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Mesagne. La ludopatia? Dati non attendibili secondo il Sapar In evidenza

slot machineA Mesagne l'attenzione sulla ludopatia è piuttosto alta.

Lo dimostrano i tanti interventi sull'argomento che vivacizzano il dibattito pubblico che ha come obiettivo quello di fare piena luce sul "Pianeta del gioco legale". A intervenire, questa volta, è Domenico Distante, vice presidente vicario nazionale e presidente della delegazione Puglia dell'Associazione nazionale servizi apparecchi per pubbliche attrazioni ricreative, che ha contestato i dati diffusi dalla piattaforma editoriale Gedi del Gruppo Espresso e riconosce solo quelli diffusi dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato. «La spesa pro capite della città di Mesagne è ben lontana da quella reale e di fatto, come dimostrabile, molto più contenuta», ha esordito il presidente Distante. E per dare certezza alle sue affermazioni ha snocciolato i dati forniti dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. «La spesa effettiva per quanto riguarda le macchine da gioco a Mesagne - ha detto - ammonta nel 2016 a 4 milioni 566 mila 226 euro con una spesa pro capite, su 26.985 abitanti, pari a 169,21 euro annui, ossia 46 centesimi al giorno. Il tutto a fronte di una spesa totale di 10 milioni 87 mila 996 euro che comprende giochi numerici, giochi a base ippica, giochi a base sportiva, lotterie, lotto e scommesse virtuali». Quindi per Distante «non vi è alcun aumento delle macchine da gioco e l’incremento della spesa non può in alcun modo essere attribuito esclusivamente al settore delle slot. Tra dicembre dello scorso anno e il 30 aprile prossimo in Puglia sarà portata a termine la riduzione di 10mila slot, con un abbattimento del 34 per cento previsto su tutto il territorio nazionale, quale provvedimento previsto nell’ambito della legge di stabilità». Piuttosto, il presidente è preoccupato «dall’avvento delle nuove tecnologie e dall’accesso incontrollato e incontrollabile da qualunque luogo alle piattaforme online, legali e illegali, attraverso qualsiasi smartphone o tablet e a qualsiasi età attraverso banali sistemi elusivi di accesso». Infine, il presidente ha tenuto a precisare che «i bollini o le vetrofanie “no slot” oltre a minacciare un settore imprenditoriale che conta oltre 300 mila lavoratori e che contribuisce al gettito fiscale, non può che produrre disoccupazione da una parte, diffusione della illegalità dall’altra attraverso la diffusione di apparecchiature non autorizzate e non controllate dallo Stato». Fin qui le precisazioni del presidente Distante. Dall'altra parte ci sono le preoccupazioni di chi ogni giorno lavora nel sociale e constata i drammi e i danni del gioco, appunto la ludopatia, nelle famiglie. E' il caso del Comune di Mesagne che in uno degli ultimi Consigli comunali ha approvato un ordine del giorno nel quale si legge: «Un fenomeno che altera i presupposti morali e sociali dei mesagnesi sostituendo con l’azzardo i valori fondati sul lavoro, sulla fatica e sui talenti, mettendo a rischio la serenità, i legami e la sicurezza di tante famiglie e delle nostre comunità». Poi c'è don Pietro Depunzio, parroco e vicario della Caritas, che ha aperto uno sportello per l'ascolto dei ludopatici. «È un dramma che corrode la vita e gli affetti delle persone», ha spiegato don Pietro. Infine, c'è l'Azione cattolica della Santissima Annunziata che da anni sta conducendo una battaglia contro la ludopatia. «Pur non volendo cadere nel proibizionismo, che di solito alimenta il mercato nero e illegale, si tratta di portare in questo mondo un minimo di civiltà e buon senso», hanno spiegato dall'Azione cattolica.  

Ultima modifica ilMercoledì, 25 Aprile 2018 09:16
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