Mesagne. Picchiato a sangue un ragazzino

Maggio 22, 2018 2990

commissariato polizia lug 2017Un ragazzino di Mesagne è stato malmenato da alcuni

coetanei poiché era intervenuto a difendere un suo amico obiettivo primario della baby gang. Il ragazzino è stato trasferito presso l’ospedale “Perrino” di Brindisi poiché ha riportato delle ferite. Non è in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i poliziotti di Mesagne che hanno avviato le indagini. I fatti sono venuto nel cuore del centro storico di Mesagne intorno alle ore 22. Secondo i primi accertamenti due ragazzini stavano percorrendo via Toma Campi, che da via Lucantonio Resta conduce in piazza Orsini del Balzo costeggiando la chiesa Matrice, quando una baby gang composta da una decina di loro coetanei li ha fermati. L’attenzione della gang si è rivolta verso una dei ragazzi verso il quale hanno iniziato a inveire e a strattonarlo. L’amico vedendo il coetaneo in difficoltà è intervenuto per cercare di calmare gli animi. Purtroppo ha ottenuto l’effetto contrario poiché i componenti della baby gang hanno iniziato a picchiarlo. Una gragnuola di pugni che ha messo al tappeto il ragazzino. La violenza, purtroppo, non si è fermata poiché è stato oggetto di calci e pugni che lo hanno lasciato esanime per terra. Ignari i motivi che hanno portato a questa spedizione punitiva. Qualcuno deve aver sentito qualcosa e avvisato la polizia che è giunta sul posto. Degli assalitori, però, non c’era più traccia. La vittima che perdeva sangue dalla testa è stato trasferito con il 118 presso l’ospedale di Brindisi dove è stato medicato, sottoposto ad accertamenti e dimesso. Sulla vicenda indaga la polizia. Innanzitutto, gli investigatori stanno controllando i filmati delle telecamere presenti in zona. Anche se nel luogo dove è avvenuta l’aggressione non vene sono. Poi sono al vaglio le dichiarazioni di alcuni testimoni. Se le tessere del mosaico di questa aggressione dovessero andare al loro posto gli investigatori potrebbero individuare l’intera baby gang nel giro di qualche giorno. Nei loro archivi hanno già delle identificazioni fatte nei mesi scorsi perciò si tratta di comparare e trarre delle conclusioni avallate, naturalmente, da prove. Intanto la città si interroga su ciò che sta accadendo ai suoi giovani. Sembra che questi adolescenti, questi ragazzi, hanno perso i valori fondanti del vivere civico. Usano la violenza per risolvere le loro faccende. A questo punto le agenzie educative presenti sul territorio, dalla scuola alla chiesa, al Comune e, soprattutto, alle famiglie si dovranno necessariamente interrogare su ciò che sta accadendo a questi ragazzi e devono provare a camminare insieme. Prima che non sia troppo tardi.