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Il 40% dei mesagnesi non paga le tasse comunali In evidenza

consiglio comunale 26 settembre 2018 la giunta e sindaco molfettaChi si aspettava nel Consiglio comunale di Mesagne

consiglio comunale 26 settembre 2018 la maggioranzauna discussione politica sulla crisi interna alla maggioranza di governo è rimasto deluso. Il sindaco Pompeo Molfetta, infatti, ha risposto alle critiche sui potenziali debiti di bilancio solo in maniera tecnica. Non ha toccato minimamente l’aspetto politico. Da arguto amministratore non è voluto impantanarsi in una discussione che, al momento, poteva essere deleteria per il suo governo. Ha rimandato in altra data. Anche se ha ben sottolineato che vuole confrontarsi solo nelle sedi deputate. Cioè quelle istituzionali, che sia un incontro di maggioranza o nello stesso Consiglio comunale. C’è un altro incipit. I consiglieri del Partito democratico hanno detto chiaramente che loro non si faranno coinvolgere in questa crisi. Cioè non faranno da stampella a nessuno né si faranno trascinare in un atto di sfiducia verso Molfetta. Hanno lasciato ogni responsabilità alla maggioranza di governo. Così facendo i “dissidenti”, cioè coloro che vogliono chiudere l’esperienza politica con Molfetta, avranno vita dura poiché potrebbero non avere i numeri per mandare il sindaco a casa. In ogni modo mercoledì pomeriggio si è visto un Consiglio sereno e pacato nei toni. Il primo cittadino ha ricostruito l’excursus debitorio non sottacendo che il 40 per cento dei cittadini non pagano i tributi. Come dire più di un cittadino e mezzo non paga nulla. Pagano gli altri, anche per loro. I motivi? “I cittadini non pagano perché non hanno soldi – ha spiegato Mofetta -.consiglio comunale 26 settembre 2018 la minoranza Non pagano a noi né a Equitalia. Gli accertamenti sono puntuali mentre le riscossioni sono in affanno. Inoltre, dalle alienazioni dei beni immobili sta entrando poco”. Tuttavia, il sindaco ha anche chiarito che i debiti contestati dalla Corte dei Conti affondano le radici dal 2012 in poi. “In questi anni abbiamo onorato i debiti degli anni precedenti anche se devo ammettere che siamo deficitari sul piano della razionalizzazione dei costi della spesa corrente”, ha precisato Molfetta secondo cui per incidere seriamente sul debito bisognerebbe tagliare i servizi essenziali. “Questo non è possibile – ha ammesso – perché bisogna operare con un sistema di pace sociale”. Infine, Molfetta ha assicurato che in nessuna relazione della Corte dei conti si parla di default del Comune di Mesagne. Così, mentre Fernando Orsini, del Pd, ha chiarito che “noi non entreremo in questi balletti interni alla maggioranza”, Luigi Vizzino, dell’omonimo movimento di maggioranza, ha detto che “bisogna offrire i servizi in una situazione di finanza sostenibile. Altrimenti – ha chiarito – i debiti del bilancio ci poteranno verso una realtà contabile che comporterà lacrime e sangue per la città”. Infine, il consigliere Vito Lenoci, capogruppo del movimento Molfetta sindaco, ha sottolineato che “evidentemente la maggioranza in questi anni dormiva, mentre il sindaco presentava i dati di bilancio, e a un tratto si è svegliata. La critica è giusta ma va espressa e risolta all’interno dei gruppi di maggioranza”.  

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