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A rischio la raccolta dei rifiuti a Mesagne. La ditta vuole più soldi

ture omar con il dirigente francesca andriola e spazzatriceUn’inaspettata tegola è caduta sull’Amministrazione comunale di Mesagne.

L’azienda che ha in gestione il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani dal prossimo 31 ottobre non svolgerà più il servizio. La disdetta è già arrivata nell’ufficio Ambiente ed Ecologia ed ha spiazzato e preoccupato l’Amministrazione. Questo il tenore della nota epistolre inviata in Comune: “Voci di costo che sono balzate alla nostra attenzione riguardano appunto alcune commesse, in particolare modo quella di Mesagne, su cui stiamo cercando di intervenire soprattutto sul costo del personale e dei noleggi. Abbiamo provveduto a far partire la lettera di recesso perché il servizio termina il 31 ottobre 2018, poiché non riteniamo produttivo mantenere il rapporto con l’amministrazione di Mesagne. Abbiamo deciso di recedere dalla commessa e avremo possibilità di incontrare l’amministrazione comunale e vedere se ci possono essere migliorativi al servizio e poi decidere se accettare proroga eventuale servizio a Mesagne o no». In pratica per svolgere il servizio chiedono più soldi. Di diversa opinione l’assessore all’Ambiente, Omar Ture, che per lunedì ha convocato l’azienda cui chiederà una “proroga ponte di sei mesi per avere il tempo di trovare, attraverso l’Ambito, un altro gestore”. Inutile dire che in città le forze politiche di opposizione hanno fatto quadrato nel chiedere all’Amministrazione Molfettta sia la sicurezza della prosecuzione del servizio sia la garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali degli attuali operatori ecologici. “E’ il caso di richiedere un immediato approfondimento. Ciò, a maggior ragione, anche alla luce delle ulteriori precisazioni da parte degli amministratori della Avs che, richiedendo un incontro all'Amministrazione comunale, intenderebbero «verificare se ci possono essere migliorativi al servizio e poi decidere se accettare la proroga eventuale del servizio»”, ha tuonato Fernando Orsini del Pd. Scettico anche Antonio Calabrese, di Progettiamo Mesagne: “Se, come sembra, l’azienda Asv di Bitonto non ritiene più conveniente l’appalto e chiede un incontro con l’amministrazione, nonostante abbia già proceduto ad inviare lettera di recesso, è un modo per richiedere significativi aumenti dei costi dell’appalto? Se così fosse, a mio parere, la questione deve essere affrontata con immediatezza nelle competenti sedi istituzionali perché vi sia un’ampia condivisione e discussione”. Calabrese è piuttosto scocciato anche da quella che “appare l’ipotesi di una “minaccia” da parte dell’azienda”, ha detto -. La strada da seguire è quella dell’ordinanza contingibile e urgente che obbliga, come confermato da diverse sentenze sul tema, il gestore protempore, al fine di scongiurare inevitabili pericoli per la salute pubblica e per l’ambiente, ad accettare agli stessi patti e condizione la stessa proroga per il tempo necessario ad individuare un nuovo gestore del servizio”.  

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