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Aggredito albanese nel C.P.R. di Restinco

squadra mobile polizia logoNella prima serata del 28.02.2018, un 39enne di nazionalità albanese, trattenuto presso il C.P.R. di Restinco, veniva brutalmente aggredito da altri stranieri trattenuti anch’essi in quel centro. Le condizioni dell’albanese, immediatamente soccorso e trasportato in ospedale, apparivano inizialmente critiche per poi stabilizzarsi e, quindi, essere ritenute di non particolare gravità dai sanitari.

A seguito della menzionata aggressione, personale della locale Squadra Mobile si attivava per operare i necessari approfondimenti investigativi – finalizzati ad individuare i responsabili della gravissima azione delittuosa – che permettevano di cristallizzare un univoco e convergente quadro indiziario nei confronti di 7 stranieri trattenuti nel C.P.R. dei quali 4 tunisini, 2 algerini e un marocchino.

Condividendo il quadro indiziario raccolto e ritendo oltremodo grave l’azione delittuosa commessa, la Procura della Repubblica di Brindisi – tempestivamente interessata dalla Squadra Mobile – nella persona del P.M. titolare del relativo procedimento penale, emetteva un decreto di fermo di indiziato di delitto, a carico dei 7 trattenuti di seguito elencati:

1. ZEMOULI ABDELKARIM, algerino classe 1983;
2. ARAR HOUSSEM, algerino classe 1993;
3. HICHEM ZORGATI, tunisino classe 1999;
4. ZOAIR HAMDI, tunisino classe 1994.
5. JOUINI SABRI, tunisino classe 1990.
6. JOULLAL ISHAM, marocchino classe 1976;
7. MEJDOUB KAIS, tunisino classe 1986.

Nel pomeriggio di ieri 03.03.2018, all’interno del C.P.R./C.A.R.A. di Restinco, dando esecuzione al menzionato provvedimento cautelare emesso dall’A.G. inquirente, personale della locale Squadra Mobile sottoponeva a fermo di indiziato di delitto gli stranieri interessati e, dopo la redazione dei necessari atti, li associava presso la Casa Circondariale di Brindisi a disposizione della locale Procura della Repubblica.

Nel provvedimento di fermo emesso dall’Autorità Giudiziaria, il reato contestato ai 7 aggressori dell’albanese – attesa la gravissima azione delittuosa posta in essere, connotata dall’essere diretta in modo non equivoco a cagionare la morte o comunque un danno grave alla persona dell’aggredito – è quello di concorso in tentato omicidio, aggravato dalla premeditazione del crimine, dall’aver agito con crudeltà verso le persone e dall’aver commesso il fatto quando illegalmente presenti sul territorio nazionale. La vittima è stata colpita in più parti del corpo con calci e diversi corpi contundenti alcuni dei quali costituiti calzini contenenti saponette solide.

Ultima modifica ilDomenica, 04 Marzo 2018 16:51
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