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Il Comune di Mesagne vende il convento dei Domenicani a 400 mila euro In evidenza

convento dei domenicaniDomani a Mesagne si riunisce il Consiglio comunale

con all'ordine del giorno due importanti argomenti: il Piano triennale delle alienazioni e della valorizzazioni e la delibera della Corte dei Conti relativa ai tetti di contenimento. L'inizio dei lavori è previsto per le ore 16,00. Inutile dire che per le alienazioni degli immobili di proprietà comunale c'è un particolare interesse. In particolare sull'ex convento dei frati Domenicani valutato in 400 mila euro. Un complesso monastico di pregio che da anni è utilizzato come deposito comunale di ferraglia varia. Oltre che residenza di una colonia di piccioni. L'immobile fu acquistato nel 1999 dal Comune di Mesagne che voleva convertirlo in un contenitore culturale polifunzionale. Di fatto fu utilizzato come deposito. Eppure l'ex struttura monastica, prima, e stabilimento vinicolo, poi, è uno scrigno di bellezza che fa rimanere a bocca aperta quanti hanno la fortuna di affacciarsi al suo interno. Da una parte c’è la timidezza di chi entra, in punta di piedi, in un ambiente mistico, ricco di ricordi religiosi e di vita contadina, mentre dall’altra c’è la constatazione del degrado diffuso che, forse, una semplice pulizia degli ambienti lo avrebbe reso meno tetro. Intanto, per cercare di salvare la struttura e riportarla alla pubblica fruibilità, nel settembre 2008 l'allora sindaco Vincenzo Incalza aveva fatto redigere dall'ufficio Tecnico un progetto di recupero da tre milioni di euro. La richiesta di finanziamento fu avanzata all’Area vasta per cercare di recuperare un bene immobile, di inestimabile valore artistico, per trasformarlo in un albergo e mensa sociale. Purtroppo la richiesta non fu presa in considerazione. Oggi, lo stato di abbandono dell'ex convento ha, di fatto, cancellato parte delle pertinenze storiche divenute, ormai, irrecuperabili. Restano incomprensibili, infatti, sia alcuni interventi strutturali, che hanno cancellato parte della vecchia struttura monastica, sia alcuni affreschi distrutti dall’insensibile mano di “mannaia selvaggia”. Il convento per anni è stato utilizzato come tabacchificio e come stabilimento vinicolo divenuto, successivamente, l’abitazione prediletta della numerosa colonia di piccioni, incubo dei residenti, dentro al quale hanno lasciato spesso nutrita testimonianza sia in termini di escrementi che di carcasse di volatili. Oggi l'Amministrazione Molfetta rimette in gioco l'ex convento dei frati Domenicani per venderlo a privati affinché un restauro conservativo possa ridargli solo una parte dell'antico splendore.  (Foto archivio)

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