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Mesagne. Il canale Capece pieno di erbacce che rallentano il deflusso delle acque pluviali

canale capece innesto al galinaNon si attenuano a Mesagne le polemiche che ruotano

quadri elettrici e altezza acquaintorno al nubifragio che l’ha colpita venerdì scorso dove in mezz’ora sono piovuti 32 millimetri di pioggia. Una quantità tale che ha mandato sott’acqua la città. Intanto, nelle ultime ore si è scoperto che l’innesto del canale di deflusso delle acque meteoriche, tra il Galina e il Capece, è intasato da una “foresta” arborea che non permette il regolare deflusso delle acque. Anzi fa da tappo e fa ritornare le acque indietro nella città. Lamentele anche da via Etna dove l’acqua piovana è finita negli scantinati causando danni ai manufatti e mezzi presenti, oltre che un rischio di folgorazione poiché ha coperto i quadri elettrici posti ad altezza di legge. Insomma, a distanza di oltre 48 ore dall’evento meteorico le polemiche sono tutt’altro che sopite. Così, se da una parte la rete di deflusso idrogeologico cittadina ha funzionato dall’altra ha mostrato le sue lacune in diverse zone della città. Intanto, continua la polemica tra gli assessorati ai Lavori pubblici ed Ecologia per la corretta pulizia delle griglie che va fatta prima e immediatamente dopo la pioggia per rendere nuovamente funzionante la rete di deflusso delle acque pluviali. Dunque, a Mesagne continua la protesta dei cittadini che hanno subito danni a seguito del nubifragio di venerdì scorso. In primis, quelli di via Etna che in tempi non sospetti, avevano avvisato il Comune della situazione strutturale in cui versa la loro strada ancora allo stato di stabilizzato e con una pendenza anomala. Puntualmente al primo acquazzone si sono allagati. “Avevamo lanciato l’allarme già qualche settimana fa e in Comune ci avevano detto che non ci sono fondi per asfaltarla. Eppure noi abbiamo versato i nostri euro per le opere di urbanizzazione. È lecito sapere che fine hanno fatto i nostri soldi?”, hanno chiesto coloro che hanno subito danni in questa strada. Poi c’è la vicenda della condotta di deflusso “Capece” intasata da alberi, erba e rifiuti. “In queste condizioni – hanno spiegato alcuni residenti della zona – l’acqua che arriva dalla città non riesce a defluire, ritorna indietro, rallenta i tempi di deflusso e, di conseguenza, di svuotamento della città. A cosa serve pulire le griglie se poi il canale è sempre sporco”. “Questa mattina effettuerò degli ulteriori sopralluoghi – ha promesso l’assessore ai Lavori pubblici, Roberto D’Ancona – per mappare tutte le criticità. Per ciò che riguarda il canale Capece chiederemo l’intervento immediato del Consorzio dell’Arneo, cui va la competenza della pulizia. Poi incontrerò i residenti di via Etna e di tante altre zone che hanno subito gli allagamenti”.  

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