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Mesagne. Bocciato il progetto Eurovelo 5 In evidenza

eurovelo 5Finisce in una bolla di sapone la progettazione di «Eurovelo5»,

la pista ciclabile che doveva collegare Mesagne con Londra. Il progetto è stato bocciato poiché carente di un documento propedeutico all'approvazione dello stesso. In pratica è naufragata la speranza per l'Amministrazione di ridisegnare oltre che la pista ciclabile anche diversi ingressi e strade cittadine. Quello che sembrava un punto di forza dell'attuale Amministrazione, che doveva caratterizzare l'impegno dei Lavori pubblici, è miseramente fallito per non aver presentato un documento. Inappellabile la decisione della commissione esaminatrice. Inutile dire che sia il sindaco Pompeo Molfetta sia l'intera Amministrazione sono rimasti profondamente amareggiati per l'esclusione dal finanziamento tanto che la notizia è stata oggetto di discussione a margine della conferenza dei capigruppo consiliari riunitesi mercoledì pomeriggio. Gli obiettivi del progetto erano quelli di favorire l'avvicinamento alla bicicletta in un ambiente sicuro e di pregio da parte di non ciclisti, promuovere il turismo sostenibile e il cicloturismo, far crescere le reti locali di itinerari per ciclisti. Il percorso da Londra a Brindisi, di 2.900 chilometri, è un’importante direttrice Nord-Sud che passa attraverso molte notevoli città nel cuore dell’Europa. Non a caso, si tratta di un percorso che in gran parte ricalca la via Romea Francigena, usata da secoli dai pellegrini europei per arrivare a Roma. Si toccano sei stati: il Regno Unito, la Francia, il Belgio, il Lussemburgo, la Francia ancora, la Svizzera e l’Italia. Il percorso Eurovelo 5 doveva attraversare il territorio cittadino lungo tutta via Marconi arrivando in piazza Vittorio Emanuele II°, quindi attraversava il centro storico cittadino fino ad arrivare in piazza Cavour e proseguire per via Gualtiero d’Ocra, via Malvindi, via Roma, via Generale Falcone, via Maya Materdona, via Arno fino a via Lucci in direzione Brindisi. L'Amministrazione aveva dato incarico a una società barese per la realizzazione del progetto. Ora questo sogno, per Mesagne, è svanito. Al contrario altre realtà italiane usufruiranno di questa avveniristica direttrice viaria ciclofila e dei benefici turistici e culturali che svilupperà. «Purtroppo è così, siamo stati esclusi - ha confermato Roberto D'ancona, consigliere delegato alla manutenzione pubblica - gli uffici non hanno allegato un documento richiesto dal bando di concorso e senza il quale il progetto è stato escluso. Dancona ha, quindi, concluso: «L'Amministrazione aveva puntato molto su questo progetto per la rigenerazione di via Marconi, con l'annessa pista ciclabile, e di altre importanti arterie viarie cittadine». Naturalmente, come sempre, la responsabilità dei finanziamenti sfumati non è di nessuno.  

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