneficio delle aziende, più o meno piccole, che rappresentano una fetta considerevole del nostro tessuto economico”. Il progetto dell’Amministrazione Molfetta è di sostenere le aziende locali e mantenere stabile sia l’economia sia i livelli occupazionali. “Purtroppo – ha continuato D’Ancona - sempre più le amministrazioni sono costrette a rivolgersi all'esterno per chiedere collaborazioni essendo ormai necessario dismettere i servizi e i lavori gestiti direttamente dal Comune con personale proprio a causa dell’impossibilità di effettuare assunzioni di personale per coprire tutte le richieste”. Per D’Ancona il problema nasce perché le regole e le leggi che disciplinano il mondo dei lavori pubblici e dei rapporti lavorativi con le istituzioni in generale “sono diventate sempre più stringenti, vincolanti e richiedono uno sforzo organizzativo in più per le imprese. Nello specifico, dal 18 ottobre scorso, salvo casi specifici, le stazioni appaltanti possono procedere a selezionare aziende e ditte solo su specifiche piattaforme elettroniche come il Mepa e la Sua. Spariscono gli albi delle ditte e dei professionisti di fiducia e spariscono gli affidamenti fiduciari”. L’assessore ha, quindi, lanciato un’indicazione. “È importante – ha detto - che le associazioni di categoria, i consulenti del lavoro e i commercialisti, sostengano le nostre aziende a crescere e a mettersi al passo con i nuovi sistemi. In alternativa arriveranno aziende da fuori città strutturate, e pronte, che svolgeranno anche i minimi lavori di manutenzione facendo lievitare i costi di qualsiasi intervento, anche piccolo”. Se le aziende locali riusciranno ad adeguarsi alla nuova normativa “non solo potranno lavorare in città ma potranno prendere commesse anche da fuori esportando capacità e competenza professionale oltre che a creare nuovi posti di lavoro e risorse per il nostro territorio”, ha concluso l’assessore D’Ancona.  

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